mercoledì 30 novembre 2011

Molino Quaglia: dove la nebbia si mescola alla farina...

I fratelli Quaglia, davanti al vecchio mulino

Non vi parlerò del lavoro che abbiamo svolto, non vi elencherò tutti i passaggi per mantenere un lievito madre di 48 anni, nè vi racconterò come abbiamo fatto a fare in due giorni così tanti panettoni.

Vorrei parlarvi invece di emozioni.
Le emozioni che ho provato, respirando nuvole di farina e aromi di panettoni appena sfornati.
Emozioni che ho provato conoscendo anime meravigliose che lavorano con il cuore.
Vi chiederete dove? In un piccolissimo paese del Padovano, un paese dove la nebbia si mescola alla farina dando vita a cose buone. Oserei dire Eccellenti.
Siamo a Vighizzolo d'Este, un luogo sconosciuto a tanti ma che da oggi ha un posto privilegiato nella mia memoria.
A Vighizzolo ci sono Chiara, Lucio, Andrea, Piero, Giovanna, Marcello, Giulia.
Nomi, persone che vivono di passioni, con gli occhi brillanti e con la voglia comune di dare il meglio. E il meglio lo creano, lo studiano, lo alimentano in un Molino, una piccola impresa familiare come ci tiene a sottolineare Chiara Quaglia.
Il meglio per Chiara, Lucio e Andrea Quaglia sta nel gusto della farina, nel rispetto delle tecniche di una volta, nella sensibilità e la predisposizione alla Qualità. E qualità non vuol dire grandi quantità ma Riscoperta, Cura, Lavoro e Sacrificio.
Il 2006 ha rappresentato per il molino l'anno di svolta, di presa di coscienza sulle farine utilizzate dal nonno Angelo e la possibilità di riproporle sul mercato.
Nasce così Petra: la farina macinata a pietra in chiave moderna. Una farina che conserva fibre e sali minerali, una farina che ha il gusto del grano, una farina che ricorda il nonno. E quando Chiara parla del nonno Angelo, colui che tutto creò, si commuove e per un attimo perde la voce.
Perchè in questo luogo avvolto da magiche atmosfere si crede ancora che si possa crescere e migliorare solo rispettando il passato e prendendolo come esempio.
L'alimentazione, il gusto, la salute sono argomenti primari nella filosofia del Molino Quaglia.
"Se mangiamo bene, stiamo bene, se mangiamo bene, mangiamo con gusto, se mangiamo bene, mangiamo meno" Così Piero Gabrieli, con la sua carica travolgente, ci ha esposto la sua linea guida per la comunicazione del Molino.



Rolando Morandin: maestro di cuore
E poi.
E poi l'incontro con lui. Il maestro.
Definirlo pasticcere è riduttivo. Panettiere lo è altrettanto. Rolando Morandin è stato una piacevolissima scoperta. Un maestro di cuore mi piacerebbe definirlo.
Capelli bianchi, occhi azzurri e sguardo sereno.
Una sensibilità, una sapienza, un modo calmo e fermo di parlare e spiegare la complessa lavorazione del panettone, a persone che non sono esperte di arte bianca ma appassionate gourmet.
Un uomo che partiva dalla bottega e da quella bottega è riuscito ad andare lontano e creare grandi cose. E poterlo trasmettere agli altri è per lui importantissimo. Non custodisce i segreti, Rolando li condivide, li impasta al suo lievito, li arricchisce di arance candite e uvetta e li offre a chi, come noi, ha voglia di imparare.
Lo si legge nei suoi occhi chiari, lo si sente dalla sua voce tranquilla, lo si percepisce vedendolo impastare, pirlare, decorare, che Rolando sente, respira, vive e ama il suo lavoro.
Un maestro con cui è un piacere dialogare...e non solo di panettoni e lieviti madre.
Un corso ad hoc per me, Annamaria, Sandra, Daniela, Laura, Ady, Alex, Lisa, Sara, Jessica e Gabriele, miei compagni di web e soprattutto compagni di quest'avventura che ci ha viste sfidarci a suon di pirlature, glassature e canditure. Che ci ha viste unite, sorridenti, complici e sporche di burro e farina.
Felici di essere lì, emozionate di poter preparare il panettone con Rolando, maestro pasticcere di fama ma anche padre, che con il suo sguardo buono ci guardava sbagliare con tenerezza, ci apprezzava a voce alta, ci voleva la mattina, all'alba, fresche e pimpanti per il bagnetto  del lievito.
E noi, entusiaste, eravamo lì, con gli occhi ancora chiusi ma con i grembiuli al posto e le mani già lavate.
Pronte per un nuovo impasto, per una nuova piacevole scoperta.


