martedì 31 gennaio 2012

Baci di meringhe a bassa temperatura.

La prima cosa a cui ho pensato, guardando il Fresco, è stata: chissà come vengono le meringhe.
Avendo io un forno professionale con temperatura minima 150°, le meringhe sono sempre state un parto.
Non devono cuocere, devono asciugare. Eh già, ma con un forno come il mio diventa difficile.
E allora, ho provato con l'abbattitore che cuoce a bassa temperatura.
70° per 5 ore. Risultato perfetto. Bianche come quelle di pasticceria e buonissime.
Giudicate un po' anche voi...



lunedì 30 gennaio 2012

Orecchiette bio al pesto rosso

Il pesto rosso in realtà non ha un'unica ricetta. C'è chi lo intende con i pomodori secchi, chi addirittura unisce il tonno. Io semplicemente faccio un tradizionale pesto alla genovese con il basilico e unisco la passata di pomodoro. In questo caso ho unito alla fine una grattugiata di Bella Lodi che completava meravigliosamente il piatto, ma a vostra libera scelta.
Se, come me, preparate vasetti di pesto per tutto l'anno, questa è un'ottima alternativa per cambiare, no?




domenica 29 gennaio 2012

Hai la febbre. Copriti.

38.2 e sto.
Ho la febbre, ancora una volta. E a vedermi non si direbbe che sono così cagionevole. Mah.

Comunque ci sono cose che mi fanno davvero innervosire. Sarà che non è periodo ma certi presentatori dovrebbero cambiare lavoro o quantomeno cambiare programmi. Mi fanno innervosire le persone che dopo due foglie di insalata, si lamentano per aver mangiato troppo o ancora peggio quelle taglia38 che ti stressano la vita vedendosi cuscinetti ovunque. Mi innervosiscono i post che ti dimentichi di salvare in bozza e in un istante li perdi per sempre. Mi fanno innervosire i best seller che sono tali solo perchè hanno un titolo, un autore e un editore fighi e arrivi all'ultima pagina senza sapere cosa hai appena letto. E soprattutto perchè lo hai fatto. E mi fanno venire il nervoso gli uomini sposati che fingono di non esserlo o ancora peggio i 50enni provoloni che ancora non si rendono conto di essere ridicoli. Neanche se glielo fai notare. E mi fa innervosire la pioggia quando ho le scarpe di camoscio grigie che si abbinano perfettamente alla maglia con il nodo sulla spalla sinistra, e la lentezza. Dio, quando mi fa innervosire la gente lenta, come se poi il tempo li aiutasse a fare meglio. Macchè, l'ho testato io. Non è mai cosi. Mi innervosisce non poter essere con una persona, ora. E mi innervosisce la distanza, in questi casi. 


Però mi piace sentire i miei genitori che si preoccupano per me, per qualche linea di febbre e mi piace sentirmi coccolata ogni istante. Mi piace tornare bambina, se mai lo sono stata. E mi piace l'odore del latte caldo sul fuoco e l'idea che stasera la pastina con il formaggino mi riporti a 25 anni fa. Mi piace sapere che, quando cresci, tutto ha un tempo. Anche la febbre. E domani mi toccherà essere in splendida forma, per ricominciare la settimana lavorativa. Mi piace sapere che in qualche parte d'Italia stia nevicando e mi piace avvolgermi nella coperta di cachemire (mi sono evoluta dall'ormai storico pile) e non pensare a nulla. Mi piace una persona e arrossisco all'idea di avere le farfalle allo stomaco, ancora una volta, dopo anni. E mi piace sperimentare l'emmenthal in svariate ricette da cucinare e capire che, con la febbre, tutto riesce ad avere lo stesso sapore.  Mi piace prendermi una sera per me, solo per me. E riprendere in mano le mille pagine di Io, in fila. E il libro di nozioni di Cucina Italiana dell'Alma. E tra pigiami, capelli avvolti in bic senza cappuccio, ricette di uova pochè, Tachipirine e voglia di abbracci, sorrido. Tanto per cambiare. 


Dicono sia contagioso. 


Macy

giovedì 26 gennaio 2012

Orata? Carta fata!

Voglia di leggerezza. Voglia di cucina sana, di staccare per qualche giorno da cioccolate e schifezze varie.
A Dubai ero riuscita in un "digiuno forzato", ma con l'inizio delle nuove puntate, tutto è andato perso.
E allora cerco di non rinunciare al gusto, con un pesce che adoro, preparato con verdure a julienne e cottura in carta fata. Niente olio, solo gusto al massimo.




martedì 24 gennaio 2012

Una di noi.

Le persone vanno e vengono. Le persone si arrendono.Qualcuno diceva che perdiamo tempo a rincorrere invano quelli che se ne vanno, quando invece potremmo passarlo con quelli che rimangono con noi.

