martedì 8 novembre 2016

Triestespresso 2016


In passato, quando le case erano fredde, le persone di rifugiavano nei caffè. Per trovare ristoro, per scaldarsi. Per stare in compagnia, per condividere un momento.

E’ stato così anche per me, arrivata a Trieste. Il cielo era carico di nuvole nere (ma avevano un fascino incredibile quei nuvoloni neri sul mare in tempesta) ed io mi sono rifugiata nel porto vecchio e ho trovato ristoro.

Ad accogliermi Triestespresso, la più importante fiera specializzata internazionale legata all’intera filiera del caffè espresso: dal chicco verde e torrefatto, ai macchinari per la torrefazione, ai produttori di porcellane, ai servizi per le imprese.   

 200 espositori provenienti da 20 Paesi del mondo, giornalisti, baristi, buyers tutti insieme per condividere una passione comune e conoscersi, stringere accordi, creare business ed economia.



 
  Triestespresso è espressione di commercio, di industria, di cultura ma è anche conoscenza. Durante i tre giorni di manifestazione ci sono stati workshop formativi e approfondimenti tematici riservati a baristi, operatori di settore e torrefattori. Sono state giornate dal punto di vista formativo, essenziali.

Ho imparato tanto attorno ad un mondo di cui oggi si sa poco. Lo dicono gli esperti, lo urlano gli “addetti alla tazzina”. C’è bisogno di educare al caffè. C’è molto più clamore attorno al vino, all’olio, all’aceto. Che intorno al caffè. Eppure, se ci pensiamo, è la prima cosa che beviamo appena svegli, è quella magica coccola dopo ogni pranzo, è la bevanda che desideriamo per ritemprarsi, per staccare la spina. Il caffè da vigore e coraggio. Unisce persone attorno ad un tavolo e facilita il dialogo. Ma soprattutto da piacere. Un piacere che permane anche dopo aver bevuto il caffè.
 

 

Da storica dell’alimentazione, appassionata dell’origine degli ingredienti, proverò a raccontarvi quello che ho appreso e che non conoscevo.

L’affermazione del caffè in Europa è legata ad un avvenimento storico: la liberazione di Vienna dall’assedio dei turchi nel 1683. Durante la ritirata le truppe turche abbandonarono cannoni ma anche 500 sacchi di caffè (si pensava fosse mangime per i cammelli quindi vendettero gli interi sacchi, per pochi soldi ad un certo Franz G. Kolschitzky che conosceva benissimo il contenuto). Il nobile polacco aprì a Vienna una bottega del caffè trasformando il caffè alla turca, non gradito ai viennesi in una bevanda ben più dolce e filtrata, con l’aggiunta di miele e panna montata: nacque così il caffè viennese. Le botteghe conobbero nei secoli successivi in tutta Europa un grande successo, perché diventarono luogo di stimolo e di risveglio intellettuale per artisti, commercianti e poeti. All’inizio del XIX sec., con la nascita delle prime torrefazioni, si semplificò il lavoro delle botteghe sollevandole dall’incombenza della tostatura del caffè. Grazie alle torrefazioni vennero create le prime miscele, non solo per garantire un’uniformità di gusto e prezzo, ma anche per rendere il caffè il più possibile “speciale”.

Dal 2000, il caffè è la prima derrata agricola commerciale al mondo.

Ma andiamo più nel dettaglio. Cosa sapete del caffè?

Seguitemi… andiamo a conoscerlo più da vicino.

 Il caffè che noi beviamo e che conosciamo come bevanda è una pianta. Un arbusto sempreverde di nome Coffea. Le specie più interessanti e maggiormente coltivate sono due: l’Arabica e la Robusta.