Rolando e Francesca Morandin

Francesca Morandin .
Viso dolce, occhi svegli, carnagione chiara e capelli ribelli. All'aspetto, morbida e delicata ma appena inizia a parlare, a spiegare, si accende il vulcano. Francesca mi è piaciuta da subito. Mi è piaciuta la sua grinta, il suo volerci trasmettere più informazioni possibili, il suo modo chiaro e semplice di esprimere concetti e numeri tutt'altro che semplici. Una tecnologa alimentare, fresca di studi ma con tanta esperienza vissuta con il padre Rolando.
Un'intesa meravigliosa, un amore e una stima profonda di una figlia verso un padre. Una professionalità e un'umiltà rare in una giovane donna.



E poi c'è Giulia, un'apparenza schiva, un modo di presentarsi freddo e silenzioso. Ma che alla fine del corso mi ha commosso. Una ragazza, un po' come il lievito madre: esternamente dura ma dal cuore tenero.
Una giovanissima con tanta voglia di imparare, di crescere.E soprattutto una persona che ha lasciato tutto per un sogno. Diventare pasticcera. So cosa vuol dire. E persone così, sono da ammirare. Giulia lavora al Molino, da pochi mesi, eppure sentirla parlare di qualità, di sensibilità, di gusto, mi ha fatto sorridere con tenerezza. Sa quello che vuole, sa che bisogna lavorare duro. E tutte le mattine, è la prima ad arrivare. Perchè ci crede.



Perchè ho voluto parlarvi di queste persone?
Perchè c'è qualcosa di magico che accomuna Chiara, Francesca, Piero, Giulia, Rolando, Lucio.
Credere in un prodotto di Altissima Qualità.
Comunicarla, condividerla, sentirla, annusarla, toccarla, ascoltarla.

Questo è il Molino Quaglia: queste le emozioni che ho vissuto, queste le foto della nostra full-immersion, questi i racconti di anime che vivono credendo fortemente nel loro lavoro, che imparano dal loro passato e investono nel loro futuro con umiltà, audacia e magia.

martedì 29 novembre 2011

Un classico milanese...passo a passo

Qualcuno potrebbe pensare alla cotoletta con l'osso (meravigliosa), qualcun'altro potrebbe pensare al panetùn ( e visto che si avvicina il Natale, presto vi stupiremo anche con quello), qualcun'altro potrebbe pensare alla Cassoela.
Io quando penso a Milano penso subito al risotto! Naturalmente allo zafferano, come la classica tradizione vuole. E come ancora si usa nelle vecchie trattorie lombarde, risotto giallo accompagnato da ossobuco.
Un piatto unico, ricco, succulento, oserei aggiungere grasso, ma quel grasso buono, che è un piacere gustare.
E così, viste le temperature invernali, almeno qui a Nord est, ho pensato ad un classico della cucina di mia madre. L'ossobuco tenero e saporito con il risotto allo zafferano.
E per facilitare il lavoro, ho pensato di proporvi un passo a passo per non perdere nemmeno un passaggio.
Vi assicuro che merita, se cotto a dovere.
Che dite? Mi seguite? E potrebbe essere un piatto delizioso per le feste. Piatto unico e completo.

lunedì 28 novembre 2011

Cannolo di farro bio ripieno di ricotta di bufala, cioccolato di Modica e pistacchi di Bronte

La bontà di questo cannolo? Una meravigliosa farina di farro Alce Nero a dare un gusto tostato e una ricotta di bufala a conferire cremosità. E un cioccolato di Modica che amo follemente. E un pistacchio a ricordarci che di cannoli, stiamo parlando.
Potete rifarli con la pasta fillo o con la pasta sfoglia. Io ho preferito una frolla, così ho creato anche qualche biscottino per colazione, ma libero sfogo alla creatività!



sabato 26 novembre 2011

Nespresso. What else?

Prendete Roma. Prendete un Capriccio. Prendete un Ristretto.
E ne ho nominati solo tre, dei 16 Grand Cru Nespresso.

Il caffè, protagonista oggi a Roma.
Un pranzo gourmet da Oliver Glowig (Aldrovandi Villa Borghese), due stelle Michelin da pochi giorni, un evento esclusivo dedicato all'eccellenza del caffè Nespresso, un percorso culinario e sensoriale studiato dai grandi Chef, per i grandi Chef, sommelier e maitre.
Una reinterpretazione dei sapori, degli aromi, delle consistenze, dei profumi, delle sensazioni, legate al caffè. Tutte da scoprire ... al buio, per esaltare e enfatizzare le senzazioni che derivano dai vari sensi.


