lunedì 31 gennaio 2011

Un Risotto per Milano & Identità Golose

Di ritorno da due giorni milanesi (sapete quanto io non ami Milano, ma in queste occasioni diventa incredibilmente bella). Due giorni di grandi chef, piacevoli scoperte culinarie, risotti divini (soprattutto quelli che "potrebbero sembrare" tali), e soprattutto splendide amiche food blogger.


Iniziando da "Un Risotto per Milano", dove noi Sorelle in Pentola abbiamo presentato lo splendido risotto di Matias Perdomo. Credo sia necessaria una presentazione ad hoc dello chef. E a questo ci pensa Angela.

Dischetti di polenta bianca con gorgonzola e pere


Poche parole, oggi dal ritorno da Milano, un piatto velocissimo ma di grande gusto.
Due giornate stupende...ma il resoconto a fra poco.
Vi lascio a questo antipastino e corro dai miei bimbi.
Un bacio a tutti e buona settimana.

Ingredienti: per 8 dischetti
Costo: basso
difficoltà: facile
tempo: 5 minuti
risultato: peccaminoso

1 pera
polenta bianca precotta
60 gr di gorgonzola

Preparazione:
Con un coppapasta o un bicchiere ricavate dei dischetti dalla polenta precotta ( si trova al supermercato nel reparto pasta e farine ed è a forma di panetto. Facile da tagliare a fette o da creare formine.
Adagiate sul piatto da portata, su ogni dischetto mettete un pezzetto di pera e un fiocchetto di gorgonzola.
In microonde per 1 minuto e voilà, l'antipastino è pronto. Il gorgonzola si sarà sciolto e avrà creato una fusione di gusto con le pere e la polenta.
Non avete già l'acquolina in bocca?

Bon appetit.
E che il buongusto sia con voi.

domenica 30 gennaio 2011

Crostata ai formaggi dolci

La scorsa settimana sono stata da mia sorella Angela e le ho portato questa torta. Ok, vi spiego.
Arrivo un venerdi notte a Bologna, di ritorno da Roma. Apro il frigorifero e trovo:
5 uova, 2 maxi confezioni di mascarpone, 1 maxi confezione di ricotta. Stop.
Nient'altro. Ora, considerando che sarei partita l'indomani per Treviso e poi subito dinuovo Roma, poi Milano...cosa combiniamo? E cosi è nato un plum cake al mascarpone e pecan ottimo, regalato ai miei genitori e questa crostata che i miei nipoti hanno divorato.
E' una ricetta molto veloce, ma il risultato sarà ottimo.



sabato 29 gennaio 2011

Crocchette di cous-cous e provola dolce al profumo di arancia


Eh già, incomincio con il cous-cous a fine gennaio. Perchè oltre a piacermi moltissimo...mi mancava terribilmente. E poi chi l'ha detto che il cous-cous è un ingrediente estivo? Si, è vero, è ottimo nelle insalate (taboulè), con gli agrumi, con il pesce ma in Marocco si mangia anche e soprattutto con le carne e le verdure in umido. Un piatto sostanzioso e direi piuttosto invernale.
Oggi lascio da parte quindi la polenta, i risotti, le paste al forno e vi regalo delle deliziose e profumate crocchette fatte proprio con il cous-cous. Non ci sono solo di patate...
Trovo sia una ricetta delicata, che piace anche ai bambini. E l'arancia dona una nota agrumata niente male.
Siete pronti per la ricetta? Facilissima e soprattutto veloce. Anche da fare all'ultimo momento.

venerdì 28 gennaio 2011

E se non è zuppa...

Non so dalle vostre parti, ma qui a Bologna è decisamente freddo. Ha nevicato la scorsa settimana e l'aria è rimasta gelida. Sono giorni strani, questi. Sempre di corsa tra Roma, Bologna, Milano e Treviso. Perchè non rinuncio certo ai\miei splendidi nipotini! Domani io e Angela, finalmenta insieme, saremo a Milano, a WineLove. Presenteremo Matias Perdomo del Pont de Ferr nella sua presentazione del "potrebbe sembrare un risotto", all'interno dell'iniziativa Un risotto per Milano.
Se ci sarete, sarà un piacere dare un volto a tante parole, commenti e idee condivise in questi mesi.

