venerdì 19 dicembre 2014

Zuppetta di lenticchie con cuore cremoso e guanciale croccante.


mercoledì 17 dicembre 2014

Quell'omino di panpepato...

Quando penso al Natale penso al profumo dei biscotti appena sfornati e al sorriso dei bambini.
Si, le due cose insieme danno vita ai miei laboratori che tengo nelle scuole, negli eventi legati al mondo del cibo.
Non immaginate l'entusiasmo e la curiosità negli occhi dei bambini quando racconto le fiabe e poi insieme creiamo i personaggi con farina, zucchero, burro e uova.
Ho sempre amato le favole, le fiabe, le storie. E quando, da bambina non mi venivano raccontate, le inventavo e mi lasciavo trasportare nel loro mondo fantastico.
Sono cresciuta dando valore alle favole, alle leggende. E penso che raccontarle ai bambini sia un bel modo di restare bambina. Sia un bel modo per non crescere. Sia un bel modo di sognare.
Nel mio lavoro faccio cose diverse ogni giorno, passo dalle degustazioni, alla scrittura, alle ricette, ai corsi (cose da grandi) e poi mi ritaglio momenti per sognare "in modo costruttivo" (e a parte il tempo dedicato ai miei figli, i laboratori mi permettono di vivere il meraviglioso mondo dei bambini attraverso la cucina e la favola.)



Oggi ho voglia di condividere con voi, i miei, i nostri omini di panpepato.
Ho voglia di raccontarvi l'antica filastrocca e magari potrebbe essere per voi un modo per condividerla con i vostri bambini.
Che ne dite?


Iniziamo dalla ricetta.

Ingredienti: per 50 omini di panpepato
 
1 kg di farina 00
500 gr di zucchero di canna (o bianco)
500 gr di burro
2 cucchiai colmi di cannella in polvere
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1/2 cucchiaino di noce moscata
4 uova
 
In una terrina capiente lavorate il burro freddo a cubetti con lo zucchero. Formate un composto omogeneo e aggiungete le uova. Mescolate gli ingredienti con un cucchiaio. Unite la farina, la cannella e lo zenzero. Iniziate ad impastare con le mani dando vita al un composto liscio e compatto. Avvolgete nella pellicola e lasciate riposare in frigorifero per 15 minuti.
Preparate ora il tagliere, il mattarello e lo stampino taglia biscotti.
Stendete la pasta aiutandovi con un po' di farina e formate i vostri omini.
Posizionateli su una placca rivestita di carta forno e fate cuocere per 10 minuti a 180°.
Con queste dosi farete circa 6 infornate.
 
Lasciate raffreddare e condividete con i vostri bambini per una merenda da favola..



L'omin di panpepato

"I padron della casetta, sono un vecchio e una vecchietta: lui sta andando a lovorare,  lei vuol fare da mangiare.

E con grande abilità, una gran specialità, nella pasta ha ritagliato,  un omin di panpepato.

Poi l'ha messo nel fornello,  però quando lo sportello,  lei riapre, mamma mia, l'omettino scappa via!

Fugge via velocemente e poi grida allegramente:  "Son l'omin di panpepato  e nessun mi ha mai pigliato.  Vi assicuro, in verità,  che nessun mi piglierà!"

I due poveri vecchietti  son sfiatati, poveretti,  e nel campo i falciatori  restan lì con gli occhi in fuori,

nel vedere quell'ometto  correr via come un diretto.  E anche loro, sul momento, Parton per l'inseguimento.

Non lo riescono a pigliare ...e finiscon col cascare!

"Senti un po', comare mucca,  con quell'aria da bacucca!  I vecchietti e i falciatori  son cattivi corridori,  ma scommetto che anche tu  non mi piglierai mai più!"

Corre lei velocemente  per pigliar l'impertinente  ma alla fin deve sostare per potersi riposare.
Grida agli orsi sopra il prato  l'omettin di panpepato:

"Brutti orsi spelacchiati,  di salsiccia rimpinzati,  ora alzatevi e correte  e vediam se mi prenderete!"

Babbo orso e mamma orsa  parton tosto alla rincorsa.

Galoppando e galoppando,  ansimando e ansimando,  alla fin gli inseguitori  restan con la lingua fuori.

Sotto un'albero, beata,  una volpe sta sdraiata e l'omin di panpepato,  sempre più maleducato  anche a lei dice di già  che mai più lo piglierà.

"Omettino, sei nei guai"  fa la volpe. "Come fai  a passar questo ruscello? Sei caduto in un tranello!