venerdì 25 novembre 2011

Rotolini golosi al radicchio di Treviso e provola affumicata

E' finalmente incominciata la stagione del radicchio. E quando si parla di radicchio, io gioco in casa...Ho la fornitrice di fiducia a pochi km.
Lo adoro. Stufato, crudo, al forno, in pastella e fritto, alla griglia. E' un ingrediente così versatile, che si abbina a tantissimi prodotti, dall'antipasto al dolce.
E in questo mese vi delizierò con tante ricettine carine.
Oggi la mia attenzione è andata ad un piatto tradizionale ma pur sempre creativo. Basta aggiungere un tocco personale ad ogni ricetta, non credete?
E' anche vero che avendo i bimbi con la febbre, ho poco tempo per impastare, così ho pensato ad un piatto veloce ma da fare tranquillamente in anticipo e da infornare prima di sedersi in tavola. 15 minuti di cottura e il piatto è pronto.
Avendo in frigo un pacchetto di lasagne fresche all'uovo di un'azienda che io trovo eccellente, ho pensato a dei cannelloni farciti  (invece della solita lasagna o come si dice da queste parti pasticcio.)
Vi va di seguire la ricetta passo a passo?

giovedì 24 novembre 2011

Mini cake ricotta e crema di nocciole

Vi ricordate le mie cake alla banana? Ecco, io non le amo particolarmente. La banana è così dolce ... e allora, con lo stesso impasto ho pensato di fare la variante con crema di nocciole.
La mia? Ciokecrem Bio di Alce Nero. Da quando l'ho provata è diventata la mia nuova droga.
E dire che avevo provato quella di altre 5 marche, ma proprio non riuscivano a convincermi. Così, quando non la faccio home-made, uso solo questa!
Il risultato? Una colazione con il sorriso ... e il buongiorno, si sa, si vede dal mattino!



martedì 22 novembre 2011

Torgiano. Un Autunno da foodies.

"L'esempio è la più alta forma di insegnamento" -Gualtiero Marchesi-

Torgiano.
Siamo nel cuore dell'Umbria ed è qui che, in collaborazione con Alma, la grande Scuola Internazionale di Cucina Italiana, e Lungarotti, cantina umbra famosa in tutto il mondo, mi preparo ad un week end per foodies.
In che modo? Venite con me.



lunedì 21 novembre 2011

Muffins ai lamponi e cereali

Continuando le ricette cadeaux per Natale (manca un mese) oggi vi propongo dei muffins deliziosi e ricchi di cose buone: lamponi, mirtilli e cereali.
Ho trascorso un week end meraviglioso a Vighizzolo d'Este, un piccolo paese in provincia di Padova dove per 2 giorni, assieme ad altre appassionate come me, mi sono dedicata alla realizzazioni di panettoni, alla canditura della arance, dei fiori. Vorrei raccontarvi tutto subito, ma datemi il tempo di mettere in ordine le idee e le esperienze e nei prossimi giorni vi farò rivivere sapori, profumi e sorrisi.
Sappiate aspettate...non abbiate fretta. Come diceva il Maestro.

Intanto, nell'attesa, muffins ai cereali per una colazione sana e gustosa.
E per un cadeau natalizio d'effetto basterà scegliere un foglio di cellophane trasparente dove avvolgere il muffin o i muffins e decorarli con un bel nastro rosso a pois bianchi e un piccolo bigliettino dove scrivere gli ingredienti e soprattutto che è fatto a mano con amore.
Nelle prossime settimane vi darò un po' di idee su come impacchettare i vostri dolcetti, che ne dite?


Ma ora muffins ai lamponi e cereali e buona settimana.



Ingredienti per 20 muffins
325 gr di farina Petra 9, Molino Quaglia
150 gr di cereali a vostra scelta ( corn flackes, bastoncini di frumento, fiocchi d’avena)
1 vaschetta di lamponi
200 gr di zucchero muscovado
100 gr di zucchero
3 uova
125 gr di burro
200 gr di yogurt
3 cucchiai di lievito per dolci

Potete utilizzare un frullatore per questi dolcetti facili e gustosi. Mettete nel robot da cucina i due tipi di zucchero, le uova, il burro fuso, lo yogurt e sbattete finché il composto diventi liscio ed omogeneo. Setacciate quindi la farina e il lievito nell’impasto e aggiungete i cereali interi o spezzettati secondo i vostri gusti. Unite i lamponi e mescolate delicatamente con un cucchiaio affinché vengano incorporati. Riempite gli stampini di carta a metà e lasciate cuocere per 25 minuti in forno a 180°.

venerdì 18 novembre 2011

Budino di yogurt con salsa mou, cioccolato di Modica e briciole d'oro.

Una ricetta talmente facile da rifarla obbligatoriamente oggi stesso.
Leggerissima, a base di yogurt magro, da impreziosire con una salsa al caramello salato, una spolverata di cioccolato di Modica e, tocco finale ... l'oro.
Avete presente la famosa foglia d'oro di Marchesi. Ecco, il prodotto è lo stesso, ma in questo caso sono briciole. Mi è stata regalata da un amico una boccetta circa un mese fa e, nell'attesa di creare cioccolatini d'oro per Natale, l'ho inaugurata cosi!



Piccole gioie.

21 Aprile 2010



Gioia nr. 1

10 del mattino, suona il campanello. Apro la porta con gli occhi semichiusi e il pigiama ancora invernale. Mia sorella ride del mio aspetto. Mi copro il viso con una mano. Tommy mi guarda, mi prende la mano e mi dice "zia, tu sei sempre bella".