Intanto, con questo freddo, vi lascio una delicatissima zuppetta d'orzo, da fare, rifare e adorare!



giovedì 27 gennaio 2011

I SAVOIARDI DI LADURÉE








Marchio storico della Parigi golosa, meta fissa per tutti gli appassionati del dolce, punto d'incontro per gli amanti dei Macarons. Si dice sia la pasticceria che faccia il miglior macaron al mondo.
Questo è Ladurée. Questa è la Ville Lumière.
Ma Ladurèe ha aperto anche a Milano e credetemi sono entrata solo una volta essendo di passaggio e vi posso assicurare che Macarons di ogni colore a parte, vi sono dolci che non potete neanche immaginare.Un tripudio per gli occhi, per il naso e per la bocca.
Non potevo non regalare a Chiara, amante indiscussa del dolce, il libro Ladurèe, Dolce edito dalla Luxury Books. Dire libro è limitativo, banale. Qui si parla di un vero e proprio gateau-cadeau. Copertina rigida color crema dai bordi dorati, racchiusa in un foglio di carta velina color lavanda e custodita in uno scrigno.
Meraviglia per gli occhi.
Chiara, come immaginavo, ne è rimasta entusiasta ma visto che in questo momento è quasi sempre a Roma, ho pensato di cimentarmi io in una delle ricette del grande tempio della pasticceria francese. E sono partita dai dolci più semplici che a mio modesto parere, se fatti in casa terribilmente buoni. Sto parlando dei savoiardi, quei biscotti che la maggior parte di noi conosce per il tiramisù, lo zuccotto, la zuppa inglese. Ma che sono deliziosi anche mangiati al nature, poco calorici e facili d preparare.
Vi va di seguirmi nella mia cucina dell'800 francese ?

mercoledì 26 gennaio 2011

Tahine e Dukkah. Iniziamo dalle basi.

Bene. Mi prendo questa mezza giornata per iniziare con la cucina araba. Che poi...araba.
Siamo precisi. Il tahine è una pasta di sesamo tipicamente libanese, che si può trovare in vendita già pronta o, ancora meglio, si può preparare in casa.
Come? Qui vi spiego la facilissima ricetta.
In più oggi ho preparato il dukkah per una ricetta che farò domani (se riesco), ovvero le uova in crosta di dukkah, ricetta egiziana divina. Cos'è il dukkah? Un trito di semi ideale da mangiare con il pane o ... appunto, con l'uovo! La differenza del mio dukkah è la sostituzione delle nocciole con le noci di macadamia. Cosa c'entrano? Nulla, lo so. Ma stanno incredibilmente bene. Provare per credere.



martedì 25 gennaio 2011

Tortino di orzo e radicchio dal cuore morbido di casatella


Buongiorno a tutti ragazzi.
Eccomi da voi con una ricetta tipicamente invernale,dovuta alla presenza principalmente del radicchio tardivo di Treviso, fiore che sboccia in tutta la sua bellezza nel freddo mese di Dicembre per regalarci il suo sapore delicato, fresco ed erbaceo.
Come ben sapete amo accostare ai miei piatti ingredienti della stessa terra, della stessa regione o località: nella mia ricetta di oggi sono presenti ingredienti tipici della Marca Trevigiana: la patata del Montello, la Casatella e il radicchio tardivo di Treviso. Ingredienti che si sposano splendidamente.
Ma per chi non avesse la possibilità di trovare la casatella, può tranquillamente sostituirla con uno stracchino o uno squacquerone o una burrata. Il radicchio tardivo si può sostituire ad un radicchio di Chioggia o ad un precoce, più facile da reperire. Altrimenti potrete stravolgere ancora la ricetta utilizzando le biete o le cicorie nel tortino. La cucina è fonte di fantasia, creatività, poesia. Ogni ingrediente se utilizzato con amore e nella giusta dose può dare vita a creazioni meravigliose, non siete d'accordo con me, amanti incondizionati della buona cucina?
Passiamo alla ricetta di oggi. Un tortino di orzo e radicchio tardivo con un cuore morbido di casatella, il tutto accompagnato da un purè di patate e radicchio.
Che ne dite? Vi va di provarlo?

lunedì 24 gennaio 2011

Le mie magiche tortine di mele


Non potevo chiamarle in altro modo queste tortine.
Sono magicamente buone e quindi per augurarvi una buona settimana, vi regalo la ricetta delle ricette delle torte di mele, almeno secondo me.
Credetemi ne ho provate tante, la ricetta della mamma, quella delle nonne, delle zie, delle amiche ma questa è in assoluto la migliore. Morbida, umida, con tante, tante mele.
E poi è la torta con cui ho conquistato mio marito tanti anni fa...la magia è d'obbligo.
E' con immenso piacere che la condivido con voi.
Buon lunedi a tutti voi amici, lettori e foodbloggers

