domenica 7 febbraio 2016

Torta di mele e olio al limone

Una delle ricette più amate del blog è la  mia torta di mele. Che più che una torta è un impasto di mele, soffice e profumato. La faccio da sempre, lo sapete, è la torta con cui ho fatto innamorare mio marito. E' uno dei miei cavalli di battaglia. Ma.
C'è un Ma.  Sto provando a dimagrire qualche chilo ma ogni tanto sento la carenza dolce e allora, per evitare di addentare il primo biscotto o il primo cioccolatino in casa, ho pensato di "regalarmi il  mio momento dolce" con una torta da mangiare a piccole dosi, certo.
Allora ho improvvisato. Ho sostituito la parte dolce, la parte grassa e ho creato questa ricetta.
E' una dolce e deliziosa alternativa a chi non utilizza né burro, né zucchero raffinato. Se non avete il miele, potete utilizzare lo sciroppo d'agave o lo stevia (ma in quantità ridotte, mi raccomando).
 Fatemi sapere se l'avete fatta e le vostre impressioni.
#momentidifelicità
 
 

 

venerdì 5 febbraio 2016

Paella de pescado y verduras

Quando dico Paella, la bocca si riempie, quando pronuncio la parola già dà a presagire un piatto ricco, opulento, pieno, tondo. Non vi pare?

Paella, quante varietà, quanti ingredienti differenti tra una regione di Spagna e l'altra, tra una città e l'altra, tra una casa e l'altra. Ognuno dà la sua versione como la origìnal.

De pescado, de mariscos, con pollo, valenciana, catalana, con verduras, quante ravianti per un solo piatto.

Un risotto direbbe qualcuno, banalmente, ma un risotto non è, "la paella nececita una cottura lenta" diceva Segundo, uno spagnolo trapiantato in Brasile che una sera di tanti anni fa ci preparò nella splendida isoletta di Ilha Bela, la più buona paella della mia vita. Ricordo ancora come fosse ieri quel pomeriggio in cui Segundo con amore, calma e tranquillità iniziò il rituale. Prima la carne, poi il pesce, poi le verdure e lo zafferano e per ultimo il riso. Una paellera immensa, ricordo che eravamo in 20 persone circa e lui preparò nel giardino di casa, sul bbq, questa meraviglia per gli occhi e per il palato.

Vi dico la verità, non ho mai letto ricette della paella su libri, siti o quant'altro. Per me la paella è quella che ho visto, ho assaporato passo dopo passo, è quella che ho gustato, per me la paella è quella di Segundo.

E ogni volta che la preparo, inizio il ritual.

giovedì 4 febbraio 2016

Cake pops al cioccolato bianco

Mezzo plum cake che girava per la cucina da giorni e la voglia di creare una merenda golosa ai miei bambini.
Ma di quelle golose che piacciono a loro... cioccolato, confettini... e allora ho pensato a qualcosa di veloce ma anche che potesse trasformare il mezzo plumcake in qualcosa di bello e appetibile.
Vi stuzzica? Allora seguitemi in cucina...
(Un po' di tempo fa, ne ho fatti anche una versione con il cioccolato al latte e le mandorline di Siena. )


lunedì 1 febbraio 2016

Le donne della Vite


Nasce l’Associazione delle Donne della Vite


un «nuovo luogo» per guardare alla viticoltura e al vino


ispirandosi a Etica, Estetica e Bellezza

 

Le fondatrici dell’Associazione Donne della Vite sono agronome e giornaliste con storie, esperienze e professionalità molto diverse, nelle quali si riassume il modo distintivo e creativo in cui le donne sanno esprimersi all’interno di una stessa professione.  Valeria Fasoli, Alessandra Biondi Bartolini, Laura Passera, Lorena Troccoli, Costanza Fregoni, Giulia Tamai e Clementina Palese.

Chi sono le donne della vite che stiamo cercando?

Sono agronome, enologhe, giornaliste, comunicatrici, ricercatrici, analiste, ristoratrici, sommelier, ma anche creative. Il loro denominatore comune è la vite e tutto il mondo che gira intorno ad essa e al vino. Un mondo a cui le fondatrici propongono di guardare da un’angolazione nuova, e per così dire laterale, di condivisione e reciproco riconoscimento, di creatività e innovazione, di comunicazione e anche di capacità di fare.

Perché nascono le donne della Vite?

Nascono con l’obiettivo di creare un punto di riferimento e un’occasione di aggregazione per le donne che operano nel mondo vitivinicolo, in cui raramente si trovano a lavorare insieme e a condividere progetti, e per valorizzarne il ruolo in un settore in cui sensibilità, capacità e professionalità femminili rischiano di non essere comprese in tutto il loro valore.

In una visione ampia, nuova e articolata, ispirata dai valori di etica, estetica e bellezza, le Donne della Vite sceglieranno nuovi e coinvolgenti strumenti per le attività culturali, formative e divulgative dell’Associazione; costruiranno una «rete culturale» di incontro e crescita nella quale condividere anche informazioni professionali, come ad esempio i risultati di sperimentazioni che spesso rimangono nei cassetti dei ricercatori.
«All'inizio non avevo le idee chiare – racconta Valeria Fasoli, presidente della neo associazione e agronomo viticolo – ma la necessità e il desiderio di far emergere nella mia professionalità anche gli aspetti che rischiavano di restare sommersi e che rispecchiano valori per me fondamentali come etica, estetica e bellezza nei luoghi, nelle persone, nelle cose di tutti i giorni. Poi ho incontrato compagne di viaggio con esperienze, competenze, nonché punti di vista differenti e il mio sogno è diventato realtà e l'idea iniziale si è concretizzata grazie alla forza del gruppo. Ora il filo conduttore è il desiderio di creare lo spazio e la cultura per un sistema di valori nei quali crediamo sia possibile collocare agricoltura e vitivinicoltura in particolare. È questo il “nuovo luogo”, in cui principi e regole sono diversi, nel quale nel nostro manifesto invitiamo donne e uomini ad entrare».



 
L’attenzione al territorio e al paesaggio, come bene comune che il mondo vitivinicolo è chiamato a conservare e sostenere con pratiche etiche e sostenibili, sarà uno dei primi temi che le Donne della Vite affronteranno nelle loro attività.
«Il paesaggio viticolo nel suo valore e significato ampio di conservazione dell’ecosistema spiega Clementina Palese, giornalista professionista, che dell’associazione è vicepresidente si inscrive perfettamente nel perimetro di principi che ci siamo date».


Il valore culturale ed estetico del paesaggio quindi, che nella visione etica delle Donne della Vite travalica la valorizzazione della territorialità dei vini, si integra perfettamente con un nuovo concetto di qualità.
«Un paesaggio viticolo “impastato” del luogo, dalle altre specie vegetali alle costruzioni rurali, è irriproducibile, peculiare e riconoscibile e rappresenta un elemento di valorizzazione in sintonia con l’emergere di un consumatore evoluto e attento continua Palese. Un paesaggio viticolo “bello da guardare” evoca emozioni che si trasmettono inconsciamente fino alla qualità percepita del vino».


Mi sembrava bello poter condividere con voi lettori questa nuovo punto di partenza, questo nuovo luogo tutto al femminile, unito attorno alla Vite che è Vita.
Sentirsi parte di un qualcosa, restare unite, difendere le proprie idee e i propri valori, comunicarli nel modo corretto,  ecco questo è qualcosa di cui amo sempre parlare.
www.donnedellavite.com
 
 

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