lunedì 4 luglio 2011

Marco Fadiga Bistrot - Bologna

Marco Fadiga Bistrot.
Nel centro di Bologna, esattamente dietro casa mia e a pochi passi dalle due torri.
Il ricordo di un ottimo ristorante e di un pesce freschissimo.  Un locale conosciuto a Bologna, dove ho deciso di tornare, con mia sorella e mia madre, per sperimentare qualcosa di nuovo.
Prenotiamo per 3, ore 21. Veniamo accompagnate al nostro tavolo con una carta dei vini.
Il menu cartaceo non esiste. Originale. Apprezzo lo spirito di diversificazione. I piatti sono scritti sugli specchi e su un cavalletto che viene spostato di tavolo in tavolo, a seconda dell'arrivo dei clienti.
4 antipasti circa. E lo stesso per i primi e i secondi. Poca, pochissima scelta. Ma optiamo per uno spiedino di bufala e crema di ceci.
Accidenti. Lo spiedino non c'è. E' stato sostituito da uno spiedino di polenta e salsiccia. A fine giugno. Cominciamo bene.
Io e mia madre ordiniamo un "Sembra una panzanella con gambero". A Bologna diremmo "sembra una panzanella, in realtà è una ferla (fregatura)". Servita in un calice da cocktai, due cubetti di melone, qualche accenno di sedano, UN GAMBERO. Ottima, ma una porzione così riesce a sfamare a malapena mio nipote di un anno. 9 euro.
La signora del tavolo accanto al nostro mangia il gambero e inizia a scavare nel bicchiere, in cerca di altri simili.
Mia sorella ordina invece un classico foie gras con brioche calda e rimane estasiata.
1-0 per il foie gras.
Proseguo con una tartare di orata con frutta secca e fresca. Molto buona. Porzione da nouvelle cousine che, a mio parere, è un po' in disuso. 15 euro.
Al "quasi stesso prezzo" della mia tartare, leggo di uno "spaghetto pomodoro e basilico più buono del mondo" e spero lo sia davvero per 13 euro, un tripudio di crostacei con astice per 78 euro, una "pizza marinara senza pizza" che mi incuriosisce, ma non a tal punto da ordinarla.
Il servizio è scadente. Mi dispiace dirlo, ma i camerieri non invitano certo a tornare. Il sorriso è un optional e io a queste cose ci guardo, sorry.
Angela sceglie un risotto squaquerone, pepe, olive nere e fiori di zucca. L'equlibrio è un miraggio. Il formaggio che copre completamente il sapore degli altri ingredienti, ma soprattutto gli altri ingredienti non pervenuti neanche con una ricerca accurata. La signora del tavolo accanto al nostro, intanto, continua a cercare i gamberi nella panzanella, non volendosene fare una ragione.

Speriamo di rifarci con i dessert. Mia madre e Angela si lasciano tentare dal punto forte del locale: il sigaro. Una cialda croccante di frutta secca con crema e salsa al sigaro Cohiba.
Io scelgo un pavè di cioccolato con gelato al cioccolato fondente.
Ora, io dico. Sul sigaro non mi esprimo, parlano i piatti rimasti quasi intatti delle mie compagne di sventura. Ma il mio pavè. Accidenti, abituata ai pavè di Trish.
Questo non è un pavè, chef. Questo è un tortino, talmente asciutto che necessita di qualcosa di cremoso e fresco in abbinamento. Ma non di un gelato al cioccolato fondente. Due gusti eccessivi insieme. Un abbinamento da "primi passi in cucina".
Risultato di questa cena: 45 euro a testa per mangiare una cucina assolutamente poco creativa, fatta di ottima qualità di pesce crudo, ma anche di braccino corto nel dosare questa prelibatezza.
Prezzi decisamente troppo cari, abbinamenti scontati e, personalmente, poca voglia di tornarci.
Ahimè, ce l'avevo proprio dietro casa.

- la signora ha dovuto rinunciare al gambero -

13 commenti:

Marina ha detto...

Concordo e sottoscrivo, un vero bluff!

jes ha detto...

Benissimo!!! L'ho evitato fino ad ora, visto il mio budget da studentessa fuorisede, e continuerò su questa linea! Sebbene mi sia malauguratamente balenato in testa di portarci a cena il mio ragazzo, decisamente una buona forchetta come si suol dire, farò tesoro della tua esperienza e continuerò ad evitarlo optando per qualcosa di più "proletario" o forse semplicemente di meno pretese!

sally ha detto...