domenica 23 gennaio 2011

Mazzancolle croccanti allo speck con carciofi all'agro

Buona domenica ragazzi...
La mia lo sarà di certo per il dolce ricordo della bella serata trascorsa ieri sera con le mie amiche a fare la spesa, cucinare assieme e poi chiamare i ragazzi (mariti, fidanzati e figli) e cenare tutti assieme. C'è forse qualcosa di più bello?
Altro motivo che renderà la mia domenica splendida è che fra qualche ora arriverà Chiara qui da me a Treviso. E indovinate cosa faremo? Cosa potranno mai fare due sorelle in pentola la maggior parte del tempo? Cucinare, giusto. Per non perdere l'armonia, per non perdere il ritmo, per regalare a voi sempre ricettine nuove, facili e gustose.
Come quella che vi propongo oggi: un piatto gustoso, aromatico, semplice e che vi conquisterà.
Se avete dei carciofi e dei gamberi e non sapete cosa preparare oggi a pranzo, questa è la ricettina giusta.

sabato 22 gennaio 2011

Identità Golose & Wine Love. Ma soprattutto ...

Un risotto per Milano. Ovvero, come quindici chef reinterpretano il piatto meneghino per eccellenza, nella seconda edizione di “Un risotto per Milano”, in programma dal 29 al 31 gennaio 2011.

E noi blogger, assolutamente presenti, quest'anno saremo ancora più partecipi. Come?
Ebbene, ci saranno 9 chef che presenteranno il loro risotto e 9 blogger a presentarli.
Prima tra tutte, Babs, che presenterà Cesare Battisti e aprirà le danze. (finalmente ci rivediamo Babs!)
A seguire, noi Sorelle in Pentola, che presenteremo Matias Perdomo, del ristorante Pont de Ferr.
E così altre blogger che conosco ovviamente di fama, ma ancora non di persona...
Guardate un pò qui:



Sabato 29 gennaio
- ore 16 Cesare Battisti (Ratanà)  --> BABS
- ore 18 Matias Perdomo (Al Pont de Ferr)  --> NOI
- ore 20 Matteo Torretta (Resort Feudi della Medusa – S.Margherita di Pula CA) -->  Un dejeuner de soleil
Domenica 30
- ore 12 Daniel Canzian (Il Marchesino) --> Tzatziki a colazione
- ore 14 Viviana Varese (Alice) --> Un tocco di zenzero
- ore 16 Andrea Besuschio (Pasticceria Besuschio – Abbiategrasso) --> Fragola e zafferano
- ore 18 Alessandro Negrini e Fabio Pisani (Il Luogo di Aimo e Nadia) --> The chef is on the table
Lunedì 31
- ore 11 Christian e Manuel Costardi (Cinzia – Da Christian e Manuel - Vercelli) --> Al cibo commestibile
- ore 13 Stefano Deidda (Il Corsaro - Cagliari) --> Un'americana in cucina



Chi di voi ci sarà?

Un frollino senza burro?

Voi direte: "ancora frolla?"
Ebbene, devo chiedervi scusa. Perchè tra il programma televisivo che mi porta via 4 giorni a settimana, il lavoro e gli eventi enogastronomici, non sono mai a casa. E cosi, diventa difficile cucinare quotidianamente. Ma la nostra è una promessa...una ricetta al giorno.
E allora, questa frolla light era rimasta in "bozze". E fa al caso mio, stasera.
Appena tornata da Roma, sto crollando tra il divano e il letto. Domani, prima di ripartire, spero di riuscire in qualche ricetta araba (me ne sono trascritte cosi tante, che inizierei stanotte a cucinare, non fosse per una stanchezza inenarrabile).


venerdì 21 gennaio 2011

Noodles thai con verdure saltate (e gamberi?)

Gironzolando nei negozietti arabi di Abu Dhabi e girando nei ristoranti del posto, ho trovato molti ingredienti tipicamente orientali e una grande offerta di cucina thailandese, cinese e giapponese.
Cucine che noi italiani, basti guardare il numero sempre crescente di ristoranti asian-fusion che aumenta ogni giorno, amiamo particolarmente.
E cosi, oggi, tornata dall'Arabia, reduce da 18 stufati alla Sangiovannese e in partenza per Roma (iniziano le nuove puntate di Cuochi e Fiamme), ho deciso di preparare questo piatto, che adoro.
Esistono diverse varietà di noodle. Questi li ho comprati ad Abu Dhabi e sono più grossi del normale e con una consistenza molto simile ai nostri spaghetti (addirittura tengono la cottura).
Per il condimento potete sbizzarrirvi. Io ho usato due verdure e qualche gambero, ma create voi...zucchine, peperoni, germogli di soia, asparagi, pomodorini!)




