martedì 31 maggio 2011

Pollo, I love you

Non potevo che chiamarlo così il post di oggi. Mi piace moltissimo il pollo, lo cucino in mille modi e gusti diversi perchè è una carne che si presta a tantissime ricette. Intero o a pezzi, in insalata o al forno, in padella o sulla griglia il suo sapore è sempre eccellente. Se ben cucinato, aggiungo. Non troppo poco e non eccessivamente. Ma come si fa a controllare quando il pollo è cotto al punto giusto, evitando che diventi stopposo? Dovete pungere con un ago la carne nel punto di maggior spessore dell'anca: se l'ago penetra senza resistenza alcuna e se fuoriesce qualche gocciolina di liquido incolore vuol dire che il pollo è cotto.
Se fuoriesce del sangue o del liquido bianco, è ancora indietro nella cottura. Se invece bucherellando la carne, non fuoriesce alcun liquido e la carne risulta secca, vuol dire che ha cotto troppo. In quel caso, l'unico consiglio è di farla a filetti e preparare un'insalata di verdure di stagioni e  sfilacci di pollo, condirla con dell'olio evo o del balsamico. Il gusto risulterà gradevole e gustoso.
Nel caso di oggi invece, ho pensato di preparare il pollo al forno ma con un accessorio fatato che permette ai liquidi della carne e delle verdure di non disperdersi. Sto parlando della carta fata, regalo gradito della mamma. E così dopo aver preparato i filetti di branzino e le patate, è ora del pollo. Lo stesso pollo di cui si fa una discreta pubblicità in tv. Ma ero curiosa di vedere se home made risultasse succoso e morbido come sul piccolo schermo.
Giudicate voi. Cosa ne dite?

lunedì 30 maggio 2011

Il gusto del terzo tempo

Il terzo tempo è la più bella tradizione del gioco del Rugby. Dopo ogni incontro le due squadre messo da parte ogni antagonismo, si incontrano per un momento di convivialità, davanti cibi e bevande delle tradizioni locali. Il terzo tempo è una lezione di vita.”

Così le Fattorie Umbre intendono il terzo tempo, questo momento conviviale, spensierato e autentico in cui il banchetto diventa l’aggregatore assoluto del Rugby.
Fattorie Umbre ne ha fatto un marchio “Il gusto del terzo tempo” e ha dedicato un vasta gamma dei suoi prodotti alimentari a questo momento. Perché? Perché tra l’azienda e il Rugby c’è sempre stato un forte legame nato negli anni ’70 e che continua tutt’ora con grandi soddisfazioni, iniziative e collaborazioni con la Nazionale Italiana e con i fratelli Bergamasco. Ma non sono qui per parlarvi di questo splendido sport che, non vi nego, farei fare anche ai miei bambini. Treviso ne è la patria, non potrei consigliare uno sport migliore ai miei campioni. Ma c’è tempo, sono ancora piccoli.

 

Voglio invece parlarvi di questi splendidi prodotti nati in una terra di mezzo, un piccolo fazzoletto d’Italia: l’Umbria, fatta di lunghe distese verdi e borghi medievali. Ed è proprio in un piccolo Borgo Medievale che nasce Fattorie Umbre rispettando il proprio passato, vivendo il proprio presente e guardando al futuro con grinta, innovazione e rispetto per la genuinità, la semplicità, e il gusto autentico delle materie prime. Olii extravergine d’oliva, paste artigianali umbre, sughi e creme con i migliori prodotti locali: il fungo, il tartufo in primis e poi ortaggi di prima qualità. Prodotti orientati verso una cucina del “già pronto” ma non del tutto, aggiungo io. Si possono creare tantissime ricette da una base già pronta ed io ve ne darò la prova con la mia ricetta di oggi a base di salsa ai peperoni e melanzane.
Seguitemi in cucina, se vi va.


Ingredienti: per 4 persone
Costo: basso
Difficoltà: bassa

400 gr di pasta
200 gr di ricotta
100 gr di salsa ai peperoni e melanzane Il gusto del terzo tempo
2 zucchine
Pecorino o Cacio umbro in scaglie
30 gr di Olio extravergine
Sale

Preparazione:
Mentre l’acqua della pasta raggiunge il bollore, preparate il sugo facendo leggermente soffriggere le zucchine tagliate a cubetti con l’olio. Unite la ricotta e la salsa di peperoni e melanzane. Condite la pasta nella padella delle verdure e servite in tavola con scaglie di cacio umbro. Un primo piatto veloce, gustoso. E quanto ci ho messo? 10 minuti!
Cosa abbinare? Rosso Orvietano Doc: Un vino morbido, armonico e asciutto ottenuto da uve merlot, che bene si sposa al primo piatto consigliato.

domenica 29 maggio 2011

Piano B. La fuga.

9 febbraio 2009

Che poi, pensavo tra me e me, io scrivo, penso, ragiono, rifletto. Arrivo a delle considerazioni, alle volte udite udite anche a svariate conclusioni e a qualche soluzione.
Ma, dicevo, chissà se poi la gente capisce di cosa sto parlando.
Chissà, pensavo su quel treno stamattina. Chissà se le persone annuiscono per pigrizia, per poca voglia di contraddittorio. Chissà se non mi sopportano per questa mia continua attività cerebrale e chissà quante vorrebbero dirmene ma non lo fanno. Per pigrizia, si. Non è mica rispetto questo. Eh no.
E comunque il treno Bologna-Milano il lunedi mattina è pieno di pendolari e oggi c'era il sole e mille valigette di pelle marrone, e decine di pc accesi e cellulari vibranti. Ho ringraziato l'Alta Velocità per avermi regalato una notte in più a casa. A casa.
In ufficio cambierà un po tutto, a breve. E forse avrei fatto bene a partire a gennaio. Non so che ne sarà di me, non so perchè ma quelle mura mi danno la nausea ormai, non so perchè ma sono intollerante a questa città. Ieri, mio padre, sorridendo mi chiesto cosa farò da grande.
Da grande.

