sabato 28 gennaio 2012

Chef's Cup 2012: per vivere uno scambio di cultura e amicizia

"Un incontro tra chef, in un contesto informale, per ritrovarsi a chiacchierare sulle nuove tendenze in cucina senza gareggiare tra i fornelli, ma gareggiando sulla neve"
NORBERT NIEDERKOFLER


Ieri sera si è conclusa la settima edizione della Chef's Cup, la manifestazione che si svolge in Alta Badia e vede protagoniste le stelle della cucina nazionale e internazionale.
E molto altro ancora.
Come vi avevo anticipato qui, quest'anno si è svolta dal 22 al 27 gennaio 2012, sempre in Alta Badia, sempre con le stelle della cucina.
E i padroni di casa ad accogliere amici e colleghi italiani e stranieri sono stati:
Norbert Niederkofler (Uno dei creatori della manifestazione) chef del ristorante St. Hubertus, Relais Chateaux Rosa Alpina, San Cassiano in Badia, 2 stelle Michelin.
Fabio Cucchelli, chef del ristorante La Siriola, hotel Ciasa Salares, San Cassiano in Badia, 1 stella Michelin.
Arturo Spicocchi, chef del ristorante La Stua de Michil, hotel La Perla, 1 stella Michelin.



Sulle Dolomiti, tra le piste innevate, le ciase, le cucine, le malghe e i rifugi, si è svolta l'intera manifestazione.
Una settimana dedicata alla buona cucina con show cooking, corsi, degustazioni, colazioni in vetta e cene itineranti. Tutto questo per condividere con amici, ospiti e appassionati l'amore e la passione per il buon cibo.
E soprattutto per vivere uno scambio di cultura e di amicizia.
Dove? In un luogo dove la semplicità e la dedizione, la fantasia e l'impegno hanno reso grande una regione da cui molti di noi dovrebbero imparare.
L'Alto Adige, il Sud Tirol e tutte le anime che ne fanno parte, credono molto nella propria terra, nei propri prodotti, nelle proprie capacità. E la cura con cui si dedicano ai propri ospiti è la stella cura che hanno per la propria famiglia, per i propri conterranei.
E' questo che li distingue.
La cura e l'ospitalità innate, il sentimento identitario e la passione per ogni piccola e grande impresa.



Sono stati giorni intensi, vissuti con il desiderio di conoscere i grandi chef ma soprattutto apprezzarli per la semplicità e la grande professionalità ai fornelli, la simpatia e la gentilezza.

Il primo show cooking a cui ho preso parte è stato quello che ha visto protagonisti Fabio Cucchelli e Geoffrey Smeddle (Peat Inn, Cupar Five, Scottland).
Una piacevole sfida, tra Italia e Scozia con prodotti altoatesini.
Gnocchi di cavolo rosso, guazzetto di mele dell'Alto Adige acidule,muffe nobili da formaggio Toupinière e castagne del Parà. Per Fabio.
Sedano rapa cotto nella cenere con formaggio fresco di capra dell'Alto Adige, purè di prezzemolo e nocciole, capperi e dressing all'uvetta. Per Geoffrey.
Due piatti diversi, più etereo quello di Fabio. Più intenso quello di Geoffrey.


E poi. E poi i corsi di cucina. Il primo nelle cucine de La Siriola con Fabio Cucchelli e Terry Giacomello.

La cucina è un'arte, ma soprattutto un'avventura della mente.
(F.Cucchelli)

Soft al vapore, con frittatina alle uova di tobikko al wasabi
Risotto ai fiori di cartamo, fonduta di formaggio salato, siero di yogurt, patè di arachidi tostate, curry rosso e anice verde
Su delle patate viola affumicate...il trancio di merluzzo tiepido bagnato da un ristretto di pasta sfoglia aromatizzato alle foglie di limone, germogli piccanti.

Il soft mi è piaciuto più di ogni altra cosa. Sarà per il suo gusto leggero, per la sua forma sferica, per la sua morbidezza, per la sua semplicità. 