giovedì 20 gennaio 2011

Raviole ripiene come più vi piace

Esiste ancora, nelle prime settimane di gennaio, la voglia di depurarsi e alleggerirsi dalle mangiate Natalizie? Per quel che mi riguarda, proprio no. E così, impasto frolla come se piovesse.
E quante cose si possono fare con un unico impasto! Crostate, biscotti, raviole, saccottini, cestini.
Oggi ho preparato biscottini tondi e ben lievitati con gocce di cioccolato (li vedrete tra due giorni online) e raviole ripiene di gusti diversi.
Avete in casa cioccolato fondente, bianco, al latte, marmellate miste da finire, creme di pistacchio o vasetti di caramello da terminare?
Vi ho trovato la soluzione. Create nuovi ripieni. La base, la conoscete già.



mercoledì 19 gennaio 2011

Involtini di bietola e merluzzo


Ci sono state richieste da amici e lettori ricette light prima di affrontare l'ondata dei dolci di Carnevale.
Ottima idea direi.
Così dopo la crema di topinambur e zucca ho pensato ad un secondo di pesce che potete dare anche ai bambini. Un semplice filetto di merluzzo o se preferite di branzino, di coda di rospo. A voi la scelta.
Avvolto in foglie di bietola. Semplice, gustoso, leggero.
Vi piace l'idea? in casa mia è piaciuta molto.
Vi dò subito gli ingredienti e buona settimana a tutti voi.

Ingredienti per 4 persone:
Costo:basso
difficoltà:facile
tempo: 15-18 minuti
risultato: ti sentirai più leggero

400 gr di filetti di merluzzo
2 caspi grandi di bietole fresche
olio extravergine d'oliva
1 spicchio d'aglio
sale
prezzemolo e maggiorana Bionatura Cannamela

Preparazione:
Portate a ebollizione l'acqua in una pentola e immergete le foglie intere di bieta precedentemente lavate. Bastano 5-6 minuti affinchè si inteneriscano.
In una padella nel frattempo mettete un filo d'olio evo e uno spicchio d'aglio. Aggiungete i filetti di merluzzo o il tipo di pesce che preferite e fate cuocere con l'aggiunta di un bicchiere d'acqua.
Aggiungete erbe aromatiche a vostra scelta. Non avendo erbe fresche ho utilizzato quelle liofilizzate biologiche che hanno dato gusto e sapore al pesce.
Nel frattempo che il merluzzo arriverà a cottura, scolate le bietole e appena fredde ponetele su un tagliere aperte, una accanto all'altra. Adagiate i filetti di merluzzo sopra e chiudete ad involtino.
Impiattate e condite con un filo d'olio extravergine d'oliva.



Bon appetit
E che il buongusto sia con voi

martedì 18 gennaio 2011

Lo stufato che non stufa mai.


Lo stufato alla Sangiovannese. Chi di voi sa cos'è? Io, personalmente, non lo conoscevo ... fino a qualche giorno fa.
Sono stata invitata, con estremo piacere, a prendere parte come giuria tecnica, al Palio dello Stufato a San Giovanni Valdarno.
Una sole primaverile ci ha accolto, 16 ottimi stufati preparati con modalità diverse ci hanno tenuto impegnati in gustosi giudizi e una splendida compagnia ha reso questa manifestazione unica.
Un brillante Leonardo Romanelli a presentare e un Sergio Maria Teutonico, giurato ideale e mio"vicino di banco", con cui commentare gli abbinamenti azzardati e non (foto casuale quella qui sotto...)





E altre due splendide blogger, finalmente conosciute: Simona e Cristina.
Una ricetta segreta, quella dello stufato, preparata dai diversi partecipanti con grande utilizzo di spezie e aromi, dal cumino sempre presente, alla noce moscata, ai chiodi di garofalo, alla cannella.
Sapori della tradizione leggermente contagiati da influenze etniche, sempre ben equilibrate.

E, cosa più importante ... due donne vincitrici (ed emozionatissime)!

Volete la ricetta? Ve la lascio in rima :-)

STUFATO DEL CASTEL SAN GIOVANNI

Nello tempo ch’è detto carnevale
alla Basilica, nelle grandi sale,
si riunivano in tempi ormai lontani
per far doni alla chiesa, i parrocchiani.
Racconta una leggenda che una donna,
per onorare meglio la Madonna
fece uno piatto forte e assai drogato
che battezzò col nome di Stufato.
Questa ricetta tanto decantata
da padre in figlio è stata tramandata
e per la gioia di ogni buon palato,
è giunta a noi in original formato.
Se questo piatto buono tu vuoi fare
questi son gli ingredienti da adoprare:
muscolo libbre tre, tagliato a modo
e di osso e zampa a parte, fai del brodo.
Tanto prezzemolo e di cipolle una
fai un bel battuto con la mezzaluna,
vino, olio di oliva, un’impepata,
spezie, garofano e alfin noce moscata.
Indi di coccio un tegam devi pigliare,
ci versi l’olio ma senza esagerare;
perché riesca bene, se ti preme,
metti la carne col battuto insieme.
Allor che tutto principia a rosolare
non ti stancare mai di razzolare,
quando il colore ha preso marroncino,
metti le droghe e un bel bicchier di vino.
Appena il vino s’è tutto consumato
aggiungi il pomodoro concentrato
a questo punto puoi abbassare il fuoco:
cuoci aggiungendo il brodo, poco a poco.
Questo piatto che viene da lontano
saprà ridarti quel rapporto umano
e far capire anche al più somaro
che il tempo è vita e che non è denaro.