Pochi giorni fa una persona mi ha confidato di ricordargli Carrie, la protagonista di Sex and The City.
Per questa mia attività di scrittrice notturna sui massimi sistemi della psicologia umana.
Un'altra persona mi ha chiesto se il post "E una mattina, si cambia" l'avessi scritto per lei.
E in tanti mi avete detto di sentirvi come me, alle volte.
In fila, anche voi.

E' un freddo sabato notte di gennaio mentre scrivo questo post.
Un venerdì decisamente alcolico e una cena, stasera, solo amiche. Solo donne. Solo Noi.
Abbiamo riso, commentando le strane coppie dei tavoli accanto al nostro.
Abbiamo assaggiato piatti diversi e abbiamo parlato di noi.
Di quattro quasi trentenni alle prese con uomini strani, con lavori sottopagati, con obiettivi da raggiungere e con paure tipicamente femminili da "enta".

E' stimolante vedersi crescere.
Una di noi è incinta e questo sarà il nostro primo nipotino da "amiche".
Una di noi rincorre un uomo difficile. Una di noi si ferma e crede sia giusto scegliere. Una di noi sembra aver trovato la serenità, poi ci ripensa e non si arrende.
Una di noi ha voglia di rimettersi in gioco. Una di noi sa già che le ansie non la porteranno da nessuna parte. Una di noi ha voglia di cucinare. Una di noi diventerà magistrato, un giorno. Una di noi ha capito che il problema non erano gli uomini, ma solo i carboidrati. Una di noi ha scelto il tacco 12 per piacersi di più. Una di noi ha capito che ha passato 27 anni a indossare gonne, quando erano proprio i pantaloni a fare la differenza. Una di noi ha capito che le telecamere non sono in fondo così nemiche. Una di noi ha capito che il blu e il nero possono benissimo convivere senza drammi. Una di noi ha capito che cambiare città per un'altra persona è sbagliato quasi come l'abbinamento fragole-maionese. Una di noi ha capito che non esistono solo bianco e nero, ma anche grigio. E forse grazie a questa scoperta, ricomincerà a vivere con altri occhi. Una di noi ha capito che è finita, ma non vuole accettarlo. Una di noi ha capito che i problemi in fondo ci accomunano un po' tutti.
E che una di noi, in fondo, potrebbe essere una di voi.

Macy




Cioccolata in tazza?

Si gela. Si lo so che è gennaio, che abbiamo avuto un dicembre anche troppo caldo, che è inverno e in fondo le temperature sono nella media, ma io ho freddo.
Sono un'inguaribile freddolosa.
E in un pomeriggio tra libri di cucina, nuovi lavori per aziende e nuove puntate di Cuochi e Fiamme, mi viene voglia di una cioccolata calda.
E' una vita che non ne bevo una "come si deve".
Vi va una tazza con me?




lunedì 23 gennaio 2012

Contest Alce Nero. La vincitrice.

E un altro contest è arrivato alla fine.
Ed è con grande piacere che comunico la vincitrice di questo nuovo concorso natalizio, indetto con Alce Nero.
Sara Milletti, amica e blogger, del blog "L'appetito vien leggendo", con la ricetta bio (e anche un po' di riciclo) "Pseudo strudel".

E quindi, complimenti Sara, per l'originalità, per gli ingredienti, per l'utilizzo di ingredienti natalizi utili anche per le "ricette del riciclo".

E ora, per tutti voi, ecco la ricetta vincitrice.




Strudel natalizio con panettone

Ingredienti
6 fogli di pasta phyllo di 35cmX38cm
260 gr di polpa mele golden
Il succo di uno spicchio di limone
90 gr di panettone senza canditi
35 gr di zucchero di canna biologico Demerara alce nero
50 gr di burro
1 generosa spolverata di cannella
1 tuorlo
1 cucchiaio di acqua

Procedimento
Ridurre le mele a piccoli dadini, unirvi il succo del limone, lo zucchero, la cannella e farle ammorbidire in una padella antiaderente su fuoco a fiamma bassa(operazione necessaria poichè con i brevi tempi di cottura della pasta Phyllo, le mele potrebbero non cuocersi).
Nel frattempo ridurre a piccoli pezzi il panettone.
Far fondere a bagnomaria il burro.
Sistemare sulla teglia da forno un foglio di carta da forno.
Adagiarvi sopra il primo foglio di pasta phyllo. Spennellarlo con il burro fuso. Sovrapporre un altro foglio di pasta Phyllo e spennellare di nuovo. Proseguire così, arrivando ad un totale di 6 fogli di pasta phyllo sovrapposti. Spennellare anche la superficie dell’ultimo foglio e cospargerlo con la metà delle briciole di panettone, lasciando dello spazio libero ai lati. Versare metà delle mele tiepide. Mettere il restante panettone e le mele. Piegare i bordi dei lati più lunghi, verso l’interno(per far si che in cottura non fuoriesca il ripieno) e arrotolare delicatamente lo strudel su se stesso, dal lato più corto.
Preriscaldare il forno a 180°.
Sbattere il tuorlo con l’acqua e spennellarvi la superficie dello strudel.
Far cuocere in forno caldo per 25/30 minuti.
Lasciar intipiedire e servire tiepido.