Mi sembra di aver pensato cosi tanto nella mia vita da sentirmi vecchia, non solo grande. Eppure anagraficamente ho una vita davanti, tutta per me. Tutta da sbagliare.
E non so che fare. Alle volte spero mi licenzino, solo per non prenderla io una decisione. Ma non è cosi che funziona. Non sono loro a dover decidere per me. Farò quello che mi sentirò, da un giorno all'altro. Senza parole, perchè tutti parlerebbero e nessuno capirebbe.

Penso a quello che può capitare, penso che forse non dovrei essere qui a pagare un affitto superiore all'ultimo stipendio, penso che aspetterò un preannunciato cambiamento lavorativo e deciderò. Penso che non sei solo tu a mancarmi, ma anche la mia Bologna. Penso che non sia il migliore dei periodi ma penso anche che potrà solo migliorare e allora sorrido. E sorriderò domattina con il mio caffè americano ad ascoltare finti racconti e a smorzare imbarazzanti silenzi.

Che dire, compro sull'eshop dell'IKEA qualche mobiletto da sistemare qua e là in una casa dove in due siamo già troppe, cerco di accettare di aver perso uno stipendio per colpa di una stronza, sorrido del chilo perso e mi rendo conto che si, sono diventata insofferente alla gente ma forse è la gente che mi sta troppo addosso, bevo un bicchiere di diet coke, mi rimbocco le coperte e mi addormento.

venerdì 27 maggio 2011

Gnocchetti di ricotta con pesto e zucchine

Ve l'avevo anticipato pochi giorni fa. Li ho fatti con l'unico vasetto di ricotta rimasto in frigorifero, per un pranzo dell'ultimo minuto.
Io adoro gli gnocchi di ricotta, ma questi, vi giuro, erano divini. La giusta consistenza, le zucchine cremose e il pesto saporito (ho usato un pesto ottimo acquistato a Squisito, buono buono buono!).
Un piatto che mi fa venir voglia solo a scriverne la ricetta. Che aspettate? Oggi preparatelo per pranzo!


giovedì 26 maggio 2011

Grazie.

10 febbraio 2009
Serate come queste mi ricordano quanto sia bella la Vita.
Vita quando mangi una pizza in compagnia di amici, Vita quando passi le ore ad aspettare una telefonata, Vita quando inciampi su un gradino e gli altri ridono di te. 
Vita quando corri a casa a prepararti per un appuntamento, Vita quando guidi di notte con la musica a tutto volume, Vita quando fumi una sigaretta a letto mentre scrivi pensieri, Vita quando sei stanca di tutto e vorresti farla finita. 
Vita quando tuo nipote ti abbraccia e sorride, Vita quando perdi una persona cara, Vita quando pensi di non farcela più e Vita quando ti guardi allo specchio, Sorridi e sai che domani andrà meglio. 
Vita quando sai che sbagli, Vita quando fai l'amore con la persona che ami, Vita quando ti ubriachi fino a non ricordare più nulla. 
Vita quando mangi per il gusto di mangiare, Vita quando provi a parlare una lingua non tua, Vita quando prendi un caffè di prima mattina con i colleghi. 
Vita quando senti la malinconia dentro, Vita quando gli aulin non bastano a far passare un mal di testa, Vita quando resti chiusa fuori casa, Vita quando cambi colore di capelli per sentirti diversa. 
Vita quando sai che sarà maschio, Vita quando sai che non ci sarà un padre, Vita quando la morte è l'unica salvezza. 
Vita quando vai a letto con uno sconosciuto, Vita quando metti il rossetto rosso per apparire più bella, Vita quando vedi i tuoi genitori tenersi per mano, Vita quando sali su un treno per tornare a casa.
Vita quando scegli di sorridere. Vita quando non riesci a non piangere.
Vita quando scegli di dipingerLa. Vita quando scegli di cucinarLa. Vita quando scegli di scriverLa.
Vita quando sai di meritarLa, la Vita. 
Vita quando cerchi di difenderLa, la Vita.
Vita quando La rispetti, la Vita.

mercoledì 25 maggio 2011

La frittata dell'ultimo momento.

Alle volte mi chiedo se sono io ad essere troppo esigente o se siano gli altri ad accontentarsi di poco.
E questo vale per tutto.
Partiamo dalle pentole. Ne ho centinaia. Ogni dimensione, grandezza, colore e materiale. Non sto qui ad elencarvi le mie peggiori e mie migliori, ma quello che cerco è un materiale resistente, che non si graffi con un minimo colpetto o addirittura con una spugna. Quello che cerco è antiaderenza vera, senza bisogno di litri di olio o di burro per rivestire la superficie.
La ceramica, ad esempio. Una bufala atroce. Ne ho provate alcune e le ho gentilmente riposte nello scaffale a prendere polvere. Non fanno per me.
E come queste, tante altre di design. Fragili e con le istruzioni per l'uso. Vi prego.