lunedì 17 gennaio 2011

Zuppetta di fagioli cannellini e radicchio tardivo con mazzancolle all'aglio


Che dire di questo piatto. Nato per caso, perchè è così che tanti piatti nascono e non solo dai grandi chef. Basta un pò di fantasia, di amore, di studio, di dedizione e il gioco è fatto.
Lo dico sempre, è quasi diventato il mio modus vivendi e applico questi principi alla mia vita, ai rapporti e naturalmente alle mie passioni: la cucina in primis, poi la casa, per me luogo di rifugio e di realizzazione personale, la decorazione dove posso esprimermi liberamente,  i libri che mi aiutano a crescere, a sviluppare ancora meglio l'intelletto e la fantasia , i viaggi che mi stimolano a guardare avanti, a conoscere, ad apprezzare e a custodire.
Molte volte per pigrizia si ricade nella banalità.
Tante volte mi sento dire da persone che non cucinano: "ma tu sei brava". Cosa vuol dire? Una frase del genere non mi fa piacere, è un modo per non affrontare il problema. Che poi problema non è.
Ci sono tantissimi chef giovani, carini che seguiamo in tv e cosa cercano di stimolare in noi, in voi con le loro ricette? con i loro food-show? Vogliono dirci che anche noi possiamo, anche voi potete. Io li apprezzo per questo, per divulgare il loro sapere come un gioco, farci amare i sapori diversi, i contrasti, gli eccessi o le cose ovvie.
Cos'ho in casa? cosa ci vorrebbe a questo ingrediente per essere esaltato? qual'è la spezia che ne avvolgerà il gusto? Sono queste le cose che ci chiediamo anche noi comuni appassionate.





domenica 16 gennaio 2011

Abu Dhabi. Un viaggio attraverso sapori e odori diversi.

Mi trovo in aereoporto mentre inizio a scrivere questo post, ma quando riusciro' a pubblicarlo, saro' a casa, finalmente.
10 giorni per avvicinarmi ad una cultura culinaria diversa, per carpirne gli odori e rubarne i sapori.     -sono stata a Dubai esattamente 10 mesi fa, ma Dubai e' un'altra cosa-
Ci tengo particolarmente a raccontarvi questo viaggio, perchè in troppi prima della mia partenza hanno criticato la destinazione scelta. E mi tocca smentire chi credeva si trattasse di bei grattacieli e luccicanti negozi di alta moda -ci sono anche quelli e probabilmente tra qualche anno ci saranno solo quelli- . Ma non solo.

Ognuno sceglie come vivere e cosa vivere di un luogo. 
Io ho scelto il lato "brutto" ma verace (mi viene in mente Tonino Canavacciulo quando parla delle "sue cappesante" che "sò brutte...però sò buone")
Abu Dhabi e' una citta' che ti colpisce per i forti contrasti.
Ho scelto di vivere i gusti della gente del posto, svegliandomi all'alba per assistere all'apertura del mercato del pesce, girando attraverso le bancarelle del "vegetable market", parlando con i venditori e scoprendo fantasiose tipologie di frutta e verdura sconosciute.
E ho osservato il modo di cucinare queste splendide pietanze, ho capito le forti influenze libanesi, ho scoperto che il cetriolo puo' anche piacermi se abbinato nel giusto modo e ho lottato per assaggiare solo ed esclusivamente piatti locali (ok, lo ammetto. in questo momento sto sognando un piatto di pasta).
Sono rimasta affascinata dai colori intensi di spezie semi sconosciute e posso dire di aver assaggiato i migliori datteri al mondo (qui ne ho trovate 34 tipologie diverse, provenienti quasi tutte dall'Arabia Saudita), - che oggi viaggiano nel mio bagaglio a mano - ripieni di arancia candida, noci, mandorle e nocciole caramellate. Ho comprato etti di pistacchi allo zafferano, contrattato l'acquisto di chissa' quante pashmine, assaggiato filetti di cernia caramellati nel miele e bevuto il caffe' peggiore della mia vita.
Abu Dhabi non e' quella di Sex and the City II. E lo dico per tutti quelli che si immaginano una citta' costruita nella ricchezza più assoluta. Lo diventerà, ma ad oggi è ancora forte l'origine e la veracità della gente.
In 10 giorni, cartina alla mano, agenda bianca e matita per appuntarmi i segreti delle tradizioni locali, ho imparato ad abbinare spezie, sentori e colori, in un mix di cucina diversa che inizialmente spaventa ma a poco a poco conquista. Non è questo il segreto dei rapporti duraturi?
Qui vi lascio fotografie di giornate indimenticabili, nell'attesa di prendere ingredienti in mano, grembiule e padelle, e prepararvi qualche vera, tradizionale, ricetta araba.