Grazie mille per la dritta. Per come l'hai descritto, ci sono davvero mille motivi per non andarci. Anche io sto molto attenta al servizio e non amo ritrovarmi come delle miniminimini porzioni quasi invisibili!! Lo terro' presente.

Franco ha detto...

Buon giorno,Sig.ra Maci ho letto con attenzione la sua recensione sul ristorante in questione e sono rimasto perplesso.
Anticipo che lavoro in ambito gastronomico e che non conosco il Sig. Fadiga e nemmeno il suo bistrot.
Speravo molto in lei,nella sua freschezza e tramite lei una possibile "svecchiatura" di chi scrive di cucina.
Invece no;le solite cose.
I prezzi troppo alti,abbinamenti scontati....
Ma mi chiedo:lei saprebbe fare meglio?saprebbe fare un menu migliore con quel budget?non è che forse la qualità di questo ristorante non è cosi alta?qualcuno di voi critici sa quanto costa il pesce di qualità?mi piacerebbe trovare qualcuno che scrive con criterio,analizzando non superficialmente il lavoro di un altro(lavoro tra le altre cose durissimo non certo come andare in tv) e che sia consapevole delle conseguenze di ciò che scrive.
Ahimè riponevo fiducia in lei ma sono disposto a concederle una seconda chance perchè una giornata storta può succedere a tutti anche al Sig. Fadiga o a Cracco o Bottura e anche a Ducasse.
PS annunciare su Facebook la stroncatura in tono divertito non è molto signorile

Chiara Maci ha detto...

Buongiorno Franco, intanto grazie per il commento. Le rispondo per punti:
- sperava in una "svecchiatura". Non credo si possa "svecchiare" una critica, come dice lei. Credo si possa entrare nel merito di tanti aspetti, ma allo stesso modo credo sia giusto soffermarsi su elementi fondamentali come la qualità, il rapporto con il prezzo, le porzioni, il rispetto del cliente. Cose, ahimè, che non passano di moda, nè si possono svecchiare.
- si chiede se io saprei fare di meglio. la risposta è NO. Vede, Franco, io non sono uno CHEF e ci tengo a precisarlo ogni giorno, con ogni interlocutore. Io ho passione, amore e coinvolgimento con la cucina, ma non ho tecnica. La critica però, mi dispiace correggerla, non la fanno gli chef. Conosce critici che sappiano cucinare? mmhh, io no, glielo garantisco. Ma conosco palati fini, esperti e testati. Non ho la presunzione di catalogarmi tra questi, ma sono cresciuta nei ristoranti e le assicuro che so riconoscere i sapori e posso permettermi di confrontarli con altri.
- la qualità di Marco Fadiga è alta. Il pesce fresco. Le porzioni piccole. I prezzi alti. Il servizio PESSIMO.
Vede, io sono una BLOGGER. E ne vado fiera. E sa perchè? PErchè un blogger scrive per consigliare ai lettori le ricette, i ristoranti e per condividere pareri e opinioni. Io non scrivo per fare un torto a nessuno. Si figuri, sono stata una delle prime sostenitrici di Marco Fadiga. Ma quando bisogna essere oggettivi, io ci sono, in prima fila.
- mi chiede se so quanto costa la materia prima di qualità? si, lo so, Franco. Lo so bene. E conosco ristoranti che a Bologna ti fanno mangiare pesce crudo di ottima qualità in porzioni triple rispetto alle precedenti, con una creatività maggiore, a prezzi dimezzati. E con un sorriso.
- la battuta sulla tv, non la commento. Chi mi conosce sa quanto a me della televisione, poco importa. E sopratutto quanto ci tenga a far capire ai ragazzini giovani che l'alberghiero si fa non per diventare Borghese o chi per lui, ma per diventare cuoco di una cucina, lavoro massacrante e impegnativo. Ma questo è un altro discorso. E lo chiudo qui.
- concede una seconda chance a me o a Fadiga, mi dica?
- annunciare su fb il tono divertito non è signorile, le do' ragione. Pensi, cercavo di sdrammatizzare.
Buona giornata
C.

Lighea ha detto...

