domenica 17 aprile 2011

Risotto agli sciopeti e asiago

Buona domenica delle Palme a tutti voi.
Oggi per festeggiare questa prima domenica che apre le porte alla settimana Santa, preparerò un piatto tipicamente primaverile e tipicamente veneto.
Perchè è a base di sciopeti o carletti, quell'erba che la nostra lingua nazionale chiama strigoli  i cui fiori venivano schiacciati sul dorso della mano facendoli, per l'appunto, scoppiare. ( Ricordi d'infanzia di
mio marito)

Lo sciopeto è un'erba spontanea appartenente alla famiglia delle Cariofillacee. La casa in campagna dei nonni di mio marito è piena di queste erbette che sbocciano proprio in questo periodo dell'anno.
Dico la verità, sto incominciando a conoscere queste erbette spontanee grazie a mia suocera, veneta doc che mi accompagna alla ricerca di questi frutti che la terra ci offre e sapendo della mia passione in cucina, ogni tanto mi omaggia di un mazzo di ortiche, di bruscandoli, di tarassaco o come in questo caso di sciopeti. Non potrebbe farmi regalo più gradito.
E da quando abito qui, a Treviso, ho scoperto tanti sapori nuovi e io stessa vado alla ricerca di ricette tipiche, di sapori dimenticati, di storie legate ai piatti della memoria. Da Storica dell'alimentazione non potrei fare altrimenti.
Ma torniamo alle erbette di oggi che crescono lungo gli argini, in campagna, vicino alle case. Bisogna saperli riconoscere e una volta colti sono ottimi per preparare risotti, ravioli, frittate, zuppe, torte rustiche.
Bene, siete pronti per la ricetta?


Ingredienti: per 4 persone
250 gr di riso carnaroli
4 mazzetti di sciopeti
olio extravergine
1 cipolla bianca
asiago grattugiato
un cucchiaio di burro per mantecare
brodo vegetale

Preparazione:
In una pentola fate rosolare la cipolla tagliata a pezzetti con l'olio. Aggiungete gli sciopeti lavati e tagliati e fate stufare con un cucchiaio di brodo vegetale. Aggiungete il riso e bagnando con il brodo di tanto in tanto, fate cuocere per circa 10 minuti. A cottura ultimata mantecate con il burro e l'asiago grattugiato.
Servite caldo e gustate la primavera nel piatto.

Buona domenica e che il buongusto sia con voi.


11 commenti:

Taty ha detto...

Buona buona buona!!!
Ottima per il pranzo della domenica...giusta proporzione di ogni nutriente!!! Fantastica!

Daniela ha detto...

Questo riso si fa anche qui, nel paese dove abito in provincia di Milano. Si chiama "Ris e Versoea" ed è buonissimo. Il difficile è trovare l'erba che una volta si trovava in tutti i campi e canaletti di irrigazione. A volte la trovo in giardino. Buona Domenica delle Palme!

Aurore ha detto...

buonissimo, adoro i risotti e questo è originale. Buona domenica!!

Le ricette dell'Amore Vero ha detto...

che delizia, complimenti!

Titti ha detto...

Che bontà!
Buona domenica!

tiziana ha detto...

Quanti modi per fare un buon risotto.
Proprio ieri io e mio suocero ricordavamo un risotto che si faceva qui in zona "ris e vartis" molto buono e delicato con questa pianta che cresceva spontanea nei campi. Ora è inimmaginabile trovarla. Ciao carissima, ci offri sempre ricette interessanti.

Anto:o) ha detto...

Qui da noi, nel bresciano, li chiamano "verzulì" e proprio in questo periodo mio suocero ne raccoglie tantissimi e me li porta sempre:o)
La scorsa settimana ho fatto anche io questo risotto, che è delizioso!!
Sono ottimi anche nella frittata e nella minestra insieme alle patate e al riso.

Buona serata
Anto:o)

Patrizia ha detto...

Quest' erba purtroppo non la conosco proprio e quindi non ho mai potuto assaporare un risottino così delizioso come quello che oggi ci hai proposto!!! Bellissime le foto...un bacio e buona serata!!!

A.V. ha detto...

Che bello, io di solito li faccio un pò più legati o potremmo dire mantecati, all'onda ecco. Ma son sicuro che abbia un ottimo sapore. Se ti va dai un occhiata al mio blog

http://panbagnato.blogspot.com

Manuela e Silvia ha detto...

Ciao, sarà una vita che non mangiamo un risotto con i carletti (teniamo il termine veneto visto che giochiamo in casa), davvero buonissimo e gustoso, perfetto se mantecato con l'asiago..altro formaggio tipico nostrano.
baci baci

Anonimo ha detto...

Io credo si tratti del silene quell'erba spontanea che una volta sfiorita i bambini fanno scoppiare fra i palmi delle mani (sclopit in friulano)

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