- ultimo, ma non ultimo, volevo ringraziarvi. in questi giorni lontana ho ricevuto centinaia di vostre mail, alcune talmente "affettuose" da sentirmi onorata di avervi come lettori, altre con chissà quante richieste di ricette e altre ancora con splendidi complimenti, per il blog e per il programma. sono felice (e credo di parlare anche a nome di mia sorella) che la passione che quotidianamente ci tiene legate alla cucina, si trasmetta allo stesso modo, incondizionato, anche a voi -

sabato 15 gennaio 2011

Crema di topinambur e zucca al profumo d'arancia

Martedì mattina al mercato di Treviso, gozzovigliando per i variopinti banchetti di frutta e verdura, il mio occhio è caduto su una strana radice e incuriosita l'ho presa e ho chiesto cosa fosse. "Un topinambur signora".
Dico la verità, ne avevo visti in qualche negozio bio di molto più articolati, terrosi, pieni di radici lunghe e strette. Che stentavo a riconoscerlo. Ma appena sento Topinambur mi si accendono mille ricette...così l'ho comprato e appena tornata a casa, l'ho pulito, lavato e cucinato.
Il topinambur (nome che mi incanta) è una radice, un tubero come la patata. Ma mentre la patata è di uso domestico, la si trova ovunque e se ne fa un uso smisurato in cucina, questa radice è meno conosciuta e molte volte non si sa come prepararla. In Piemonte la conoscono bene perchè è uno degli ingredienti della famosa Bagna Cauda.
Ma torniamo a noi e alla ricetta di oggi: una ricetta purificante.
Dopo gli stravizi di fine anno, aspettando il carnevale e i suoi mille dolci fritti, un piatto depurativo è quello che ci vuole.
Così vi propongo una crema di topinambur e zucca al profumo d'arancia.
Non fate una faccia strana, è davvero deliziosa, l'hanno mangiata anche i bambini.

E' la versione light, quindi non prevede il soffritto con porro o cipolla che in altre situazioni metto.


Ingredienti: per 6-8 persone
costo: basso
difficoltà: facile
risultato: purificante

600 gr di zucca
200 gr di topinambur
500 gr di acqua
100 gr di latte
30 gr d'olio
sale e pepe
scorza di un'arancia.

Preparazione:
Pelate il topinambur e tagliatelo a pezzetti. Così fate anche con la zucca. Pelatela e tagliatela in pezzi.
Preparate una pentola e mettete all'interno la zucca e la radice, l'acqua, il sale, il latte e la scorza di mezza arancia che sprigionerà i suoi oli essenziali donando un delizioso sapore alla crema.
Fate cuocere a fuoco medio per 40 minuti.
A questo punto controllate che le "verdure" si siano intenerite, togliete la scorza dell'arancia e frullate con un mixer ad immersione. O se preferite nel frullatore (ha una velocità maggiore che riduce  il tutto in una crema morbida e omogenea).
Versate la creme nelle coppette o nei piatti e condite con pepe macinato al momento, olio extravergine e scorzetta d'arancia.

Se gradite, potete aggiungere un po' di parmigiano grattuggiato o una quenelle di ricotta, un formaggio light.

Bon appetit

venerdì 14 gennaio 2011

Crostata di albicocche e mandorle

Avete presente la crostata di Nutella preparata la scorsa settimana?
Ecco, perfetto. Avevo preparato doppio impasto di frolla (500 gr) e così...doppia ricetta!
Come preparare una crostata "evergreen"? Marmellata fatta in casa dalla mamma e mandorle per l'elemento croccante necessario.
Una delizia che non passa mai di moda.
Un pò come la cioccolata, per la sottoscritta.
Volete anche la ricetta della marmellata? Ok, ok, guardate qui.


giovedì 13 gennaio 2011

Gnocchi di ricotta e zucca con noci e salvia


 Avete mai assaggiato gli gnocchi fatti con la ricotta e la zucca? Beh, se non li avete mai mangiati, questa è l'occasione giusta per provare a farli. Non ve ne pentirete. Sono davvero facili.
Io ho provato a farli perchè mi era avanzata della zucca cotta. Ho aggiunto una ricottina e qualche altro ingrediente e sono venute delle morbide palline buone da sciogliersi in bocca.
Da allora quando ho un pò di zucca e la ricottina fresca, è il mio piatto unico preferito.
E la cosa ancora più bella è che anche i miei bambini li adorano!
E con un piatto accontento tutta la famiglia.

