venerdì 18 novembre 2011

Piccole gioie.

21 Aprile 2010



Gioia nr. 1

10 del mattino, suona il campanello. Apro la porta con gli occhi semichiusi e il pigiama ancora invernale. Mia sorella ride del mio aspetto. Mi copro il viso con una mano. Tommy mi guarda, mi prende la mano e mi dice "zia, tu sei sempre bella".

Gioia nr. 2

Svegliarsi con il profumo dell'apple pie una domenica mattina di fine aprile, bere il caffè freddo del giorno prima con il latte ad alta digeribilità, aprire il frigorifero ancora in vestaglia e prendere due uova e un panetto di burro, spremere due limoni di Sorrento e con gli occhi ancora assonnati infornare la mia lemon cake. Restare sotto la doccia per 15 minuti e controllare il dolce nel forno con i capelli bagnati avvolti nell'asciugamano. E poi asciugarli a testa in giù, truccarsi con un filo di cipria e due passate di rimmel, mettersi gli orecchini verdi comprati a Dubai, il vestitino nero di Zara, gli stivali bassi, guardarsi allo specchio e piacersi. E sorridere e canticchiare Giuni Russo. E canticchiare e sorridere.

Gioia nr. 3

Programmare il week end di fineaprileiniziomaggio nella Città per eccellenza, fotografare ogni angolo con la mia ormai non più nuova reflex, mangiare un gelato a Ponte Milvio, leggere le frasi dei giovani innamorati attorno ai lucchetti, cenare nel ristorante più in della Capitale circondata da gente con accento familiare e pranzare con tonnarelli cacio e pepe da Maccheroni e sentirsi a casa, come ogni volta. E perdere il treno e accalcarsi in un intercity della speranza diretto a Munich in mezzo a comunistoidi reduci dal concerto del 1 maggio, ridere del suo capolinea e scendere a Bologna, prendere una pizza da asporto e fumare l'ultima sigaretta della giornata, contenta.

Gioia nr. 4

Riguardare un martedi sera qualunque Forrest Gump. Guardarlo e riguardarlo. E amarlo sempre di più, per quella semplicità genuina che la prima volta quasi non si percepisce. Ed eleggerlo uno dei pochi film che hanno saputo conquistarmi e che sanno farlo ogni volta, come la prima volta.
Ricordarmi che stiamo parlando di film, non di altro.
Essere felice perchè la bontà vince. E questo mi commuove. E mi rende felice.



Macy

12 commenti:

Angela Maci ha detto...

Meravigliosa creatura...

Chiara Maci ha detto...

Ti voglio bene. E vai a letto che domani ti aspetta il bagnetto al panetto :-)

Chiara e Marco ha detto...

Siete fantastiche. Tanto per il post che è di una dolcezza disarmante a quest'ora della notte, tanto per i vostri commenti. Mi fanno sorridere, un sorriso dolce ma un po' ebete ve lo ammetto.

Ormai l'ho capito, scrivete qualcosa tutti i giorni e quando io apro la pagina di blogger e ci sono tutti gli ultimi aggiornamenti, io cerco il vostro e lo leggo per prima.

Oggi ho avuto, penso, la più grande soddisfazione da quando ho aperto (un po' anche per colpa vostra) due mesi fa il blog. E questa è la mia gioia nr. nonloso.
Buonanotte :)

Marco di Una cucina per Chiama

Elvira Coot ha detto...

Ho appena finito di lavorare e leggere il vostro post mi ha rilassata, mi ha messo il sorriso sulle labbra. complimenti per le belle parole. La vita é una fonte di gioia immensa, anceh di dolori, ma soprattutto di gioie se le sappiamo cogliere!
Buonanotte!!

Daniela ha detto...

Quanto vorrei una sorella anche io!!!!!!!!!!!!! Mi adottate? Baci Daniela.

Ella ha detto...

un abbraccio affettuoso a voi sorelle :)

Ella ha detto...

ah dimenticavo...che bello il tattoo :*

CherryJPriano ha detto...

condivido queste gioie, sono cose meravigliose :)

Mariangela - La cucina di Nonna Luisa ha detto...

Io adoro come scrivi Chiara!
Ogni volta che leggo le tue emozioni mi emoziono pure io :-)

Frank ha detto...

Chiara, creatura dolcissima, semplice ma speciale e rara al tempo spesso.. continua così.. (franxie@tin.it)

Laurita ha detto...

Che buono!! Ma sapete che siete la seconda pagina che apro ogni giorno non appena arrivo in ufficio? La prima è la posta dell'ufficio!!
Bacioni e buon Natale a voi!!

fram ha detto...

Chiara, non avevo letto questo post. Non so come, ma mi era sfuggito.
È stato come ritrovare una moneta d’argento in fondo ad un cassetto, come infilare la mano in tasca e trovare ancora una caramella, con qualcuno di fianco che ti dice: “Dai, è ancora buona”.
Hai il dono di farmi riscoprire i sapori, non solo quelli della farina di mais o del panpepato, ma i sapori dei pomeriggi, dei sorrisi di mattina, dei martedì qualunque raggomitolati intorno ad una coperta che è sempre troppo corta o troppo lunga.
Ho trovato una caramella che non sapevo di avere e ora me la gusto, sa miele e rabarbaro, come quelle (le uniche concesse) che mangiavo da piccolo. E questa caramella, nella mia tasca, senza saperlo ce l’hai infilata tu. Grazie.
Francesco

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