Quando gli altri arriveranno  di sicur ti piglieranno!  Ecco là: la gente arriva! Vuoi raggiunger l'altra riva?

Monta sopra alla mia schiena  chè io nuoto di gran lena!" L'omettin di panpepato sulla volpe è già montato.

"Attenzione, l'acqua è fonda  e a momenti si sprofonda!  Forza, su, con mossa lesta,  monta sopra la mia testa!"

L'omettino, divertito  per il viaggio, ha già obbedito. E vien anche persuaso  a salire sopra il naso.

Ma la volpe sul momento  con un brusco movimento  e con colpo da campione  lo divora in un boccone!

E' finito divorato  l'omin di panpepato! "
 
 

martedì 16 dicembre 2014

Torta di albumi, limoni di Sorrento e mandorle



lunedì 15 dicembre 2014

Pizza e birra? A me mi piaci!

Lo so, lo so, siamo nella settimana dei preparativi per la festa più importante e magica dell'anno.
Fra pochi giorni apriamo le porte al Natale e agli splendidi piatti della tradizione italiana.
E come sapete, noi da buone emiliane non ci facciamo mancare i tortellini fatti a mano dalla nonna con il brodo di cappone.
Ma, c'è un ma. Oggi voglio deliziarvi con un abbinamento che non passa mai di moda, neanche a Natale.
Pizza e Birra. Sempre. Ovunque. In compagnia. Da soli. Al mare. In città. In montagna. Nel week end. In estate, in Primavera, in Autunno e in  Inverno. Sempre.
Un matrimonio vincente. Una coppia inossidabile della cucina italiana. Due sapori che insieme stanno bene. La sintesi virtuosa  di due mondi legati fra loro da parole d'ordine come naturalità, genuinità e tradizione.
Tre parole che sono alla base del mio modo di vivere. Del mio modo di concepire la cucina e quindi la tavola.


Non voglio parlarvi di abbinamenti. Ognuno ha la sua birra. E soprattutto in base al tipo di condimento scelto per la pizza, cambia anche la tipologia di birra scelta.
Birra chiara, leggera, scura, con una schiuma cremosa, un gusto intenso.  Il mondo delle birre è davvero ricco di sfumature, sapore, profumi, consistenze sempre diverse e a mio parere come nel mondo del vino, ogni preparazione ha la sua birra. (ma di questo, approfondiremo ancora...)

Oggi voglio invece svelarvi alcune regole importanti per una buona pizza, anche a casa.
E sono sicura di farvi felici.

"Lievitazione lunga: almeno 24 ore. In questo modo otterremo una pizza buona e digeribile.
 Impasto elastico: serve una farina a ricco contenuto proteico che crei una maglia glutinica forte, essenziale per la giusta lievitazione.
Condimenti equilibrati: Non troppo umidi se non vogliamo una pizza acquosa. Per una pizza margherita, ad esempio meglio pomodori pelati e fiordilatte sgocciolati.
Cottura fino all'imbrunimento: Se la cottura è troppo breve si rischia che resti umida, se troppo lunga si rischia una pizza secca, bruciarla è un peccato per il gusto come per la salute.

 (Questi i consigli (di cui ho già fatto tesoro) del maestro pizzaiolo Pino Arletto).

E adesso vi do la ricetta della pizza  di casa Maci


Ingredienti per una buona pizza fatta in casa:
600 gr di farina bianca 0
15 gr di lievito di birra
250 ml di acqua naturale
sale
40 gr di olio evo
pomodori pelati
fiordilatte
origano secco
basilico fresco
 
lievitazione: 24 h
cottura in forno: 30 minuti
 
Preparazione:
In una boule, sciogliete il lievito in poca acqua tiepida e incominciate a lavorarlo con la farina. Aggiungete alternando l'acqua tiepida e la farina e continuate ad impastare con le mani.
Unite il sale e l'olio evo. Trasferite il composto su un tagliere e lavorate con un gioco di polso e di mani per avere un composto elastico, liscio e morbido.
Lasciate lievitare coperto con la pellicola per 24  ore. Solitamente preparo l'impasto la sera prima per la sera seguente.
Una volta pronto stendo la pasta su una teglia da forno e aggiungo sopra i pomodorini o pelati o la passata a vostro piacimento.
In forno per circa 25 minuti.
A questo punto togliete dal forno, inserite i cubetti di fiordilatte, il basilico e l'origano e rinfornate a forno spento.
5-10 minuti e la vostra pizza è pronta.
 
 
 Io ho già scelto la mia birra. E voi?
 
#assobirra
#pizzaebirraamemipiaci


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