Gioia nr. 2

Svegliarsi con il profumo dell'apple pie una domenica mattina di fine aprile, bere il caffè freddo del giorno prima con il latte ad alta digeribilità, aprire il frigorifero ancora in vestaglia e prendere due uova e un panetto di burro, spremere due limoni di Sorrento e con gli occhi ancora assonnati infornare la mia lemon cake. Restare sotto la doccia per 15 minuti e controllare il dolce nel forno con i capelli bagnati avvolti nell'asciugamano. E poi asciugarli a testa in giù, truccarsi con un filo di cipria e due passate di rimmel, mettersi gli orecchini verdi comprati a Dubai, il vestitino nero di Zara, gli stivali bassi, guardarsi allo specchio e piacersi. E sorridere e canticchiare Giuni Russo. E canticchiare e sorridere.

Gioia nr. 3

Programmare il week end di fineaprileiniziomaggio nella Città per eccellenza, fotografare ogni angolo con la mia ormai non più nuova reflex, mangiare un gelato a Ponte Milvio, leggere le frasi dei giovani innamorati attorno ai lucchetti, cenare nel ristorante più in della Capitale circondata da gente con accento familiare e pranzare con tonnarelli cacio e pepe da Maccheroni e sentirsi a casa, come ogni volta. E perdere il treno e accalcarsi in un intercity della speranza diretto a Munich in mezzo a comunistoidi reduci dal concerto del 1 maggio, ridere del suo capolinea e scendere a Bologna, prendere una pizza da asporto e fumare l'ultima sigaretta della giornata, contenta.

Gioia nr. 4

Riguardare un martedi sera qualunque Forrest Gump. Guardarlo e riguardarlo. E amarlo sempre di più, per quella semplicità genuina che la prima volta quasi non si percepisce. Ed eleggerlo uno dei pochi film che hanno saputo conquistarmi e che sanno farlo ogni volta, come la prima volta.
Ricordarmi che stiamo parlando di film, non di altro.
Essere felice perchè la bontà vince. E questo mi commuove. E mi rende felice.



Macy

giovedì 17 novembre 2011

Mini cakes ai frutti rossi pensando al Natale

Lo so che manca più di un mese, lo so che è presto per pensare al Natale ma è più forte di me. Quando inizia a far freddo, quando accendiamo il camino e incominciamo a bere il latte caldo con un cucchiaino di miele prima di andare a letto, beh, è ora di incominciare a pensare alla festa più bella che sia.
Incomincio a pensarci non dagli addobbi ma dalla cucina.
Incomincio con questi piccoli cake ai frutti rossi da mangiare nei giorni di festa per accompagnare formaggi e mostarde ma anche per una colazione più ricca, degna del Natale.
Ma vi propongo questi cake anche come cadeau goloso per i vostri amici, per i vicini di casa, i colleghi di lavoro.
Avvolti in carta trasparente con un bel nastrino in rafia o in raso e un biglietto di auguri scritto a mano è in assoluto il regalo più gradito nell'aspetto e nel contenuto. Credetemi...ho conquistato così i miei vicini.
Pronti per gli ingredienti?



mercoledì 16 novembre 2011

Pasta fresca, fiori di zucca, mozzarella di bufala. E non si sbaglia!

Questa pasta (e lo capite dal piatto di Solimene in fotografia) ovviamente l'ho preparata nei miei 10 giorni campani, all'inizio di Ottobre. E l'ho fotografa in giardino, esattamente dove l'ho gustata, con 22 gradi, il 5 ottobre. Oggi, mentre scrivo questo post, sono in casa a Bologna, con un maglione di lana extralarge a coprirmi e uno stato febbricitante da giorni.
Eppure questa pasta mi conforta e mi fa venir voglia d'estate, ancora una volta.
In più, grande scoperta dei miei ultimi giorni agropolesi ... il caseificio La Cilentana, appena aperto ad Eboli, è diventato in un attimo il mio preferito! E fidatevi, io e mio padre facciamo degustazioni di mozzarelle, testando tutti i caseifici della zona,  da anni :-)



Frolla con crema, frutta tropicale e mandorle

Che meraviglia, questa torta.
Una frolla morbida, preparata con il lievito, una crema soffice e gustosa e l'aggiunta di frutta tropicale a renderla unica. Quelle torte perfette per colazione, come dessert, come accompagnamento ad un thè delle 5.
E vogliamo parlare di quelle nocciole tritate insieme allo zucchero, per rendere croccante la copertura superiore? Le immagini parlano da sole.
Cosa state aspettando?
Correte a prepararla!


