giovedì 21 luglio 2011

Taboulè in verde


Quando studiavo a Parigi non abitavo in centro come molti studenti universitari fuorisede. E vi dirò che non ne ho sentito la mancanza. Passavo l'intera giornata a Parigi, città che come sapete adoro. Ma la sera tornare a casa era bello.
Vivevo nella Banlieue, per molti sinonimo di quartieri degradati  con situazioni di povertà, di droga e violenza. In parte è vero, non si può negare, dopo le rivolte cittadine avvenute nel 2005 caratterizzate da incendi, atti di vandalismo e violenza contro le forze dell'ordine.
Ma non è dappertutto così.
Innanzitutto la Baulieue non è la periferia (come molti erroneamente pensano) di Parigi bensì un insieme di paesi autonomi confinanti con la grande città.
Vivevo tra Marne la Vallè (Euro Disney per capire) e Parigi.
In un piccolo paese: Plessis Trevise.
Un appartamento in un stabile degli anni 80', vicini di cui non conoscevo l'esistenza e tanti negozietti e bar nei dintorni gestiti da persone che nel giro di pochi mesi sono diventati amabilissimi. Perchè a quanto ne dicano, i francesi non sono poi così male. Se ti mostri affabile e gentile, aggiungo io.   
Ogni giorno per arrivare a Censier, dove studiavo, prendevo un bus, un treno e due metro. Non male, eh? Circa 1 ora e 15 di viaggio tutti i giorni (ho vissuto anche io la metropoli!)
Mi direte, e perchè mai farsi ogni giorno 1 h di viaggio? Plessis Trevise era il paese dove vivevano cari amici francesi che mi hanno affittato uno studio. La sera uscivo con loro, andavamo in locali francesi autentici. Con la macchina andavamo ovunque, ho visitato paesi, castelli, mercati , quartieri che non avrei visto altrimenti. E poi mi sentivo una privilegiata. Parlavo francese. Quando vivi da studente la Parigi universitaria, cerchi di fare gruppo con i tuoi simili. Io volevo l'opposto, volevo vivere un anno da francese e così è stato. Sono arrivata a sognare in francese!
Sono scelte, io ho scelto di vivere la mia Parigi.
 
A vent'anni non vai tutti i giorni a mangiare al bar o al ristorante, non te lo puoi permettere.
Così una volta a casa mi preparavo insalate fresche o taboulè speziati da mangiare con gli amici nel giardino della facoltà o in alcuni posticini incantati che Sandra mi faceva conoscere. 
Sandra è la mia amica francese di origine portoghese. Parigi è piena di portoghesi.
Insieme frequentavamo il corso di letteratura. Quanto abbiamo parlato, quanto cose ci siamo raccontate.
Ricordo ancora quando si avvicinò a me che ero appena arrivata. Unica italiana in un corso di soli francesi.
Nessuno mi filava, i parigini sono un po' snob. Tranne lei, saranno le origini portoghesi o semplicemente l'apertura mentale.
Mi sorrise e mi diede il benvenuto in quell'ambiente un po' pesante. Da allora è nata una splendida amicizia.
E' diventata insegnante. Era il suo sogno e ci è riuscita. Si è trasferita in un appartamentino (vista tetti) nel cuore di Parigi dove vive col suo compagno, fotografo.
Ogni tanto mi capita di pensare a lei, di rivivere i nostri pranzi, le nostre pause, le nostre risate. La chiamerò uno di questi giorni.




Il taboulè non è altro che un'insalata di cous-cous ricca di aromi, profumi e ingredienti freschi e leggeri.
In Francia si usa moltissimo preparare taboulè variopinti e gustosi soprattutto in estate quando le temperature aumentano e si ha voglia di freschezza e sapore.
Ve lo consiglio. Invece della solita pasta fredda o insalata di riso, provate il taboulè.
Cambiare non vuol dire stravolgere le proprie abitudini alimentari ma assaporare gusti nuovi e magari farli diventare propri.