Una delle caratteristiche di questa pianta è che le condizioni climatiche che ne rendono possibile la crescita, sono delineate nella fascia Tropico Equatoriale dove la maggior parte dei paesi la coltiva. La pianta necessita di climi miti con piogge costanti. Le piante di Arabica prosperano fino ai 2000 mt mentre quelle della Robusta, più resistenti al calore della pianura, attorno agli 800 mt, sopportano facilmente anche temperature meno miti: per questo motivo vengono appunto chiamate “Robusta”. Un chicco di caffè (verde) germina dopo due mesi circa, ancora due mesi e compaiono le prime foglie, mentre per i primi frutti che saranno preceduti da splendide fioriture (Il fiore della coffea è bianco e ricorda il gelsomino con sentori di limone), bisogna attendere almeno 4-5 anni.

All’interno dei frutti (che ricordano le ciliegie) troviamo due semi, avvolti in una membrana. I semi sono i chicchi di caffè. Quelli dell’Arabica sono allungati e ovali, quelli della Robusta sono più piccoli e con un taglio interno dritto. L’Arabica è superiore qualitativamente, ha un’aroma più dolce, ricco ed equilibrato  rispetto alla Robusta che ha un gusto più forte e corposo. Inoltre nella robusta il contenuto di caffeina è nettamente maggiore.

I chicchi di caffè non destinati al consumo interno nei paesi di provenienza, intraprendono lunghi viaggi, confezionati in sacchi di juta dal peso di 60 kg cadauno e marchiati con una sorta di carta d’identità fino ad arrivare nei porti di tutto il mondo.

In Italia, il porto di Trieste ha giocato un ruolo fondamentale per il commercio del caffè. Non a caso Trieste è soprannominata oltre alla città della Barcolana anche la città del Caffè. E sempre non a caso, Triestespresso nasce in una città dove il culto del caffè ha radici antiche. Sin dal 1709 Casa d’Austria decide di puntare sulla posizione strategica, naturale, logistica e centrale di Trieste, in Europa. Il porto è stato un importante punto di scambio per numerosi merci, tra cui anche il caffè. Da Venezia, il centro strategico passa a Trieste che diventa il primo porto per volumi di caffè, dell’Europa centrale. Questo ha portato ricchezza, benessere e conoscenza.

Il chicco arriva in porto e deve essere lavorato, trasformato. Nasce così il Distretto del Caffè di Trieste in una città in parte latina, in parte slava e in parte germanica. Tre momenti sociali diversi del consumo del caffè. Tre realtà diverse con un obiettivo comune. Con interessi comuni e sintonia che ha permesso di rendere grande il Distretto del Caffè.

 
Trieste è diventata un distretto industriale e commerciale importante tanto che moltissime sono le famiglie triestine legate a tale settore. Tutta la filiera del caffè viene qui rappresentata: dall’arrivo delle navi alla torrefazione che è la fase fondamentale alla riuscita di un buon espresso.

Abbiamo ricordato Trieste come capitale del caffè ma dobbiamo ricordare come ordinare un caffè a Trieste. In questa città di confine, anche il caffè ha un suo lessico.

Se entriamo in un bar non chiederemo un caffè espresso ma un nero. Non chiederemo un caffè con poca schiuma ma un gocciato. Non un caffè macchiato ma un capo. Non un cappuccino ma un caffelatte.  E se vogliamo un espresso nel bicchiere di vetro? Chiederemo un nero in B.

Espresso: perché si chiama così?

Perchè viene preparato al momento della sua richiesta. Velocemente. Espresso appunto.  E aggiungo italiano. Ma “espresso” è anche il participio passato del verbo “esprimere”: Non a caso, il caffè esprime un concetto, una storia che viene da lontano, esprime condivisione e appartenenza, esprime emozioni, esprime oltre al liquido nero, anche la crema.

Si perché in tanti paesi di parla di caffè: i turchi e i greci lo preparano nel l’Ibrik, i popoli del nord Europa lo bevono bollito, gli americani lo bevono molto filtrato, a noi italiani piace a casa nella moka o nella napoletana e al bar rigorosamente “espresso”. Anche se tutti questi procedimenti sono differenti tra di loro, la cosa che li accomuna è il principio di utilizzare acqua calda per estrarre dal caffè macinato, le sue migliori qualità.