Tempo di insalate

L'ultimo radicchietto della stagione e le prime zucchine in fiore. Niente di elaborato, niente di pesante.
Una semplice insalata a condire le calde giornate di fine maggio con l'aggiunta di qualcosa di cremoso e delicato.
Mi seguite in questa ricetta dell'ultimo minuto?



martedì 24 maggio 2011

Post de l'adieu

23 novembre 2008

Oggi i miei genitori sono partiti. Sarebbero dovuti rimanere qualche giorno a Milano, ma l'insofferenza di mio padre ormai la conosco. Siamo simili in questo. Lui, con gli anni, ha accentuato un'irrequietezza e un bisogno di non stabilità, rari. Non riesce a stare più di tre giorni nello stesso posto. Figuriamoci a Milano.

Prima di partire, abbiamo parlato della possibilità di licenziarmi. E, per la prima volta, mi ha fatto capire con gli occhi più che con le parole che mi stima. Ci siamo salutati nei pressi di Porta Romana, in macchina, in doppia fila. Lui al posto di guida, io esattamente dietro. Mi ha allungato la mano e io gliel'ho stretta. E lui l'ha stretta ancora più forte. E mi ha detto: "mi raccomando, tesoro. forte, come sempre. ti aspettiamo".

Poi sono scesa e ho iniziato a camminare. La domenica ho un'esigenza forte di camminare da sola.
E' come se fosse il giorno che dedico a me. E al pensare. A me.
Non sarà facile ritornare. Ma mai come oggi sono convinta di quanto sto per fare. Ho bisogno di stimoli continui, ho bisogno di sentirmi viva ogni giorno, ho bisogno di migliorarmi sempre, mettermi in gioco ad ogni risveglio. E questa sarà la mia condanna, lo so.

Ma se è vero che ogni lasciata è persa, io mi prendo quello che posso, per me. E scappo.
No, non è una fuga. E non è neanche un ritorno. E' un nuovo viaggio, più consapevole e maturo.

Grazie a me, a te e a tutte le persone che in due anni mi hanno sorriso e strillato. Perchè le prime possano continuare a farlo e le seconde capiscano prima che sia troppo tardi la bellezza della libertà. Senza maschera, così nature. Perchè non è con una maschera che ci si protegge e non è difendendosi che ci si protegge. E non è negando il passato che lo si cancella.

- Questo l'ho imparato dopo anni di colpevolizzazione interiore. Per aver regalato ore, giorni, anni di ragionamenti, di spiegazioni, di lezioni, a persone che non hanno mai capito niente. Perchè lo impari con gli anni quanto sia più facile chiudere le orecchie davanti a un commento, piuttosto che ascoltarlo. Perchè stare zitti e annuire è semplice, ma le persone come me, non lo faranno mai. Perchè scrivere, capire e criticare, cazzo, non è da tutti. Perchè la leggerezza io la invidio, ma mai farà parte di me. Perchè se prima archiviavo, ora cancello. -

Volo via con tanti insegnamenti, con la convinzione che davvero a Milano si cambia, con la concretezza che il lavoro stanca, con la voglia ancora più forte di stancarmi ma anche di concedermi il lusso della serenità, con la consapevolezza che il tempo è davvero denaro e la sicurezza che sorridere ripaga, ripaga sempre nella vita.
E che, se è vero che tutto torna, mi aspettano tempi fantastici.

- oggi mi sono accorta che io non so abbracciare le persone. non riesco. non so stringere le persone a me. non cosi forte come si vede nei film, non cosi forte come si dovrebbe. e ho pensato che forse dovrei imparare. perchè cosi, forse, non andranno più via. -

Non chiedetemi perchè parto.
Parto per imparare ad abbracciare, forte, le persone.
Perchè Milano insegna tutto, ma non questo.

Io adoro ufficialmente i pancake alla ricotta.

Mia sorella e la sua famiglia in arrivo a Bologna. E io stasera sarò fuori per un compleanno di un amico. Faccio una torta per dar loro il benvenuto o variamo con qualcosa di più ammericano??
Lo sapete che io sono totalmente addicted a muffin, cupcake, cheese cake, carrot cake. E le pancake?
Che dite? Le preparo con quell'ultimo vasetto di ricotta rimasto in frigorifero?
- chiedete ad Angie quanto tempo sono durate -



lunedì 23 maggio 2011

Tubetto in guazzetto di cozze


Vi capita mai di avere voglia di qualcosa in particolare ma che purtroppo nè in dispensa, nè in frigo c'è?
A me capita spessissimo e non solo quando ero incinta e avevo sempre voglie strane...tipo quella di oggi. Voglia di cozze! Della prima gravidanza avevo sempre voglia di molluschi come mia madre prima di me. E non sempre potevo soddisfarla così mi sono fatta "furba" e adesso quando vado al mercato del pesce, ne compro sempre un po' di più ( le cozze hanno un costo basso) e le congelo ( da cotte) così quando mi vengono certe voglie, le soddisfo. Faccio male?
Come nasce la ricetta di oggi? Dalla necessità di mettere a cena un marito affamato, due bimbi pastaioli e un amico dell'ultimo minuto che ama il pesce.
Il freezer mi è venuto in aiuto con le cozze e i tortini al cioccolato. E la cena è stata perfetta.
Vi va di sapere come?
Seguitemi.

sabato 21 maggio 2011

People

Sono queste le cose che mi mancheranno della vita qui.
Un pranzo domenicale a casa di un collega, un amico. 15 persone incontrate così, per caso. Ci si scambia ricordi, si ride come se ci si conoscesse da tempo. Ci si stringe attorno ad un camino, si mangia di gusto, si beve e si dimentica. Si torna bambini con un gioco di società, si litiga per vincere una partita e ci si osserva. Da vicino. Per conoscersi.