Una di quelle cene universitarie...

Durante il periodo universitario, quando andavo a cena dal mio ragazzo di allora (mio attuale marito), c'era un piatto che mi preparava spesso perchè facile, economico e sostanzioso.
E abitando (lui) in un appartamento di soli ragazzi, la rapidità e la sostanza erano obbligatori.
Insalata in casa sua ne ho vista poca...
Così, quando ci siamo sposati e ci siamo traferiti a Treviso, è stato uno dei primi piatti che gli ho preparato. Sapevo di farlo felice.
Solitamente la pasta è l'ingrediente più economico, assieme alle uova, alle verdure. Ma se andiamo sulla carne, il pollame resta in assoluto il più economico seguito dalle salsicce. Senza considerare le interiora.
Così questo piatto racchiude pollo, salsicce, patate, cipolle e aglio. Un piatto perfetto per degli studenti che vogliono spendere poco e mangiare di gusto.
Pronti per la ricetta semplicissima? Vi piacerà. E se avete dei bambini piacerà molto anche a loro...

sabato 21 gennaio 2012

Senza di loro non avrei potuto, non avrei saputo

Quel Giorno preciso la tua vita cambia.


Sei diventata madre. E tante altre cose assieme.


Quando ho avuto il mio primo figlio, scrivevo un diario. Di emozioni, di stati d’animo, di momenti difficili e di solitudine.


Era il mio sfogo. Non avevo altro.


"Ma come, un figlio non ti riempie la vita? Dovresti essere felice e appagata. Come puoi sentirti sola?"


Quante di noi hanno sentito queste frasi dal coro?


Eppure, quando torni a casa dall’ospedale, niente è più com’era.


Tu per prima. E non parlo solo del tuo aspetto un po’ goffo, delle occhiaie, dei dolori del parto. Parlo di te come donna.


Mi sono trovata catapultata in una nuova dimensione: un trasloco in un’altra città che non mi apparteneva, con un neonato, un marito, una casa e una tesi di master da preparare. Tutto da accudire. Me compresa.


Le tue amiche più care, lontane, tua madre, la persona che avresti voluto più vicina viveva in un’altra città e tua sorella cercava di scappare da Milano ogni due week-end pur di starti vicina. Non ti ho mai ringraziato abbastanza per questo, Chiara.


Eppure, eppure ti senti sola in tanti momenti della giornata. Succede. A me è successo.


Perché era una nuova vita tutta insieme, perché nonostante il mio carattere estroverso e solare, in quei momenti vuoi accanto solo persone che ti conoscono nel profondo. Che possono aiutarti con un bambino che piange a tutte le ore del giorno e della notte. E con una casa da mandare avanti. E tu che ti senti fragile, che sei stremata. E non sai se sei pronta.


E poi. E poi accade qualcosa.


O crolli o ti rialzi.


Ed io mi sono rialzata


E ho scelto di diventare madre assieme a mio figlio. Di diventare moglie assieme a mio marito.


Di imparare ad esserlo a 27 anni.






Rinunciando. Noi madri facciamo tante rinunce.


E , dopo 5 anni, lo rifarei.

Perché Tommaso prima e Matteo poi, mi hanno aiutato a crescere, insieme a Christian mi hanno aiutato ad essere la donna che volevo diventare.
Senza di loro non avrei saputo, non avrei potuto.

venerdì 20 gennaio 2012

ALMA. Quando una scuola Insegna.


L'educazione, il rispetto, la disciplina. Il gruppo, le risate, la complicità.
L'avvicinamento al lavoro, il primo stage, le prime delusioni.
Ho ricordi nitidi e precisi del periodo del master post universitario. Era Milano ed era svegliarsi alle 7. Erano i compagni con accenti diversi ed era finire le lezioni alle 18. Era l'avvicinamento ad un mondo nuovo, fatto di pratica e di confronto. Era l'ansia di iniziare lo stage per paura di "non essere capace".


giovedì 19 gennaio 2012

Tortine al cioccolato e mandorle ... buonissimissime!