Con circa 50 grani macinati finemente ed attraversati da acqua calda ad elevata pressione, si ottiene la bevanda tanto amata nel mondo. Perché le sensazioni che dà l’espresso non finiscono nell’istante della degustazione ma persistono lasciando in bocca un dolce sapore.

Ed è con quel dolce sapore di caffè che saluto Trieste. I nuvoloni sono spariti. E’ arrivato uno splendido sole.

 

  

giovedì 22 settembre 2016

Caseus Veneti... sta arrivando....


CASEUS VENETI |24-25 SETTEMBRE 2016

L’orgoglio del mondo caseario in concorso,

tutti i formaggi del Veneto in gara a Villa Contarini
 

 


E’ ufficialmente iniziata con la giornata di oggi a Piazzola sul Brenta (Pd) la XII edizione, Caseus Veneti, Concorso regionale Formaggi del Veneto.
Nei giorni scorsi sono giunti a Villa Contarini di Piazzola sul Brenta ben 385 diversi formaggi da 78 diversi produttori di tutta la regione: dai grandi caseifici che rappresentano brand nazionali affermati, fino alle piccole malghe della pedemontana o agli affinatori di pregiate forme.
Stamane in Villa i lavori sono iniziati all’alba per predisporre la degustazione alla cieca che, dal pomeriggio, coinvolgerà esperti assaggiatori in arrivo da mezza Italia. Spetterà infatti alla Giuria Tecnica, nominata da Veneto Agricoltura, stabilire quali saranno le medaglie d’oro nelle 37 categorie.
Questa non è solo una festa popolare del gusto, ma una vera vetrina per un settore fondamentale per l’economia agroalimentare del Veneto, che qui rivendica con forza la sua importanza”.
 
 

La “via del formaggio di qualità” rappresenta la vera ancora di salvezza per l’intera filiera del latte veneto, minacciata dall’invasione di prodotto a basso costo da altri Paesi europei e da formaggi scadenti realizzati anche con latte in polvere. “In Veneto quasi il 70% del latte prodotto va verso produzioni di grandi DOP, il 35% è destinato ad una eccellenza del Made in Italy come Grana Padano. Non possiamo quindi che ringraziare tutti i Consorzi di Tutela che, anche attraverso questa iniziativa, rappresentano un volano anche per le piccole produzioni tipiche o montane da salvaguardare”.

 Sabato 24 e domenica 25 settembre sarà una occasione straordinaria per fare un tuffo nell’arte e nelle tradizioni gastronomiche del Veneto, in un contesto straordinario come Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (PD) dove sono attesi oltre 30mila visitatori e dove si potrà visitare la mostra con i quasi 400 formaggi in gara, partecipare ad una delle degustazioni guidate delle DOP o ad un cooking show con gli chef emergenti del Nordest (le iscrizioni sono quasi concluse meglio affrettarsi a prenotare, la partecipazione è gratuita) e poi educational con i casari e mercato delle eccellenze.
 
Io ci sarò...e farò farte della giuria aurea assieme a tanti colleghi del mondo della stampa e del mondo enogastronomico.
 
Cosa vi aspetta?
DEGUSTAZIONI GUIDATE 
 
 Quattro gli appuntamenti aperti al pubblico anche per le degustazioni dei grandi formaggi DOP del Veneto a cura dei Consorzi di Tutela: appuntamenti nella giornata di domenica 25 settembre con questi orari: alle ore 11, 13, 15 e 17. Anche in questo caso ingresso gratuito ma posti sono limitati, perciò è necessaria la prenotazione tramite il sito www.caseusveneti.it
A LEZIONE DAL CASARO

  Tre educational cheese, “Come Nasce il formaggio” che si terranno nel parco sul retro della villa, con la lavorazione in diretta del latte a cura del casaro: l’appuntamento per grandi e piccoli è alle 15 di sabato 24 settembre, e alle 11 e alle 15,30, domenica 24 settembre.
TRE GIURIE AL LAVORO