Quello che amo della vità è la possibilità di incontrare persone nuove, sempre. Trascorrere giornate come queste con persone che inevitabilmente un giorno non rivedrai.
In fondo, è anche questo il fascino delle brevi conoscenze. Non darsi il tempo di conoscersi troppo, restando così con un piacevole ricordo, di un superficiale incontro.
Nei miei venticinque anni ne ho viste di persone di passaggio. Persone con cui ho condiviso una pizza, un pranzo, una lezione universitaria, un letto, un'intimità sfuggente, un viaggio in macchina, una serata in lacrime. Persone che in quel preciso momento sono state importanti e senza le quali forse sarebbe stato tutto diverso. Persone di cui non ricordo il nome, alle volte, ma per le quali ho pianto, magari. Persone che mi hanno fatto male, seppur per breve tempo, ma hanno lasciato un segno. Persone che non ho mai perdonato e che mai vorrei rincontrare. Persone che mi hanno insegnato una qualunque cosa, da come cucinare la pasta e fagioli a come non far cadere il navigatore dal vetro. Persone che mi hanno promesso un futuro e persone alle quali ho promesso fedeltà. Persone che sono scappate e persone dalle quali sono fuggita per paura di un legame, di un qualcosa di troppo forte, di un limite che non volevo pormi. Persone che negli anni hanno fatto solo numero e persone che hanno fatto la differenza. Persone ritornate e persone scomparse. Persone ignorate e persone volute. Persone. Che altro dire.

Con estrema facilità ci si incontra e con la stessa estrema facilità ci si abbandona.

E se ci si rincontra, non è mai per caso.

venerdì 20 maggio 2011

Potrei dirvi tante cose. Ma anche no.

-Milano, 3 ottobre 2008-

E' notte, non riesco a dormire e non ho voglia di spiegare niente a nessuno.  Non sono certo obbligata a farlo.

Potrei dirvi tante cose, ad esempio che domani finalmente sarà il primo week end senza treni e potrò svegliarmi nel mio letto in affitto a mezzogiorno, andare in palestra e andare a fare shopping all’una, orario strategico per non mangiare e piacersi di più all’interno delle 4 mura del camerino.
E potrei dirvi che lavorare 11 ore al giorno con persone nemmeno minimamente ambiziose è la cosa più dura e non - stimolante del mondo, ma potrei anche dirvi che è la mia grande opportunità. (Alla fine arrivi quasi a crederci, sempre per il solito concetto del CONVINCERSI di tutto)

E potrei dirvi che ho voglia di piangere stanotte, senza motivo. Per un motivo.
Quello lo trovi sempre anche se non ce l’hai.
E io sono maestra nel trovarlo.
E che mi manca fottutissimamente sempre e solo lui, da mesi. Da sempre.
In effetti mi è sempre mancato.
E forse sarà per lui che piangerò stanotte.
Si, potrei dirvi che l’olio Johnson’s è davvero più idratante della crema per il corpo e che adoro follemente i nani da giardino e che le immagini di Marylin nella mia stanza mi danno un tocco decisamente cool, e che le Vuitton tarocche resistono molto di più delle originali.

Che per me l’inverno è il momento del ritorno a casa dopo il lavoro, il coprirmi con il mio ultimo acquisto – pigiama in lana di Hello Kitty – preparare la cena, la crema di verdura con i crostini caldi, il mio pc, i miei sogni e i miei brividi e che detesto le serie televisive alla Elisa di Rivombrosa, ma inevitabilmente dopo averne vista una puntata, resto incollata al televisore come rapita da una favola che mi crea dipendenza per il semplice fatto di essere una favola e quindi irrealizzabile.

Potrei dirvi di non credere alle tinte per capelli L’Oreal che vendono al supermercato perché è tecnicamente studiato e provato da me che il colore sulla confezione non uscirà mai e che non vedo l’ora di avere un giardino, prima ancora di una casa, per poterlo riempire di nani colorati (senza Biancaneve però) e che adoro le minigonne con i tacchi alti perché mi rendono in un istante decisamente più bella e posso anche io sfoggiare il mio ritrovato senso di adeguatezza e la mia nuova finta sicurezza.

Potrei dirvi che le crepes con la nutella a forma di cuore ovviamente non escono mai, un po’ come le ciambelle col buco e che devo smetterla di usare gli occhiali con le lenti finte solo perché sono fashion, perché prima o poi i miei occhi si sentiranno presi per il culo. E avranno ragione.

Potrei dirvi che non sono mai stata brava con i saluti, con gli addii, con le melanzane alla parmigiana e con gli uomini e che forse quello che incide di più sulla tua vita da lavoratrice fuori sede in affitto/condivisione, è proprio la parmiggiana e che in casa mia non esiste Natale senza il film di Natale, quello per cui si prenota il biglietto rigorosamente nella multisala una settimana prima e si guarda la sera del 25 con i pop corn nonostante il pranzo interminabile e il the con dolci vari provenienti da ogni zona della penisola mentre si gioca a tombola.

E potrei dirvi che il sole24ore è utilissimo ad asciugare il pavimento in caso di allagamento e che da quando vivo sola a Milano i fogli cattura-colore per la lavatrice mi hanno salvato la vita e l’orgoglio di fronte a mia madre, paladina del bucato differenziato, e che dopo anni di tester in giro per le profumerie d’Italia ho finalmente trovato il mio mascara.

E che tutte in fondo in fondo vorremmo essere come quella granculo di Cenerentola, ma siamo troppo occupate a riprenderci la scarpetta che ad aspettare il principe azzurro e che il vintage è davvero una figata del marketing.
Potrei spiegarvi tante cose.
Ma questa volta non ne ho voglia.

Macy

Mollare tutto, per ricominciare.