Ingredienti: per 6 persone
3 bicchieri di cous-cous precotto
2 rametti di menta fresca
1 confezione di ceci precotti
6 ravanelli con le foglie
olio evo
sale e pepe
3 zucchine
scorzetta e succo di 2 limoni

Preparazione
Mettete il cous cous in una ciotola e versate sopra due bicchieri di acqua bollente salata e un cucchiaio d'olio.  Coprite con un canovaccio e lasciate riposare. Il cous cous si gonfierà assorbendo tutta l'acqua. Sgranatelo con una forchetta. Nel frattempo preparate il condimento: tagliate le zucchine a pezzetti e scottatele appena in acqua bollente. Devono rimanere croccanti. Pulite i ravanelli, privateli del picciolo lungo e tagliateli a rondelle. Lavate le foglie e tagliatele a julienne. Grattuggiate la scorza dei limoni e spremeteli per ricavarne il succo. Aggiungete il succo e la scorzetta al cous cous con olio evo, foglioline di menta, ravanelli (frutto e foglia), zucchine e ceci sgocciolati. Insaporite con sale e pepe. Mescolate con due forchette e servite. Potete farlo riposare in frigorifero fino al momento di servire in tavola.




15 commenti:

Marina ha detto...

Che belli i tuoi ricordi parigini... anche quelli culinari! Buona giornata Angela

Eli ha detto...

Ottima ricetta.
Ho pubblicato due ricette sul mio blog, non sapendo come fare per inviartele se ti va di fare un salto.
Buona giornata, ti seguo tutti i giorni su cuochi e fiamme!

nonna luisa ha detto...

Angela da come parli sempre di Parigi mi hai fatto cambiare punto di vista, credo che prima o poi ci andrò!

Aria ha detto...

che bella esperienza dev'0essere stata! ottimo questo piattino verde!

Mascia ha detto...

Se prima dei bambini mi avessero chiesto dove avrei voluto trasferirmi, non avrei esitato, e avrei scelto parigi, per viverla come hai fatto tu ...che città meravigliosa ....
e stasera, taboulé !!!!

Bianco ha detto...

wow chissà quanto deve essere stato bello vivere a parigi cavoli!! anch'io ci sto pensando di fare un periodo all'estero!mha..dopo questa ci penserò ancora di più! thank's chiara!

silvia ha detto...

Bellissimo post! Ora voglio andare in Francia, ma le mie ferie mi porteranno da un'altra parte!
Un bacione grosso a tutte e due!

Vani ha detto...

Bellissimi i ricordi di vita in una città diversa dalla tua, ma che ti è entrata sotto pelle, tanto da diventare la tua seconda casa...come ti capisco!!!

Un bacio,
B.

Sorriso ha detto...

Direi un piatto meraviglioso oltre che un racconto piacevole!
Vi ricordo il mio contest in essere ancora per qualche giorno:
http://bouquetdifantasia.blogspot.com/2011/06/cena-lume-di-lampadina-il-mio-primo.html
un Sorriso...

Alessia ha detto...

splendidi ricordi e soprattutto, parole sante "io ho scelto di vivere la mia Parigi"..Quella città è così varia e incredibile da sembrare tante città diverse nella stessa..

Daniela Pomì ha detto...

ciao a tutti bella ricetta

LaMagicaZucca ha detto...

Navigando il lungo e in largo tra i blog, sono finita qui nel tuo.
Il tuo blog mi piace moltissimo: Le ricette, la grafica, tutti i contenuti interessanti.
Mi sono aggiunta ai tuoi followers cosi non ti perdo più di vista.
Sarebbe motivo d'orgoglio se tu diventassi una mia lettrice fissa...
La magica Zucca

Stefania ha detto...

mi piace molto la nuova veste grafica.... brave....

Betta ha detto...

che bel racconto parigino...nostalgia dei tempi universitari e della gioventù...che sembra un'altra vita ora che sono mamma affaticata! tornando al tuo post,mi piace molto come scrivi :),ti seguo su La7 e su FB,sei sempre bella,brava e di classe!! e ho mangiato cous-cous proprio ieri dalla mia mamma (che come me ama provare piatti e gusti nuovi,un po' esotici :-)) Buona notte

La Simo ha detto...

Che bella questa ricettina... davvero un modo alternativo ed originale per mangiare il cous cous... la proverò di sicuro... intanto approfitto per fart i miei complimenti per il blog... ed anche per la trasmissione che seguo e che mi diverte tanto!!!

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