martedì 15 novembre 2011

Poulet aux petits fruits

Quante ricette avrò condiviso con voi con questo semplice ma gustoso ingrediente?
Amo il pollo ma soprattutto amo le sue carni bianche che si prestano a davvero tantissime preparazioni.
Ruspante o di allevamento ma sempre versatile e squisito. Basta avere dei piccoli trucchi per rendere le carni morbide e succose.
Oggi vi propongo una ricetta di tutto rispetto. Con la frutta. E sapete quanto io ami la frutta nelle preparazioni salate.
Siete pronti a farvi inebriare da sapori di sottobosco, profumi di montagna e dolcezza d'alta quota?
Allora seguitemi in questa ricetta facile, veloce e profumatissima da preparare al rientro dall'ufficio o dalla passeggiata al parco con i bambini. In 30 minuti avrete una cena squisita in tavola.

domenica 13 novembre 2011

Un Siciliano a Roma. Filippo La Mantia.

"La vedi quella bandiera della Sicilia come sventola, oggi? quella bandiera è il mio orgoglio" 

Ci sono cose che considero indispensabili per poter scrivere di un ristorante, di una cucina, di un cuoco.
Una di queste, la più importante, si chiama Passione. Chi mi conosce lo sa.




Sarà perchè io il cuore lo consumo, a forza di metterlo in ogni cosa che faccio. Sarà che sono una donna del sud, io. Sarà che sono una di quelle veraci, un po' come le vongole di cui scrivevo pochi giorni fa. Sarà che mi piace ritrovare nel piatto di un cuoco quegli ingredienti che lo hanno cresciuto e che lo rappresentano, in qualche modo. Sarà che provo attrazione per gli equilibri. Quelli che permettono alla genuinità di sposarsi felicemente con il buon gusto, senza eccedere e senza mancare in nulla.
Sarà che mi piace scrivere di pochi. Nel bene e nel male. E mi piace consigliarvi mossa da un'emozione. 

Un sorriso, una tradizione di cui essere orgogliosi, una cura del dettaglio e una spontaneità ormai rara.

Questo è Filippo La Mantia.

Un Siciliano a Roma. 



"In due c'è più gusto": Sorelle in Pentola on tour!

Era il 14 Settembre 2011 quando nelle librerie di tutta Italia (ok, qualcuna più, qualcuna meno) usciva "In due c'è più gusto" (edit. Pendragon), primo libro di ricette scritto a quattro mani da me e da Angela: noi, Sorelle in Pentola.

"Innamorate fin da bambine di fornelli e impasti, le "Sorelle in pentola" sono riuscite a trasformare la loro passione in un blog tra i più seguiti d'Italia. Questo libro propone, nel loro stile ironico e genuino, 120 ricette inedite, fantasiose e facili da preparare, con accostamenti sorprendenti e tante nuove idee. Sessanta piatti firmati da Chiara e altrettanti da Angela a partire dallo stesso ingrediente, realizzati con stili diversi come le loro personalità, entrambe capaci di trasmettere grande entusiasmo e una contagiosa gioia di stare in cucina." 

Da quel giorno, l'inizio di un tour, che è appena all'inizio, ma di cui vi vogliamo rendere partecipi, attraverso SCATTI, attraverso ARTICOLI, attraverso VIDEO, attraverso SORRISI.
Perchè se è vero che il libro sta andando così bene, è solo a voi che dobbiamo dire GRAZIE.
E questo è il nostro GRAZIE.




venerdì 11 novembre 2011

Filetto di salmone in carta fata con finocchi al gratin

Amo il salmone. Anche se lo preferisco crudo (e ne mangerei a chili), ogni tanto lo preparo al forno o in padella. Trovo sia divino con i carciofi ma questa volta avendo dei finocchi lessi in frigorifero, ho pensato ad un secondo molto gustoso, al forno, senza sporcare troppe pentole e padelle.
Per una cena equilibrata e sostanziosa.
E sapete da chi mi farò aiutare? Da una fata...
Carta fata. La conoscete? Sembra del cellophane ma va in forno e una pietanza al suo interno si cuoce in modo eccellente, tenero e succoso.
Credetemi, se la trovate in qualche negozio specializzato o in qualche grande supermercato provatela. Potrete preparare il pollo, le verdure, la frutta e come in questo caso, il pesce in un cartoccio trasparente che mantiene al meglio il gusto dei cibi.
Mi seguite nella preparazione?


giovedì 10 novembre 2011

E poi arriva ... Roma!

Quinta tappa del tour "In due c'è più gusto": Roma!
Dopo Bologna, Milano, Agropoli, Terni, finalmente arriviamo nella città eterna, con un presentatore d'eccezione. Lui, che "come la conosce lui" non ce n'è.
Ebbene, gente. Riccardo Rossi presenterà noi Sorelle in Pentola e il nostro libro, oggi pomeriggio presso La Feltrinelli di via del Babuino, alle 18.

Vi aspettiamo lì?