"Io non so se smetterò di scrivere cosi, di punto in bianco. Un giorno, per caso.
So che ho iniziato a scrivere quando ero troppo piccola per un ragionato uso dei congiuntivi, ma abbastanza grande per poter sognare. Il mio primo libro "Piccole poesie" all'età di 8 anni. Ne ho ancora qualche copia. E quando le rileggo, sorrido di una bella ingenuità, quella che solo a 8 anni si può avere.
Ho iniziato a dipingere a 13 anni. Scrivevo e dipingevo le emozioni, i volti, le persone, le cose, gli oggetti, i paesaggi. Ho sempre dipinto volti, mi piaceva il dettaglio. Mi piaceva giocare con le espressioni, inarcare un sopracciglio e veder cambiare un viso, storcere un po la bocca e trovare un'altra persona, pennellare senza sentimento e vedere un quadro vuoto.
Le tele, le pagine, le parole, i dipinti, rispecchiano quello che sei. L'artista. Che tu lo sia o no.
Ma tutti un po lo siamo.
Io sono un'artista, mancina, sagittario, ibrida senza equilibrio.
Legata fortemente alle persone, attaccata con i denti alle emozioni, ma slegata totalmente dai luoghi, dalla stabilità, da tutto ciò che ti frena e ti sedimenta.
Fotografo tutto. Non ho tecnica, nè conosco nulla nel dettaglio. Ma adoro fotografare.
E' che secondo me è un peccato non farlo. Bloccare un momento, un istante, un paesaggio, una sorriso, un fiore, un campo, un colore...è una cosa incredibilmente incredibile.
Per me è futuro poter fermare il tempo.
Io fotografo tutto perchè mi piace riguardare, ricordare, rivivere.
Fotografo. Scrivo. Dipingo.
Questa sono io "


Scrivevo questo post il 29 ottobre 2008, sul mio blog personale.
Vi ho già parlato di quel blog. E' un pezzo della mia vita importante. E' stato il trasferimento, è stato una nuova città, è stato un lavoro folle, è stato un anno di pianti isterici, è stato un amore impossibile, è stato un cambiamento radicale ed è stato una scelta. Quella di cambiare vita.

Ricevo ogni giorno decine di mail di persone che mi scrivono di voler cambiare vita, di volersi licenziare per inseguire il proprio sogno, di voler interrompere gli studi per ricominciare, da zero.
Quando rileggo le pagine del mio vecchio blog, penso a voi. Penso a tutte le persone che vivono un conflitto interiore e non hanno la forza di reagire. E chiedono consigli a me, che non sono nessuno e che difficilmente posso dare consigli, avendo una vita confusa e sempre più disordinata.
Eppure, nel mio disordine e nel mio finto equilibrio, sono felice.
Perchè ho scelto io, per una volta. E ho scelto di sacrificare amori, amici, estati, nottate, per inseguire un unico sogno.
Che non era quello televisivo.
La televisione, che per molti è un punto di arrivo, per me è semplicemente un lavoro. Come tanti altri.
Con la differenza che la gente ti riconosce per strada, ti scrive, ti ammira, ti critica, ti invidia.
Sono all'inizio e sto imparando, un po' alla volta. Ma mai smetto di farlo. E mai smetterò.
Perchè vivere di stimoli continui è anche questo.
Ricordatevi, se tutto gira per il verso giusto, non è mai un caso. C'è sempre qualcuno che, pur non vedendosi, si è fatto il culo. E se non siete voi, pensateci su :-)

Dunque tutto questo per dirvi che avrei voglia di aprire una sezione, qui.
Che non ha nulla a che vedere con le ricette, ma che è altrettanto emozionante.
Perchè sono post di una persona che aveva voglia di cambiare la propria vita e l'ha fatto.
E quella persona si faceva chiamare Macy.
E il suo blog era Io, in fila.

"Io in fila" perchè in una delle mie tante notti sbagliate, la "persona" che mi stava accanto mi disse che sarebbe stato un bel titolo per un libro. Io in fila perchè non sono mai stata prima. Io in fila perchè ho sempre atteso il mio turno. Io in fila perchè non mi piace passare avanti alle persone. Io in fila perchè prima o poi chiameranno il mio numero. Io in fila perchè non ho tempo da perdere, ma so aspettare. Io in fila perchè non perdo la pazienza, mai. Io in fila perchè guardo quanta gente ho dietro di me e sorrido. Io in fila perchè io non scappo. Io in fila perchè non cambio corsia per una stupida legge di murphy. Io in fila perchè credo nella mia fila. Io in fila perchè quando arriverà il mio turno sarà il MIO turno e di nessun altro. Alcuni avranno già avuto quanto possibile e altri aspetteranno. Io in fila e non solo io, in fila. Io in fila, ma anche io accanto, io sopra, io sotto, io dentro.

Macy

Bon bon di mascarpone ripieni

Per il FoodBloggerDay avevo preparato 3 kg di mascarpone...30 tuorli e 10 albumi.
Mi erano avanzati un pò di albumi...e vedrete nei prossimi giorni cosa ho preparato, e un pò di mascarpone. E così, stanca di dolci al cucchiaio, ho preparato qualcosa per colazione.
Niente burro, ma un cuore dolce a vostra scelta.
Provateli :-)



giovedì 19 maggio 2011

La frittata del ritorno

Tornando oggi da Bologna e avendo solo 4 uova in frigorifero e un mazzetto di asparagi selvatici,  ho improvvisato il pranzo con una frittata semplice e veloce, la frittata del ritorno a casa.
Vi va di seguirmi nella preparazione?


mercoledì 18 maggio 2011

Casaviva di Giugno e DentroMilano.