Secondo appuntamento: il corso nelle cucine del St.Hubertus con lo chef Norbert Niederkofler.
Un'avventura meravigliosa, oserei definirla.
La cucina di questo chef della Valle Aurina, che ha vissuto per anni all'estero, tornando poi in Alto Adige per restare e costruire la propria linea, è data dalla semplicità. E' proprio la semplicità che rende la sua cucina eccellente.
Dice lui stesso: "In questi anni la tecnica si è evoluta per dare il meglio alla semplicità"

Carpaccio di rape rosse e lingua di vitello, salmerino marinato e leggermente affumicato, caviale di mela verde.
Risotto con graukase e cipolla bianca.
Tarte Tatin di mele con gelato alla vaniglia mantecato al momento.






E poi l'ultimo show cooking ieri alle 12,30 al rifugio Col Alt, a 2000 mt d'altezza. Una sfida tra due amici che si stimano, si aiutano e si rispettano. E ci hanno fatto divertire ed emozionare.
Norbert Niederklofer sfida Giancarlo Morelli chef del ristorante Osteria del Pomiroeu, Seregno (Bg), 1 stella Michelin. Bergamasco doc, "de sota", innamorato da sempre del Sud Tirol.
Sono state due ore piacevoli, di risate, sguardi complici, scambi di idee e creazioni meravigliose.


Gnocchi di pane e patate della Val Pusteria su passata di Crauti e sentore di miele dell'Alto Adige e fonduta leggera di Bella Badia. per Giancarlo. Un primo piatto delicato, sapido ed armonioso.
Pancetta di maialino croccante con rafano fresco, barbabietole rosse e rape dell'Alto Adige, purè di patate affumicato. Per Norbert.
E anche io sono stata coinvolta. Per degustare il piatto di Norbert. Un piatto equilibrato dove succulenza e freschezza, croccantezza e morbidezza si incontrano per dar vita ad un'armonia di sapori.



Giornate intense, piacevoli, gustose, dove noi ospiti siamo stati coinvolti attivamente. Tra corsi di cucina, ciaspolate sulla neve, momenti di relax, attimi di felicità.
Nell'attesa di ritornare.
Ancora. Il prossimo anno.

giovedì 26 gennaio 2012

Orata? Carta fata!

Voglia di leggerezza. Voglia di cucina sana, di staccare per qualche giorno da cioccolate e schifezze varie.
A Dubai ero riuscita in un "digiuno forzato", ma con l'inizio delle nuove puntate, tutto è andato perso.
E allora cerco di non rinunciare al gusto, con un pesce che adoro, preparato con verdure a julienne e cottura in carta fata. Niente olio, solo gusto al massimo.




mercoledì 25 gennaio 2012

In partenza...

Di solito è Chiara "quella con la valigia"...Milano, Bologna, Roma, Mondo.
Io sono più "collocata nella mia città", con un marito e due bambini da vivere, una scuola elementare da scegliere, tante ricette da inventare e tante  nuove collaborazioni da iniziare.
Ma oggi no.
Oggi sono in partenza. Per L'Alto Adige. Alta Badia. Corvara.
Saranno tre giornate intense, tra chef stellati e canederli, tra sfide golose e ciaspolate sulla neve.
Sarò lì per la Chef's Cup, manifestazione giunta alla settima edizione che vede protagonisti gli chef dell'Alta Badia (che nel 2008 ha ottenuto il titolo di miglior località delle Alpi).
Vengo in questi luoghi da quando sono una bimba.
Ho incominciato a sciare su queste montagne.
Ho fatto le prime cadute.
I primi pupazzi di neve.
Le prime piste nere.
Le più belle serate con gli amici storici.
Il più bel week-end romantico con mio marito.
E nell'ultimo anno, i più bei viaggi stampa.
Ho vissuto tante emozioni differenti, ho respirato l'aria, il cuore, la filosofia di questa genta.
E da 30 anni non smetto di tornare.
L'Alto Adige, l'Alta Badia è così. Ti affascina a tal punto da decidere più di una volta di cambiare vita...
Cambiare vita forse no, ma appena ne ho la possibilità mi piace viverla, respirarla, toccarla e assaporarla in tutte le stagioni.
Mentre leggete questo post, io sarò in macchina direzione Corvara.
Passerò il Falzarego coperto di neve, la Villa, ed entrerò nel pieno della manifestazione.
Per documentare, per immortalare, per raccontarvi le sfide tra "i più bravi", i corsi di cucina, gli showcooking e i momenti d'incontro con gli  chef.
Ma se siete in zona, se avete voglia di trascorrere giornate di puro divertimento e buona cucina, vi aspettiamo.
L'obiettivo della Chef's cup 2012  è quello di dedicare l'intera settimana (dal 22 al 27 gennaio) non solo agli appassionati gastronomi e operatori del settore. Per 7 giorni l'Alta Badia diventa sede dell'Alta Gastronomia offrendo agli ospiti la possibilità di partecipare a molte attività: sport, cucina, incontri e divertimento.