E per tutti i romani e non che volessero rimanere in zona, vi segnalo che stasera sarò ospite di Riccardo nel suo spettacolo "Di nuovo a casa Rossi", presso il Teatro Golden, in via Taranto, 36.
Vi aspettiamo sia qui che lì!

mercoledì 9 novembre 2011

Gran Panzerotti con patate e rosmarino ai fiori di campo e robiola

Non mi capita quasi mai di comprare ravioli o paste farcite già pronte. Non per diffidenza ma perchè "amo tirare la sfoglia" da buona bolognese quale sono.
Ma diciamoci la verità, non è che possa fare tutti i giorni la pasta in casa e allora mi rivolgo a professionisti del settore.
Sto parlando di un prodotto di primissima qualità. Sto parlando di un'azienda conosciuta via web, incontrata ad una fiera gastronomica e vissuta un giorno tra le vallate varesotte. Ma questa è un'altra storia che presto vi racconterò.
Oggi voglio parlarvi di questo prodotto eccellente: i "Gran panzerotti alle patate, rosmarino e parmigiano reggiano" azienda Lo Scoiattolo. Una sfoglia fresca sottile ma presente con un ricco ripieno cremoso di patate, parmigiano e rosmarino.
Per sentirne il sapore delicato ho pensato ad un abbinamento che non coprisse il gusto ma ne facesse esaltare le caratteristiche. Robiola di Roccaverano e fiori essicati edibili per una nota gentile e romantica.



martedì 8 novembre 2011

Brrr ... minestrone caldo caldo?

Ma che freddo fa?
Ok, è ormai novembre, ma non ero ancora pronta, diciamoci la verità.
Io sono una di quelle che "l'estate dovrebbe durare 6 mesi all'anno" e invece, così, di punto in bianco, un freddo polare.
Oggi, mentre andavo a fare la spesa, con piumino e maglione pesante, ho pensato fosse ora di minestrone. Beh, io lo adoro anche d'estate, freddo. Ma questo, con i fagioli, così cremoso e avvolgente ... è perfetto per la mia serata di lavoro, con coperta di pile e riscaldamento al massimo!

lunedì 7 novembre 2011

Bocconcini di pollo al latticello con pisellini "à la francaise"

 Il petto di pollo al latticello l'ho scovato nello splendido libro di Sophie Dahl "Le ricette di Miss Dahl".
Mentre dei petis pois à la francaise ne ha parlato la mitica Nigella Lawson in tv. (E allora perchè non provarli, nell'attesa di ricevere il suo ultimissimo libro, regalo di Chiara?)
Oggi ho deciso di sperimentare entrambe le ricette e abbinarle. Il pollo con i piselli? Matrimonio perfetto!
Il latticello è qualcosa di sorprendente, può rendere morbidi e gustosi i più ostinati  e duri petti di pollo. Il segreto sta nel lasciar marinare il pollo in una crema per 2 o 3 ore.
Siete curiosi di sapere come si prepara? E se non avete il latticello? Seguitemi...
E' un piatto leggero, gustoso e il pollo diventa terribilmente morbido.
P.s. Ideale per le diete.



Vi ricordo che oggi, alle 12.00, le Sorelle in Pentola saranno ospiti del programma "Ore 12" su Antenna 3 per parlare di Bon ton a Tavola e naturalmente Cucina.

domenica 6 novembre 2011

Un Intercity per pensare.

Sono sull intercity Terni-Ancona mentre scrivo questo post. Sono qui con Angela. Abbiamo presentato il nostro libro a Umbrialibri stamattina e ora siamo di ritorno a Casa. Arriveremo stasera alle 22.30 a Bologna e domani saremo a Treviso, ospiti di un programma televisivo. Poi, per me, iniziera' un altro giro di lavoro tra Milano, Roma, Napoli, Bologna, Perugia. Forse tornero' ancora a casa i primi di dicembre.

Ieri, mentre andavo alla scoperta di Terni, tra vicoletti, negozi e accenti diversi dal mio, pensavo alla mia nuova vita. Pensavo a quante persone ho conosciuto in questi ultimi mesi, pensavo a quanti nuovi sorrisi mi hanno accolto, pensavo a quanti grazie mi sono stati detti e a quanti vorrei ancora dirne io. Pensavo che basta poco per essere felici. Pensavo che viaggiare, sempre, costantemente, ti rende una persona piena. Curiosa. Emozionante. Indipendente. Impegnativa.

Pensavo che stare sola, per cosi' tanti chilometri, ti permette di ragionare su cosa davvero vuoi e cosa davvero non vuoi piu'.
E io non voglio piu' giudicare le persone dalle apparenze. Non voglio piu' comprare i Grisbì negli autogrill di passaggio, perchè sono una droga e non voglio vivere per piu' di 20 gg senza vedere il mare. Non voglio piu' una macchina a benzina e non voglio piu' fare un viaggio di centinaia di km, senza fermarmi in qualche borgo e scoprirne i segreti culinari.