La prima giuria tecnica, quella formata da un plotone di esperti assaggiatori provenienti da tutta Italia si riunirà oggi. Sabato 24 settembre pomeriggio si riunirà la giuria aurea formata da stampa enogastronomica ed esperti per l’assegnazione dei premi d’onore ai formaggi già vincitori di medaglia d’oro. Alle 17, spazio a chi vorrà diventare assaggiatore per un giorno. La giuria popolare premierà i tre mastri casari del 2016. Iscrizioni su: www.caseusveneti.it o in villa presso l’info point.
BONTA’ DA PORTARE A CASA

- Caseus Veneti Shop darà inoltre spazio al mercato delle eccellenze: non solo formaggi, ma anche birrifici, confetture grandi prodotti tipici. Non mancherà l’Angolo delle DOP, il mercato dei caseifici e l’area ristoro per degustare piatti tipici comodamente seduti ai tavoli allestiti nel prato della villa.
 
#caseusveneti
Vi aspettiamo.

 


domenica 24 luglio 2016

Lieviti d'Autore 2016


 

A grande richiesta, dopo il successo della prima edizione, torna Lieviti d’Autore!
Da domani 25 luglio al 27 luglio, presso la Pizzeria Apogeo di Marina di Pietrasanta, sarà di nuovo festa con le realizzazioni d’autore dei più blasonati pizzaioli toscani e una meditata selezione di birre internazionali. A organizzare l’evento sarà nuovamente l’accoppiata L’AcquaBuona - testata enogastronomica on line dal 1999 e organizzatrice di degustazioni di fama nazionale quali Terre di Toscana e Terre d’Italia - e Pizzeria Apogeo, un punto di riferimento per la pizza di qualità grazie alla passione e alla capacità di Massimo Giovannini.
Una nuova edizione con una nuova formula ampliata, ma con gli imprescindibili punti fermi di offrire pizza e birra di livello: 3 giorni (invece di 2), 5 pizzerie (invece di 4) e un’ampia offerta di birre internazionali.

Il Programma
 La manifestazione si svolgerà nelle giornate di lunedì, martedì e mercoledì (25-27 luglio) con le modalità di una degustazione aperta al pubblico, a ingresso libero e consumazione mediante gettone, con prezzo base 1 euro. Il pubblico potrà accedere al bellissimo giardino adiacente la Pizzeria Apogeo e assaggiare quanto offerto dalle pizzerie presenti nella serata prescelta, vere eccellenze secondo la guida delle pizzerie del Gambero Rosso: oltre al padrone di casa, la Pizzeria Apogeo - (3 spicchi nella categoria “pizza gourmet”), il lunedì saranno presenti le pizzerie Lo Spela - (3 spicchi nella categoria “pizza gourmet”) e La Kambusa - (3 spicchi nella categoria “pizza napoletana”); il martedì le pizzerie La Divina Pizza - (3 rotelle nella categoria “pizza al taglio”) e Santarpia - (3 spicchi nella categoria “pizza napoletana”); per chiudere l’evento con un gran finale nel giorno di mercoledì, dove tutte le pizzerie si alterneranno continuamente ai forni a legna forniti dalla ditta Valoriani (www.valoriani.it), uno dei simboli mondiali del forno da pizza.
 
Foto dal web
 Ugualmente interessante l’offerta birraria, grazie alla collaborazione di Bieretheque (www.bieretheque.com), ossia di due importanti distributori di settore quali Partesa e Dibevit, sarà possibile degustare nove birre alla spina, oltre ad una vasta scelta di birre in bottiglia, provenienti dai migliori birrifici europei e d’oltreoceano. Infine, per completare l’offerta gastronomica, sarà presente la gelateria artigianale Dolcemente con i sui rinfrescanti e golosissimi tartufi di Pizzo Calabro.
I cancelli apriranno alle 18 e l’evento proseguirà fino a tarda notte. Musica e degustazioni guidate di birra completeranno il programma, che vedrà anche, il mercoledì alle ore 18, un’interessante tavola rotonda sulla pizza.

Una presentazione di due prodotti gastronomici semplici come la pizza e la birra ma proposti nelle loro massime espressioni grazie alla partecipazione di pizzerie e birrifici pluripremiati dalle guide e riviste di settore.
Io e la Giacoma ci saremo...