Ingredienti:per 4 persone
Costo:basso
Difficoltà: facile
Risultato: ne ho mangiati due piatti!!!

250 gr di ricotta
250 gr di zucca cotta
1 uovo
100 gr di parmigiano
250 gr di farina
Sale
6 noci
Un rametto di salvia
50 gr di burro
Parmigiano grattuggiato (per condire)

Preparazione:
In una ciotola mescolate assieme la ricotta, la zucca, l’uovo, il parmigiano, la farina e il sale.
Se vedete che il composto risulta troppo appiccicoso (dovuto alla qualità della zucca che utilizzate) aggiungete altra farina ma senza esagerare.
A questo punto con l’aiuto di un cucchiaino formate degli gnocchetti e versateli in acqua salata bollente. Quando gli gnocchi verranno a galla, saranno pronti per essere conditi.
In una pentola unite il burro, le noci, il parmigiano e la salvia a pezzetti. Lasciate fondere a fuoco basso e unite gli gnocchi. Amalgamate e condite.

Il sommelier consiglia: Lambrusco di Sorbara, Vigna del Cristo, Cavicchioli, 2007


mercoledì 12 gennaio 2011

Involtini veloci di peperoni ripieni

Chissà, probabilmente è un piatto tipicamente estivo.
E poi i peperoni non sono di stagione, e poi c'è chi non li digerisce.
Questa ricetta però è velocissima davvero e squisita da proporre ad una cena in compagnia o semplicemente in famiglia.
Elemento essenziale? Un'ottima materia prima. Perchè in questa ricetta mediterranea non servono condimenti strani, ne gradi lavorazioni, ma una buona mozzarella (non di bufala, mi raccomando), parmigiano, basilico (in abbondanza) e peperoni. Tutto qui.
La proviamo subito?


lunedì 10 gennaio 2011

Tagliatelle al radicchio su fonduta di toma piemontese


Ancora una ricettina tipicamente invernale, a base dell'amato radicchio di Treviso.
Tagliatella, un formato di pasta che mi porta in Emilia, a Bologna quando le mie nonne me le preparavano, tirando la sfoglia gialla e ruvida. Che ricordi meravigliosi.
Ed io oggi sono qui a riproporvela non al ragù, o con salsiccia e funghi ma con il radicchio, splendida rosa d'inverno che fiorisce nella Marca Trevigiana e che a mio avviso si sposa splendidamente con questo formato di pasta.
Il radicchio stufato avvolge la tagliatella in un dolce abbraccio e la fonduta completa armonicamente il piatto.

Crescenta bolognese o focaccia genovese?

Ho avuto il piacere di conoscere Benedetta Parodi alla presentazione del suo nuovo libro, a Milano.
Una persona semplice, nella sua umiltà e simpatia. E mi sono così accostata per la prima volta alle sue ricette. Ammetto di non guardare il programma, per problemi di orari e tempistiche, ma avendo ricevuto i suoi libri, non ho resistito.
E finalmente posso dire, con estrema sincerità, che le foto non saranno quelle di Donna Hay (che poi, ognuno ha i suoi gusti, ma io sono per le foto realiste, non per quelle finte), che le ricette non saranno quelle di Ducasse, che la qualità di stampa non è quella dei libri di Trish Deseine. Ma.
Ma le ricette sono VERE e giuste. Insomma, non facciamo i finti moralisti.
Di tutti quei libroni splendidi che compriamo e che noi food blogger amiamo, quanti ci servono davvero? Quante ricette sono correte? Siate sinceri. C'è ancora questa voglia di ingannare con qualche elemento mancante in modo da "tenersi per se la ricetta originale".
Beh, sul libro della Parodi non correte questo rischio. E questa focaccia è divina.
(A Bologna la chiamiamo crescenta. Ma è conosciuta come focaccia genovese. E in tutta italia è la semplicissima focaccia salata)



domenica 9 gennaio 2011

Un antipastino invernale


Polentina bianca, radicchio, zucca e gorgonzola...che ne dite degli ingredienti? vi va un bell'antipasto  diverso dal solito, fresco, innovativo e con prodotti di stagione?
A me è piaciuto molto e vi dirò di più, fa parte di quei piatti nati all'ultimo momento.
Zucca: un ingrediente da me amato e quindi presente in molti miei piatti dolci e salati.
Radicchio: Abito nella terra del radicchio, capirete che in casa mia in questo periodo, non manca mai.
Polenta: altro ingrediente tipo di casa mia. Versatile, buona in estate, bianca per accompagnare il pesce o le verdure e buona in inverno, gialla e fumante.
Gorgonzola: è tra i miei preferiti, un erborinato che ha il suo perchè.
Ecco com'è nata questa delizia: da quello che avevo in cucina.