Scelgo di preferire una serata in un posto sconosciuto piuttosto che una davanti alla televisione, scelgo il basilico al prezzemolo, scelgo la campagna piuttosto che il centro citta', scelgo Agropoli per il cuore, scelgo Bologna per la genuinita', scelgo Milano per il lavoro. Ma soprattutto non scelgo nessuna delle tre, perche' e' in tutte che voglio continuare a vivere.
Scelgo di mandare al diavolo tutti, per una volta, e vivermi i miei 27 anni. Scelgo l'extension alla crescita naturale dei capelli, scelgo la neve alla pioggia, scelgo la planetaria al frullino causa delle mie simil/epicondiliti.

E voglio incontrare il signor Dukan e dirgli che la sua dieta mi rende nevrotica. Voglio andare un'intera giornata a pescare trote e voglio imparare a distinguere tutte le tipologie di funghi, commestibili e non.
E voglio incontrare un uomo verace, un po' come le vongole, e diventare io il suo condimento ideale.
Voglio qualcuno che mi consigli come vestirmi in determinate occasioni e voglio una cucina piu' grande, per poter contenere tutti i miei nuovi elettrodomestici di ultima generazione.

E penso che devi arrivare a 27 anni per capire che l'Umbria e' una regione incredibile, che la gente umile avra'sempre un posto nella mia fila, che  le melanzane sono la mia nuova religione e che il coriandolo, non c'e' niente da fare, non riesco a farmelo piacere. Capire a 27 anni che se sai sorridere hai vinto, a prescindere, e che basta minigonne di jeans, l'abbiamo capito che hai le gambe magre.



E penso che sia tardi, per pensare.
Ma nella mia fila, in fondo, non è mai tardi per niente.
Figuriamoci per pensare.

Grazie, gente.

sabato 5 novembre 2011

L'abbattitore. Questo sconosciuto.

Forse non tutti sappiamo di cosa si parla quando si nomina un "abbattitore". In molti lo riconducono al pesce crudo, al sushi. In molti pensano sia un modo per evitare batteri e parassiti come l'anisakis, e tanti altri lo credono un'alternativa al congelamento.
Ma cos'è il congelamento? E cos'è la surgelazione?
E cosa vuol dire abbattere?

Partiamo dalle basi. Partiamo dagli alimenti freschi, quelli di cui tutti abbiamo bisogno per il nostro benessere. Partiamo dalle qualità organolettiche di cui necessitiamo noi buongustai, ovvero zuccheri, proteine, grassi, vitamine, sali minerali.
Queste qualità possiamo mantenerle inalterate? Se sì, come farlo?

Andiamo per punti:
- Un alimento posto per un'ora ad una temperatura tra 25° e 35° (temp. amb.) subisce un processo di invecchiamento pari a quello dello stesso alimento lasciato 5 giorni ad una temperatura di 3° C.
- Un cibo cotto e non consumato infatti inizia ad invecchiare, per l'insorgenza di 3 fattori:
1. Proliferazione batterica
2. Evaporazione
3. Ossidazione enzimatica

Ovviamente l'esigenza di conservare i cibi, mantenendo nel tempo commestibili carne, pesce, verdura e frutta, ha portato ai metodi di conservazione che ad oggi utilizziamo.
Frigorifero e freezer però non sono adatti a raffreddare prodotti caldi o prodotti a temperatura ambiente. Questi servono solo per la conservazione di prodotti (il frigorifero per prodotti freddi e il freezer per prodotti surgelati).

- All'interno del frigorifero abbiamo normalmente prodotti già freddi, ma ogni volta che inseriamo prodotti a temperatura ambiente o addirittura caldi, questi ultimi cedono il loro calore a quelli freddi, riscaldandoli e subendo alterazioni termiche che innescano la proliferazione batterica e una veloce degradazione dei prodotti -

Per ovviare a questo problema, nascono gli abbattitori, ovvero macchinari che riescono a raffreddare rapidamente i prodotti alimentari subito dopo la cottura, portandoli da +300°C fino a -40°C, bloccandone la proliferazione batterica e la degradazione enzimatica e mantenendone intatto il gusto, la fragranza e la naturale morbidezza.

Personalmente ho sentito parlare la prima volta di abbattimento quando, un anno e mezzo fa, avevo deciso di aprire un catering e si parlava di obbligo di abbattitore. Non mi ero mai posta il problema, prima. Lo credevo uno strumento costoso e adatto solo e unicamente alla ristorazione.

Poi, quest'anno, la nascita di Fresco, il primo abbattitore da casa. Alla vista, poco più grande di un microonde. Un design accattivante e 7 funzioni, dal caldo al freddo, per avere tutto sempre fresco.
Perchè anche i cuochi, quando tornano a casa, cucinano.
Curiosi? Iniziamo dalle funzioni.