Solo un brevissimo post per dirvi che, su Casaviva di Giugno 2011, trovate in allegato un calendario speciale :-)

12 blogger per 12 mesi, ognuno con la propria ricetta e i propri consigli.

Volete una piccola anticipazione? Ecco i mesi con i relativi blogger:

Gennaio: Stefano Bonilli del "Papero Giallo"
Febbraio: Sandra Salerno di "Un tocco di zenzero"
Marzo: Massimo Bernardi di "Dissapore"
Aprile: Chiara e Angela Maci ... noi Sorelle in Pentola!
Maggio: Sigrid Verbert del "Cavoletto di Bruxelles"
Giugno: Mirco Marchetti de "L'orto di Michelle"
Luglio: Roberta Deiana di "Confession of a food stylist"
Agosto: Adelaide Melles di "Diario di una passione"
Settembre: Giulia Scarpaleggia di "Juls' Kitchen"
Ottobre: Maite, Marie e il fotografo di "La cucina di Calycanthus"
Novembre: Chiara Bellasio di "Il pranzo di Babette"
Dicembre: Lisa Casali di "Eco Cucina"

Le ricette andate a scoprirle... La nostra? Stuzzichini di patate con seppie ripiene di ricotta!


Ultimo ma non ultimo, DentroMilano. La free-press milanese dedica a me due pagine a firma di Luca Scarparo. Qui sotto l'intervista...troverete un po' di refusi ma non ho ancora il file definitivo!

Il dolce al cioccolato fondente di Nathalie.

Ovviamente questo dolce arriva direttamente dalla mia musa ispiratrice Trish Deseine.
Le lo intitola proprio cosi "Il dolce al cioccolato fondente di Nathalie" ed è un suo classico, per un successo garantito. Insomma, il cioccolato piace a tutti e questa versione morbida e cremosa è la perfetta soluzione per una cena tra amici, ma anche tra amiche single ... e perchè no, per un potenziale uomo giusto? (io la preparo sempre, magari porta fortuna :-))


martedì 17 maggio 2011

Crostata di more per una merenda in campagna

Una crostata veloce per un pomeriggio in campagna.
In queste giornate di primavera, calde ma non afose, è un piacere portare i bambini in campagna (quando si riesce) dopo la scuola ... per chi, come me, ha la campagna a due passi da casa. Una lunga passeggiata lungo il fiume, storie che coinvolgono, giochi all'aperto e la merenda sul prato.
Il pomeriggio ideale dei miei piccoli.
Con una merenda che ha il gusto delle cose buone, di una volta. Una crostata di more e qualche biscottino qua e là...
Venite con me!


lunedì 16 maggio 2011

Facce da blogger - Bologna, 15 Maggio 2011

Tutto era nato per festeggiare un compleanno. Il primo anno. Di Sorelle in Pentola.
Questo è quello che è nato, da un incontro tra blogger.
Queste le facce, finalmente.
Le facce di un blog, di un commento, di un post, di una ricetta.

Oggi, un motivo in più per continuare questo splendido viaggio.


venerdì 13 maggio 2011

La norma, poco "a norma".

Vi avevo anticipato che, prima dei cestini di pasta fillo, ero alle prese con la norma.
In realtà volevo riprodurre un piatto assaggiato da Filippo La Mantia, ovvero "l'amatriciana che seduce la norma". Poi ho pensato che mai sarebbe stato delizioso come l'originale, quindi ... Norma sia!
Ho letto e mi sono state raccontate mille ricette di questo piatto, in Sicilia e non. Io vi confido che adoro la versione "strong", con melanzane fritte (strano, eh?).
E' come per la parmigiana. Vi prego, non mi direte che con le melanzane grigliate è la stessa cosa!
E ora ... pronti? Andiamo in cucina!



giovedì 12 maggio 2011

Di panettoni, pentole e nuove scoperte.

Mentre Angela vi racconta dell'intensa giornata trascorsa insieme a TuttoFood, della conoscenza di nuove, interessanti e ottime aziende e dell'incontro con persone altrettanto splendide, io vi racconto la serata di martedi, presso l'NH Hotel, e la giornata successiva in quello che si può definire il paradiso degli appassionati di cucina.

Gentilmente invitate da Danilo Angè, che i più conosceranno come splendido chef e mio magnifico compagno di viaggio in Norvegia, non potevamo mancare all'evento Loison.
Una cena degustazione a base di panettone, con le creazioni e le rivisitazioni di Danilo e di Fabrizio Ferrari, chef del Roof Garden di Bergamo.


mercoledì 11 maggio 2011

Tutto food 2011 e una piacevole scoperta

Milano, 10 maggio 2011, ore 23,00.


Scrivo questo post con gli occhi semi chiusi e stanchi ma pieni di ricordi e sguardi.
Non solo brand, ma persone vere che credono nel loro lavoro, nel loro prodotto. Persone che scelgono di condividere questa passione con amore e credibilità. Potevamo mancare io e Chiara?
Ma andiamo per ordine: Tutto food. Cos'è?
E' definita la fiera del Business agroalimentare attraverso l'internazionalizzazione. La più innovativa rassegna b2b dedicata all'intera filiera dell'industria agroalimentare.

E' la grande vetrina  delle aziende italiane e straniere, per farsi conoscere, attraverso il loro prodotto, il loro lavoro, la loro storia.
E' la grande fiera dedicata agli espositori che guardano all'esportazione come ad un'opportunità di sviluppo e di crescita per la propria azienda.
E' la grande occasione, per gli appassionati e gli addetti al settore, di scoprire le nuove eccellenze agroalimentari.