sabato 8 gennaio 2011

Muffin neri con mandorle a lamelle

Avete mai provato i preparati per torte? Io, personalmente, mi sono accostata per la prima volta a questo mondo attraverso i prodotti de "il Molino". Ho sempre utilizzato le loro farine, ma alla vista di questo preparato per 10 torte diverse, mi sono detta "proviamo"? In fondo, cucino sempre, giorno e notte ormai...i muffin abbiamo appurato che sappiamo farli! Perchè non provare qualcosa di diverso? All'interno della confezione c'è un vero e proprio ricettario, ma io ne ho creato una nuova. Curiosi?
Da scettica, vi dirò che sono venuti deliziosi. Davvero.



venerdì 7 gennaio 2011

E con il carbone che ci facciamo??? Brownies!


Alzi la mano chi non ha ricevuto il carbone.
Come immaginavo, siamo stati tutti un pò monelli quest'anno e la Befana non dimentica...
Mio figlio di 4 anni quando ha aperto la calza ieri mattina, allungava la manina per vedere se c'era il carbone ma non l'ha trovato. Mi ha guardato e mi ha detto entusiasta: "mamma, non c'è il carbone, la befana si è dimenticata, allora sono stato un bravo bambino, che bello mamma!" Che gioia leggere nei suoi occhi, la felicità.
Nella mia calza invece qualche pezzetto la Befana l'ha messo. Ma visto che mangiare il carbone così, non mi sfagiola, ho pensato di riciclarlo in qualche dolcetto calorico. Eh?
E allora cosa preparare?

giovedì 6 gennaio 2011

Quiche di zucchine, feta e menta.

Cominciamo il nuovo anno con una ricetta assolutamente non invernale? Ma si, dai!
Mentre leggerete questa ricetta io sarò ad Abu Dhabi. No, non lo dico per farvi invidia :-))
Ho cucinato tutte queste prelibatezze in tempo per non lasciarvi mai senza una ricetta. E oggi, mentre preparo questa quiche, avevo voglia di sapori estivi. Qualcosa di fresco ma allo stesso tempo saporito.
Sapete tutti che zucchine e feta sono un accostamento perfetto, no?
Ecco, questa quiche facilissima potete prepararla e mangiarla anche il giorno dopo, perchè diventa incredibilmente più buona!


mercoledì 5 gennaio 2011

Anatra caramellata all'arancia e uno splendido sabato pomeriggio


E' incominciato così uno splendido sabato pomeriggio...
Paolo mi chiama e mi dice: "Angie, mi hanno regalato un'anatra meravigliosa, che dici, la prepariamo assieme?"
Ore 16 arriva Paolo con la sua dolce metà e con quella che sarebbe diventata dopo poche ore, la nostra cena.
Ore 16,15 iniziamo a cucinare insieme. Cosa c'è di più piacevole che cucinare assieme agli amici? Chi mi conosce lo sa, amo cucinare con i miei bambini ma non capita spesso di cucinare con gli amici. Invece è una cosa divertente, armonica, piacevolissima.
E lo è stato. Christian e Paolo hanno fatto il lavoro "sporco" mentre io preparavo tutti gli ingredienti e le pentole, vista la dimensione del volatile.
All'arancia, si la faremo così. Amo il gusto agrodolce. A mio avviso con la cacciagione poi, la frutta si sposa splendidamente.
E così ho ricordato la ricetta della mia mamma, quella con le scorzette d'arancia caramellate....e il gioco di profumi e sapori speziati è iniziato.

martedì 4 gennaio 2011

La crema di mascarpone

La crema di mascarpone.
Si, lo so. La sanno fare anche i bambini. E probabilmente questa ricetta non vi sarà utile. Eppure, mi è stata chiesta. Perchè, incredibile ma vero, ognuno la le sue dosi e la sua versione.
Io sono per la tipica di queste parti. Ovvero, niente albumi. Solo tuorli. E frullino elettrico obbligatorio. Il risultato? Una consistenza cremosa e spumosa unica.
E una ricetta impossibile da dimenticare.
1 uovo e 1 cucchiaio di zucchero per ogni 100 gr di mascarpone.
E voi, come la fate?



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