domenica 7 ottobre 2012

tauRoMAchIa



Un’aurea magica risuona nella parola Tauromachia.  
Non il semplice significato di “lotta di tori” ma una potenza mitica aleggia intorno ad essa. Una forza propria solo di un animale fiero e nobile e di un uomo eroico e divino capace di sconfiggerlo. Una battaglia leggendaria che diffusasi nella mitologia greca si è tramandata nei secoli infiltrandosi nell’immaginario artistico e letterario con declinazioni diverse, assumendo nuovi significati e versioni.
Alla tauromachia si associa spesso il mito del minotauro.





Ph. Alberto Zanetti&Elisa Penagini

Il minotauro, mezzo toro e mezzo uomo, nacque dagli amori di Pasifae, regina di Creta, con un toro bianco che Poseidone fece uscire dal mare. Dedalo, autore dell’artificio che premise a quegli amori di realizzarsi, costruì il labirinto per rinchiudervi e occultarvi il figlio mostruoso. Questo mangiava carne umana; per nutrirlo, il re di Creta pretese da Atene un tributo annuo di sette giovani e sette fanciulle. Teseo decise di liberare la sua patria da quel gravame, e si offrì volontariamente. Arianna, figlia del re, gli diede un filo perché non si perdesse nei corridoi; l’eroe uccise il minotauro e poté uscire dal labirinto. (Jorge Luis Borges e Margarita Guerrero, Manuale di zoologia fantastica, Einaudi, Torino 1998, p. 95)

Nella tauromachia di Elisa e Alberto sono gli artisti che si sfidano e si affidano l’uno con l’altro in una battaglia fotografica, in un gioco di composizione, scomposizioni e ricomposizione. Abitanti, villeggianti, avventurieri di passaggio si fondono gli uni con gli altri nella popolazione immaginaria di una surreale Zoagli. Personaggi meravigliosi assumono fisiognomie così assurde da sembrare usciti dal manuale di zoologia fantastica. Figure mitiche formate da corpi e teste diversi, a volte perfino di animali, che ammiccano ad esseri mostruosi come Cerbero, il Minotauro o la Medusa.

La tecnica di scomposizione e ricomposizione, il bianco e nero, la dimensione surreale richiamano alla mente la più famosa e grande tauromachia dipinta nell’arte contemporanea: Guernica di Pablo Picasso. Tuttavia il messaggio di violenza della guerra che riduce l’uomo a bestia scompare nelle immagini di Elisa e Alberto. La tragedia storica del bombardamento della città spagnola e il dramma mitologico del minotauro, spariscono a favore di una teatralità a lieto fine. 

Con grande carica espressiva Elisa e Alberto raccontano la favola del paese di Zoagli, dove la diversità fisica porta il sorriso e infonde energia.  

Mostra all'interno della Festa della Capra, a Zoagli.



1 commento:

Lighea ha detto...

Sono foto veramente belle e suggestive.

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