Informazioni e contatti

Lieviti d’Autore - www.lievitidautore.it
Lunedì 25, martedì 26 e mercoledì 27 Luglio 2016
Dalle ore 18, ingresso libero Pizzeria L’Apogeo - Via Pisanica Int. 136 (nei pressi campo di atletica) 55045 Marina di Pietrasanta (LU) Tel. 0584 793394

 

venerdì 22 luglio 2016

Griglie Roventi 2016



E' arrivato luglio....è tempo di Griglie Roventi!!!!
 
 
Quando e dove?
A Jesolo (VE), sabato 30 luglio 2016, ore 20:30 piazza Torino.
Torna il tradizionale appuntamento con Griglie Roventi, il campionato di barbeque più pazzo dell’estate, giunto all’undicesima edizione.
 

 100 griglie, dove altrettante coppie di cuochi (non professionisti), arrivati da tutta Italia e dall’estero, si sfideranno per decretare il re del barbeque.  Niente costate e salsicce, ma anche quest'anno i concorrenti si sfideranno con diverse tipologie di pesci: un'orata da 300 gr, seppioline, mazzancolle, rana pescatrice o cefalo, sardine del nostro Adriatico.
 Un modo per dare ai partecipanti nuovi stimoli, chiedendo loro di ingegnarsi per creare ricette originali e accostamenti stravaganti. 



I Presentatori?

Come lo scorso anno e per mia grande gioia,  a presentare lo spettacolo  ci saranno il simpatico Moreno Morello e la dolcissima Roberta Ferrari, accompagnati  dalla musica dei Bitols & friends.
Avranno il compito di divertire il pubblico durante la gara, stuzzicando i cuochi e insieme andremo a scoprire i casi più strani e divertenti: negli anni si sono sfidati concorrenti travestiti da eroi delle favole, dei fumetti, della politica, gladiatori e chirurghi, orsi e sirene, creando vere e proprie creazioni colorate con tanto di fuochi d’artificio e costruzioni in miniatura. Ogni anno se ne vedono di tutti i colori nell' arena di Griglie Roventi.
Acrobazie e ricettine creative  per impressionare la giuria, fatta di chef, giornalisti del settore e appassionati gourmet, che oltre a valutare qualità di cottura e gusto del piatto, premieranno anche le presentazioni più curiose e i cuochi più simpatici.

E cosa si vince?

In palio c’è ovviamente una scorta di pesce, vino e birra per continuare a grigliare tutta l’estate, ma soprattutto la soddisfazione di essere ufficialmente i “re del barbeque”. E se la maglia bruciacchiata che decreta l’ultimo classificato è sempre ambita (ultimi, ma con una buona scorta di birra per consolarsi), quest’anno i giurati voteranno un premio in più, la “Coppa Costina”: un modo per premiare gli irriducibili della carne che ogni anno, dopo aver cucinato il piatto di gara, portano con sé costine e salsicce  per continuare la grigliata e così la festa.
Perché il grande spirito della squadra di Griglie è: divertirsi!!!!!

 


Informazioni utili per chi avrà voglia di unirsi a noi.
Griglie Roventi, fatta di buon cibo ma anche di musica, costumi e divertimento vi da appuntamento a Jesolo, sabato 30 luglio. L’iscrizione costa 80 euro a coppia ed è aperta a tutti i maggiorenni, purché non siano chef professionisti.
Il kit di gara che viene dato a ogni concorrente comprende, oltre al pesce, vino, birra, acqua e la perfetta divisa da chef, uguale per tutti.

Spetterà ai concorrenti cercare accompagnamenti, verdure, spezie che valorizzino il pesce e colpiscano la giuria, formata da cuochi professionisti, giornalisti enogastronomici e guidata da diversi anni, da me. Ben felice di esserlo.
Oltre al kit di gara gli iscritti riceveranno in omaggio la griglia su cui avranno cucinato.


E per tutti gli amici social come me...gli ashtag della serata saranno  #griglieroventi16  

 

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