"Un incontro tra chef, in un contesto informale, per ritrovarsi a chiacchierare sulle nuove tendenze in cucina senza gareggiare tra i fornelli, ma gareggiando sulla neve"
 NORBERT NIEDERKOFLER



Foto dal web

martedì 24 gennaio 2012

Una di noi.

Le persone vanno e vengono. Le persone si arrendono.Qualcuno diceva che perdiamo tempo a rincorrere invano quelli che se ne vanno, quando invece potremmo passarlo con quelli che rimangono con noi.

Pochi giorni fa una persona mi ha confidato di ricordargli Carrie, la protagonista di Sex and The City.
Per questa mia attività di scrittrice notturna sui massimi sistemi della psicologia umana.
Un'altra persona mi ha chiesto se il post "E una mattina, si cambia" l'avessi scritto per lei.
E in tanti mi avete detto di sentirvi come me, alle volte.
In fila, anche voi.

E' un freddo sabato notte di gennaio mentre scrivo questo post.
Un venerdì decisamente alcolico e una cena, stasera, solo amiche. Solo donne. Solo Noi.
Abbiamo riso, commentando le strane coppie dei tavoli accanto al nostro.
Abbiamo assaggiato piatti diversi e abbiamo parlato di noi.
Di quattro quasi trentenni alle prese con uomini strani, con lavori sottopagati, con obiettivi da raggiungere e con paure tipicamente femminili da "enta".

E' stimolante vedersi crescere.
Una di noi è incinta e questo sarà il nostro primo nipotino da "amiche".
Una di noi rincorre un uomo difficile. Una di noi si ferma e crede sia giusto scegliere. Una di noi sembra aver trovato la serenità, poi ci ripensa e non si arrende.
Una di noi ha voglia di rimettersi in gioco. Una di noi sa già che le ansie non la porteranno da nessuna parte. Una di noi ha voglia di cucinare. Una di noi diventerà magistrato, un giorno. Una di noi ha capito che il problema non erano gli uomini, ma solo i carboidrati. Una di noi ha scelto il tacco 12 per piacersi di più. Una di noi ha capito che ha passato 27 anni a indossare gonne, quando erano proprio i pantaloni a fare la differenza. Una di noi ha capito che le telecamere non sono in fondo così nemiche. Una di noi ha capito che il blu e il nero possono benissimo convivere senza drammi. Una di noi ha capito che cambiare città per un'altra persona è sbagliato quasi come l'abbinamento fragole-maionese. Una di noi ha capito che non esistono solo bianco e nero, ma anche grigio. E forse grazie a questa scoperta, ricomincerà a vivere con altri occhi. Una di noi ha capito che è finita, ma non vuole accettarlo. Una di noi ha capito che i problemi in fondo ci accomunano un po' tutti.
E che una di noi, in fondo, potrebbe essere una di voi.

Macy




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