Boh! a me non piacciono i critici tanto perché devono esistere e raramente leggo le recensioni su dischi, libri, film o ristoranti. Preferisco giudicare da me. E' giusto, invece, esprimere opinioni, soprattutto se sono sincere, anche se non sono sempre positive e soprattutto se sono scritte o dette in modo garbato e con un pò di ironia.
Il ristornate vicino casa mia, rinomato cinque stelle, soffre delle stesse pecche di quello recensito da Chiara, tranne per il personale che é molto gentile. Non é un voler necessariamente criticare, é prendere atto delle cose. Capisco che il troppo stroppia (perdonatemi il luogo comune), ma pagare profumatamente per immaginare di mangiare qualcosa é altrettanto esagerato.
Brava Chiara, non te lo scrivo per piaggeria, sei stata, come é nella tua natura di "scrittrice", fresca e spontanea e su questo hai svecchiato sì la recensione (evitiamo di chiamarla critica). E' bello leggere le opinioni di qualcuno che conosce le cose, ma non lo fa dall'alto delle sue rinomate competenze.
Giusi

anto ha detto...

Per franco!!!!!!!!!!

Franco ha detto...

Buongiorno Chiara
chapeau!!
Brava bella risposta! lo dico davvero!prima cosa per la cortesia nel rispondere e nel non trincerarsi dietro un silenzio da personaggio vip televisivo( la mia le assicuro era solo una provocazione perchè ne sono certo qualsiasi lavoro se fatto seriamente è impegnativo).
Sono d'accordo con lei nel non poter prescindere da alcuni aspetti quando si sceglie un ristorante;le cito i miei criteri:
qualità del cibo.
Criteri di scelta,non di critica;secondo me questa viene dopo.Ovviamente nel tirare le somme della serata considero il servizio,l'igiene,e alla fine il rapporto qualità/prezzo.
La critica, lei ha perfettamente ragione, non si può svecchiare;forse la si potrebbe fare in modo differente, non troppo seriamente e con un sorriso ( come lei ha certamente fatto, di questo ne sono convinto non pensi diversamente la prego).
Magari anche con parametri diversi in base a cosa si critica ( inutile avere parametri da 3 stelle e quindi aspettative altissime se si entra nella trattoria da Pino);questa forse la cosa che avrei voluto dirle o che vorrei dire a tanti altri che il critico gastronomico lo fanno di professione.Per concludere io da Fadiga ci andrò lei mi ha incuriosito!!e se avrà piacere le scriverò il resoconto personale.
Un'ultima cosa che è una domanda sia per lei che per me che per gli alrti che leggono:
non sarebbe una "guida perfetta" se la critica di un ristorante fosse fatta da uno chef che sicuramente è il miglior esperto in materia?magari con un paio di commenti da sommelier e maitre di sala.Ah sarebbe necessario che la critica fosse firmata!!!!
Le ripeto che il mio post non voleva essere un'attacco personale nei suoi confronti, anzi....
La sua seconda chance se le è guadagnata!! e anche Fadiga!
Con grande simpatia.
Franco

lela ha detto...

interessante questi commenti...ripasserò per leggere il seguito...il signor Franco (un pò acidello al primo commento ma poi s'è ravveduto ed è rientrato nel cordiale) andrà ad assaggiare le stesse portate da te recensite oppure proverà altro?...son curiosa...

Franco ha detto...

Ciao Lela non so cosa mangerò si vedrà...e sono stato "acidello" per via del rapporto di amore/odio che nutro verso la critica.Tutto qua.
Niente di personale con Chiara Maci che mi sembra molto corretta.
Il potere di farsi leggere da tanti,di sapere di poter influenzare le decisioni altrui,e di poter aiutare qualcuno e screditare qualcun'altro può dare alla testa; impone ,secondo me invece una serietà,una integrità, una obiettività e una conoscenza della materia che si giudica molto approfondita.Non da tutti.
Giustamente Chiara mi ha chiesto se conosco critici che sanno cucinare in modo professionale;la risposta è no,ovviamente.
Ne conosco ahimè molto pochi invece che riconoscono ciò che stanno mangiando e che vogliono capire il perchè di un piatto proposto.
Scusate la lungaggine ma è un argomento che mi affascina profondamente.
Ciao a tutti!!con cordialità!

MissOpinionist ha detto...

A me è piaciuto il modo in cui questa recensione è stata scritta, il tocco di ironia l'ha resa piacevole da leggere anche per chi, come me, non conosce il ristorante, non è di Bologna e quindi non se ne sente coinvolto!

giampaolo blancato ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
chenlina ha detto...

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