1. Abbattimento rapido della temperatura - raffredda velocemente le pietanze calde, bloccando la proliferazione batterica e garantendo cosi che rimangano fresche e fragranti per 5-7 giorni.
2. Surgelazione rapida - più rapido è il congelamento, migliore è il mantenimento della qualità del prodotto. Allo scongelamento le pietanze saranno fresche, gustose e consistenti come se non fossero mai passate dal freezer.
3. Scongelamento controllato - scongela gli alimenti più rapidamente in maniera uniforme e senza parziali cotture, mantenendone la naturale umidità e fragranza
4. Raffreddamento bevande - vino e bevande passano da temperatura ambiente a quella di servizio, perdendo un grado al minuto. Si può così evitare di affollare il frigo ed essere sempre pronti in caso di ospiti inattesi.
5. Cottura lenta a bassa temperatura - Il segreto di molti chef? Questa cottura che non supera i 75°, cuoce dolcemente carne e pesce, esaltandone il sapore e conservandone tutta la naturale umidità, consistenza e proprietà nutritive.
6. Lievitazione naturale - Mantiene costante la giusta temperatura di lievitazione di pane, pizze, brioches, permettendo di concludere in modo ideale il ciclo di fermentazione del lievito, rendendo gli impasti molto più digeribili.
7. Piatto pronto - offre la comodità di uscire la mattina, conservare il paitto come fosse in frigorifero e trovarlo caldo, come appena uscito dal forno.

Incredibile? Si.

Passiamo ai vantaggi?
- Qualità, colori, profumi, aspetto e consistenza dei cibi restano inalterati per 5-7 gg, se la conservazione avviene in frigorifero a +3° C. Per 8-10 mesi se la conservazione avviene in freezer a -18° C.
- La morbidezza e la tenerezza vengono preservate grazie al blocco dell'evaporazione.
- Sali minerali, vitamine e valori nutritivi sono conservati fino all'80% in più.
- Ingredienti sicuri, freschi e controllati.
- Possibilità di acquistare prodotti stagionali al prezzo migliore e conservarli perfettamente per molti mesi.

E così potrete preparare pasta fresca, anche ripiena, abbatterla e poi surgelarla mantenendola inalterata per 6 mesi. Ma anche ghiaccioli dissetanti in un attimo, merendine di frolla surgelate rapidamente a -18°C, sushi sicuro, con un congelamento a -20°C al cuore per 24 ore (Reg. europeo 853/2004), salse e sughi, mini quiche, pizzette e salatini e mousse per stupire gli amici con cene dell'ultimo minuto!

Io mi metto all'opera e inizio a prendere confidenza con Fresco (sto sfogliando il ricettario di Allan Bay), voi avete idee su cosa preparare?


Oggi voglio provare la cottura a bassa temperatura!


venerdì 4 novembre 2011

Verde brisé con pomodorini e ricotta

Amo impastare, soprattutto frolle e brisé. Mi rilassa, mi soddisfa, mi scarica.
E se poi ogni tanto all'impasto si aggiunge un ingrediente particolare, il tutto acquista più valore e più gusto, non credete?


Oggi vi propongo una torta di brisé a cui ho aggiunto un cucchiaino di pesto alla genovese e tartufo dell'azienda Fattorie Umbrie (di cui vi ho parlato qui con un gustoso primo piatto.)
Un pesto ricco e profumato che può sicuramente arricchire una pasta ma anche una torta rustica fatta in casa al 100%.
Che ne dite? Vi va di scoprire insieme come si fa?
Seguitemi, magari è un'idea carina per la cena  di questa sera?

E restando in tema Umbria...vi ricordo che io e Chiara saremo ospiti a Terni domenica 6 novembre alle ore 13,00 per presentare il nostro libro all'interno della manifestazione "UmbriaLibri" che quest'anno ha dedicato l'evento alla donne.
"C'era una donna" si chiamerà l'evento letterario che durerà 3 giorni, da oggi a domenica.
Le sorelle in pentola avranno uno spazio che si chiamerà "a pranzo con Angela e Chiara" in cui si parlerà del nostro libro, del nostro amore per la cucina e soprattutto si potranno assaggiare due piatti autunnali delle autrici. Un primo piatto caldo ed avvolgente e un dolce peccaminoso.
Saremo noi donne a intrattenervi con racconti, ricette, storie e poesie. Se siete in zona, vi aspettiamo per condividere insieme un momento di autentica convivialità.


mercoledì 2 novembre 2011

Io sono un cioccolatino. E voi?

E' un po' che non faccio cioccolatini, eh?
Nelle mie presentazioni del libro in giro per l'Italia, li nomino sempre...perchè ormai lo sapete tutti.
Alla domanda "che ingrediente sei?" io rispondo sempre "un cioccolatino ripieno di caramello salato".
E tanto per cambiare, eccone un'altra versione.
Sempre fondente.
Sempre caramello. Ma più denso, cremoso, con quel retrogusto salato che mi piace tanto.
Rifacciamoli insieme, dai!
ps. e voi che ingrediente siete??



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