sabato 3 luglio 2010

Tarte paysanne au tomate

Vi ho parlato più volte dei mercati e di come mi piaccia girovagare qua è là per le bancarelle, tra la gente, respirando la città, tra gli odori e i profumi che caratterizzano un luogo, quel luogo preciso. Odori che non si dimenticano. Ecco perchè mi piace consigliare di visitare sempre i mercati di una città, di un paese dove si va in vacanza o per piacere.
Ti nasce subito una sensazione di appartenenza, come una fame di vita comune: lo dicono gli sguardi, i sorrisi. Ma cosa centra la tarte paysanne con il mercato? Giugno 1995, La colle sur Loup, Provenza, domenica mattina, festa del paese. La via principale era piena di bancarelle di ogni tipo, pulsante di musica e animata da un via vai incessante. Non era una festa provenzale, era una festa mediterranea, per i colori e gli odori che si respiravano. Merce di ogni tipo, dalle salsicce speziate, alle gaufres ricoperte di zucchero a velo, dalle erbe aromatiche agli animali da cortile in gabbie con tanto di credenziali scritte. E poi le patisseries, le boulangeries e i Bistrot del paese si erano uniti per dare inizio verso l'ora del pranzo alla cucina della convivialità e del ritrovarsi. Un'esperienza indescrivibile. Piatti di ogni tipo, dal tajine di pollo alla bouillabaisse, ad ogni tipo di salade, poulet à la provencale, aioli, verdure in ogni preparazione, stufate, al forno, fritte e poi ancora focacce, torte salate, pani di ogni forma e colore. Ed è stato allora che ho visto la mia prima crostata di pomodori e basilico. Si perchè di crostate di frutta, composte o marmellate me ne intendevo, mia madre era ed è la regina delle crostate, ma salata mai mangiata fino all'estate dei miei 16 anni.
Aveva un aspetto così invitante, solare, gustoso, non potevo non assaggiarne una fetta.
E' stato amore al primo assaggio, tutto quello che provavo alla vista, l'ho vissuto al gusto.
Una tarte, come la chiamano qui, dal sapore rustico, genuino, verace, sapore mediterraneo. E poi la signora che mi ha servito era così carina, incarnava la signora Milù, ve la ricordate? uno sguardo dolce, rassicurante, genuino proprio come le sue ricette. E in modo ancora più gentile mi scrisse su un foglietto giallo la ricetta di questa tarte, che io ancora custodisco gelosamente.
ono manifestazione di amicizia, gentilezza che nonostante gli anni, sono rimaste vive e ferme nella mia memoria e nel mio cuore. Oggi ho deciso di condividere con voi questa mia parentesi, questo mio ricordo francese al mercato de La colle sur Loup.

Ingredienti:
Per la pasta 200 gr di farina
75 gr di burro
25 gr di pancetta
1 uovo

Per il ripieno:
3 cucchiai di panna
3 cucchiai di senape
10 pomodori rossi e dolci
sale q.b.
olio extravergine
basilico fresco
pepe macinato al momento


Per prima cosa preparo la pasta che ricorda la brisè. Metto la farina in una ciotola con il burro tagliato a dadini, la pancetta precedentemente tagliata a pezzettini e amalgamo il tutto con la punta delle dita fino a formare delle grosse briciole.
Aggiungo l'uovo sbattuto e continuo ad impastare fino a creare una palla omogenea e compatta che faccio riposare in frigorifero per mezz'ora.
Riprendo la pasta, la stendo in una sfoglia sottile ma non troppo, disponendola in uno stampo tondo.
Nel frattempo mescolo in una terrina la panna e la senape di Dijon e la distribuisco sulla pasta. Distribuisco i pomodori a fettine e condisco con olio, sale e foglioline di basilico.
In forno caldo a 180° per 40 minuti.
Servire tiepida o fredda per un aperitivo o come antipasto accanto ad un insalata di rucola

Il sommelier consiglia: Dorigo, Ribolla Gialla 2008

3 commenti:

maria luisa ♥ ha detto...

Che bella idea, mi sembra una ricetta "elegante", me la segno, grazie!

Chiara Maci ha detto...

concordo Angie, deve essere buonissima :-)

Angela Maci ha detto...

grazie ragazze, si è molto buona in questa stagione...con i pomodorini dolci e succosi. Vi consiglio di mangiarla fredda.

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