Dall'8 all'11 maggio la fiera di Rho si trasforma in un susseguirsi di convegni, dibattiti, showcooking (Heinz Beck, Simone Salvini, Marco Sacco, solo per citare alcuni dei grandi chef intervenuti), degustazioni di vini (Luca Gardini, grande amico nonchè sommelier campione del mondo, ha presentato domenica 8 maggio i grandi vini del Salento) e assaggi, stand dopo stand, di un'Italia d'eccellenza.



Assieme ai tanti produttori italiani e non solo, quest'anno è stata inaugurata la prima edizione di BtoBio, un intero padiglione dedicato al biologico. Produttori di olio, pasta, riso, ortaggi, frutta, cereali con un'unica missione: far conoscere il biologico.



Considerato da molti prodotto di nicchia, prodotto per vegetariani e "rappresentato"in fiera con un padiglione a parte, quasi a sottolinearne la "diversità". Mah.


Tra i tanti brand, la rivelazione di oggi. Lo scoiattolo. Azienda italiana di pasta fresca. Di alta qualità, aggiungo io.


Una famiglia meravigliosa che lavora ad un progetto comune: crescere con entusiasmo, emozione, mantenendo viva e salda la tradizione e il rispetto per le materie prime.
Una passione che si legge negli occhi di Matteo, Massimiliano e Valentina, la terza generazione della famiglia, che si è inserita concretamente in azienda, dando un contributo attivo, giovane e dinamico, senza tralasciare mai l'approvazione di chi ha cominciato prima di loro, con umiltà, sacrificio e fatica.






Una realtà fatta di grande qualità: farine di Altamura, Parmigiano Reggiano in forme invecchiate 24 mesi e grattuggiato in loco, Mozzarella di bufala Campana dop, limoni di Sorrento. E di grande innovazione: ripieni insoliti e creativi, pensati e provati dal capofamiglia, come il gran panzerotto ricotta, spinaci freschi e scorza di limone o Crudo, miele e formaggio di capra o l'ultimo nato (e il mio preferito): patate, rosmarino e parmigiano reggiano. Ma anche le perline al parmigiano reggiano, le perle alla carbonara per un'esplosione di gusto. Sono tanti i prodotti ma tanta è anche la professionalità con cui questo raviolificio, nato nel 1983 a Lonate Ceppino, in provincia di Varese, come industria locale, sia poi divenuto il fiore all'occhiello italiano per le paste fresche.
Niente conservanti, niente aromatizzanti, niente OGM e soprattutto cottura in brasiere in loco, lavorazione artigianale e ingredienti genuini e di alta qualità.


Una degustazione durata due ore in cui le Sorelle in Pentola si sono fatte guidare in un percorso di sapori e di emozioni lette negli occhi blu di Matteo e nello sguardo fiero di Massimiliano, nel sorriso di Valentina che, giovanissimi, sono orgogliosi di essere entrati a far parte dell'azienda, fieri dei genitori che la portano avanti.


Sono emozionati quando parlano di nonno Umberto e dei sacrifici fatti per creare un qualcosa che negli anni è diventata la terza azienda italiana leader nella pasta fresca.
Mantenendo la grande qualità. Credetemi, questa famiglia vive di emozioni, vive di concretezza e di sogni, di sorrisi e strette di mano, vive per l'azienda e con l'azienda.

Vale la pena venire a queste fiere per scoprire aziende italiane come questa.

Bigoli "in saor" a modo mio

Una ricetta nata dalla voglia di creare un piatto saporito e fresco con le alici comprate al mercato questa mattina.
La preparazione "in saor" prevede le alici fritte e fatte macerare nell'aceto. Niente di tutto ciò. La ricetta di oggi non prevede fritture e marinate. Tutto fresco e cotto al momento.
Se non trovate i bigoli ( un tipo di spaghetto tipico del Veneto), vanno benissimo spaghetti, bucatini o pasta corta.
C'è poi l'aggiunta di un ingrediente di stagione, le fave, dal gusto amarognolo che contrasta con il dolce del porro e dell'uvetta.
Un piatto semplice, genuino e creativo.
Vi va di scoprirne gli ingredienti? Allora seguitemi in cucina.





martedì 10 maggio 2011

C'è torta per ME!

Di ritorno da una settimana milanese pienissima, mi fermo per mezza giornata e domani si riparte (Milano, ancora una volta).
Cosa vi racconto? Giorni intensi a cucinare, un po' per lavoro, un po' per piacere. Due in particolare da ricordare. Cominciamo dalla splendida giornata Vallè.


lunedì 9 maggio 2011

Cake al cacao con morbido ripieno.

Conoscete la torta 900? E' una torta divina, tipica della zona di Ivrea (Torino) e dalla ricetta segreta (così pare). Io e Angela abbiamo avuto la fortuna di mangiarla più volte in zona e abbiamo cercato di rubare qualche segreto nella ricetta. Impossibile.
Allora ho pensato di creare questa simil 900.
Non ha la stessa morbidezza e la crema, seppur deliziosa, non è quella originale. Ma, un consiglio, è perfetta sia da colazione che da fine pasto.
Io ho fatto un solo strato di crema, ma potete raddoppiare la dose, se siete in carenza di zuccheri!




domenica 8 maggio 2011

Cheese-cake al pistacchio per te, mamma.

Inizio questo mio post di oggi augurando a tutte le mamme una giornata speciale!
E gli auguri vorrei farli alla mia mamma, per ringraziarla di quello che mi ha dato, che mi da e che mi darà con il suo amore, la sua esperienza, la sua dolce premura.
E ad un'amica speciale che è diventata mamma da poche settimane e a cui auguro davvero un viaggio meraviglioso con il suo Mattia.
E cosa cucinare se non qualcosa di dolce, avvolgente, cremoso, buono come il cuore di una mamma?
Oggi Cheese-cake con pistacchi e cioccolato fondente.


Vi lascio con la splendida poesia che Tommaso mi ha recitato questa mattina.
Buona giornata a tutti voi

Tu per me sei come un fiore,
sorridi sempre alle mie parole
anche se a volte sono un po' birichino,
non manchi mai di darmi un bacino.
Sei la piùbella tra le stelle.
Mammina cara, ti voglio bene.

sabato 7 maggio 2011

Cookies miele, zucchero di canna e noci pecan

Questi biscotti sono buonissimi.
Ve lo giuro. Mentre impastavo con la mia nuovissima planetaria (ho rinunciato alle istruzioni e mi sono affidata all'istinto), ero un pò scettica. In fondo il miele e lo zucchero di canna insieme sono una certezza, eppure ... ero terrorizzata dall'idea del "troppo dolce".
E invece, sorpresa. Sono croccanti, gustosi e con un pizzico di amarognolo dato dalla noce pecan.
Insomma, da rifare assolutamente. E si conservano per giorni e giorni, chiusi in una scatola di latta!
Provate, poi fatemi sapere!



venerdì 6 maggio 2011

Ravioli bastardi agli asparagi verdi su crema di finocchi e ortiche


Ultimamente, come avrete notato, mi sto dedicando molto alle paste fresche, ravioli in particolare. Sarà la mia anima emiliana che viene fuori.
Mi piace,mi diverte e mi rilassa. E soprattutto mi soddisfa molto.
Oggi ho pensato ad un raviolo di sfoglia classica con un ripieno a base di asparagi verdi e formaggio bastardo del Grappa.
Vi va di scoprire la ricetta?
Seguitemi negli ingredienti.


giovedì 5 maggio 2011

Foodmania alla MFW.

Milanesi, sabato vedete di non mancare.
E' la settimana del Food a Milano e ovviamente io ci sarò. In compagnia di amiche blogger, cucineremo in piazza San Fedele, dalle 19 alle 21. Che cosa? La nostra ricetta maniaca, quella che amiamo e che più cuciniamo, quella che ci ricorda qualcosa in particolare o semplicemente quella senza la quale non possiamo vivere.
Curiosi?
Vi aspettiamo :-)


La farinata di un giorno da cancellare

In un post, qualche mese fa, ho raccontato del blog che avevo prima di questo. Era un blog personale, in cui "appuntavo" tutti i miei pensieri da giovane lavoratrice fuorisede. Raccontavo delle mie storie d'amore assurde, delle mie giornate infinite e delle mie passioni per la fotografia e per la cucina.
Quel blog non esiste più. E alle volte mi manca. Soprattutto in giorni come questo.
Le persone deludono. Anche quando le conosci da anni, e anni. E, ormai più vicina ai 30 che ai 20, è rabbia quella che mi resta. E noia. Un copione che si ripete, sempre.
E allora, santa cucina. La mia salvatrice in giornate così. Sfogliando le ricette ho visto mancare la farinata ligure. Che ne dite? La si fa insieme?
Con il cuore un pò in gola, gli occhi lucidi e la voglia di risvegliarmi altrove, vi auguro una buona giornata.


mercoledì 4 maggio 2011

Bocconcini di pollo all'arancia

Vi capita mai di tornare a casa dal lavoro, stanchi  e con poca voglia di cucinare? Alcuni di voi mi diranno: "Spessissimo". E allora ho io la soluzione ai vostri problemi. I bocconcini di pollo all'arancia.
Una ricetta economica, facilissima, gustosa. E se avete dei bimbi in casa è la cena giusta anche per loro.
Pronti per seguirmi in cucina?

martedì 3 maggio 2011

E la trota che si crede un salmone.

I pesci d'acqua dolce andrebbero utilizzati di più. Questo è quello che mi ha sempre detto Simone (Rugiati) e questo quello che inizio a pensare anche io.
Economici e versatili, sono troppo spesso sottovalutati.
La trota salmonata, ad esempio, vogliamo prenderla e improvvisarla?
In una preparazione che adoro. Semplice e mediterranea. E buonissima.
Come with me.


lunedì 2 maggio 2011

Squisito. L'aggettivo giusto. (E piccola polemica personale per dire basta alle polemiche)


San Patrignano, 1 Maggio 2011.
Esattamente un anno e un mese fa nasceva Sorelle in Pentola.
Ed esattamente ieri Sorelle in Pentola è stato premiato a BlogCafè di Squisito 2011, tra i primi tre food blog finalisti nella categoria Cucina/Ricette.


Non siamo arrivate prime, eppure abbiamo vinto.
Perchè ha vinto la passione casalinga, ha vinto l'entusiasmo genuino, ha vinto la semplicità.
Hanno vinto due Sorelle che insieme hanno scelto di trasformare un sogno in qualcosa di concreto e questo è solo l'inizio di un viaggio in cui abbiamo scelto di credere fortemente.


domenica 1 maggio 2011

Tra Sicilia e Campania. Voglia di Sud. E di semplicità.

Una tradizione della famiglia Maci, questo piatto. Si cucina sempre, quasi tutti i fine settimana. Adoriamo l'astice e la semplicità di un piatto che si prepara in pochissimo tempo, mantenendo alta la qualità della materia prima (io, personalmente preferisco l'astice all'aragosta).
E anche la scelta della pasta non è casuale. Da bravi "terroni", cerchiamo di mettere i paccheri ovunque, con qualunque sugo e con qualunque ripieno. E con questo condimento...che dire, il risultato è divino, come sempre!


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