Giornate piene, queste. Esattamente come tutte le altre da un anno a questa parte.
Oggi ho avuto una lezione al Master del Sole24Ore in Media Relation e nuovi mezzi di comunicazione ed è stato emozionante tornare, dall'altra parte.
Mentre raccontavo della nascita del blog, pensavo a questi ultimi due anni e alla meraviglia di un sogno che diventa concreto.
E mentre ci pensavo, pensavo ... ma oggi non ho cucinato la ricetta per mercoledi?
Ecco, appunto. E allora "riciclo" queste tortine fatte prima di Natale ma mai pubblicate. Variatele a vostro piacimento, con o senza mandorle, con pistacchi o nocciole o pinoli. Insomma, sapete che il cioccolato si sposa meravigliosamente con tutto, no?

mercoledì 18 gennaio 2012

E una mattina, si cambia.

Non ricordo quale fosse il film, ma di sicuro ad un certo punto una tale lei (perché queste frasi appartengono sempre più alle donne e mai agli uomini, anche nei film) dice qualcosa tipo "c'e' sempre un momento in cui puoi fermarti e scegliere".

Che si tratti di un nuovo posto di lavoro, che si tratti di un piatto da decidere se assaggiare o no. Che si tratti di un uomo che ti tradisce, che si tratti di un'amicizia sterile. C'è sempre un momento in cui noi possiamo fermarci e dire "io mi fermo qui".
Per il mio bene, per il rispetto che ho di me stessa, per la forza che mi contraddistingue o semplicemente perché mi va.
Nei film questo momento e' accompagnato solitamente da musiche simil malinconiche/strappalacrime e da flashback ben montati. E così e' facile, pero'. Così si riconosce subito il momento "mi fermo e scelgo".
Ma nella vita vera, no che non ci sono canzoni e montaggi romantici. Nella vita vera capire quando e' il momento di fermarsi e scegliere, e' un gran casino.

Sono sempre stata convinta che nella vita, qualunque scelta tu debba prendere, lo capisci una mattina al risveglio. Una di quelle mattine in cui la notte hai dormito profondamente e stranamente non hai pensato a nulla. Una di quelle mattine in cui la sera prima hai fatto baldoria e ti sei ubriacata. Una di quelle mattine in cui pensi di svegliarti esattamente come tutte le altre mattine e invece ti rendi conto, in un preciso istante che la persona che hai di fianco non la vuoi più accanto. E ti accorgi che quella scrivania in quell'ufficio non ti appartiene. E ti accorgi che il centro città non ti e' mai piaciuto e non capisci perché e' proprio li che hai scelto di vivere. E ti accorgi che le parole di tuo padre, a proposito del fermarsi e decidere, in fondo non erano poi così sbagliate. E ti accorgi che non te ne frega nulla di quello che può pensare la gente, perché improvvisamente ti guardi allo specchio e capisci chi sei. E ti accorgi che tutti quei "si" in fondo erano solo dei timidi "no". E ti accorgi che e' necessaria una scelta, per ricominciare.

Giornate e nottate a pensarci senza trovare una soluzione e poi svegliarsi un giorno e capire che era tutto così semplice.
Ho scelto di licenziarmi una mattina, al risveglio a Roma.
Ho scelto una persona accanto, una mattina al risveglio, guardandola sorridere.
Ho scelto un lavoro, una mattina al risveglio davanti ad un pc sporco di cioccolata.
Ho scelto un percorso, una mattina sbagliando strada.
Ho scelto me stessa, una mattina guardandomi allo specchio.
E ho scelto tutto questo, senza mai pensare di scegliere.  Buffo.
Eppure ogni ragionamento di troppo, mi ha sempre condotto fuori strada.

E allora questo 2012 lo inizio così.  Con meno pensieri e con più mattine.

E che sia così anche per voi. Per tutti voi che mi chiedete quotidianamente cosa fare per cambiare vita. Non lo so. So che vi sveglierete una mattina e sarà tutto semplice. Vi guarderete allo specchio e capirete. E sarà quello il momento in cui vi rimboccherete le maniche, sorriderete e vi andrete a prendere quello che avete sempre voluto.

martedì 17 gennaio 2012

Contest Alce Nero - dettagli importanti.

In attesa dello scrutinio che avverrà giovedi mattina in presenza dell'azienda, chiedo a tutti i partecipanti (blogger e non) di inviare qui o via mail a sorelleinpentola@gmail.com i propri dati composti da:
Nome, Cognome, Indirizzo, Città di residenza e recapito telefonico.

Grazie

C.

Ristorante La Panoramica


Un ristorante così non può che trovarsi in un angolo di paradiso.
Siamo in provincia di Treviso, nella Marca gioiosa.
La Panoramica si erge sulle dolci colline del Montello. Un piccolo pezzetto di paradiso, una vista sulla campagna, sui vigneti e se le giornate sono limpide e assolate si può scorgere anche il mare di Jesolo.
Un luogo davvero incantato.


Ma la Panoramica non è solo questo.
E' la casa di Antonella, Edy, Francesca e Giuliano.
E' la casa che condividono da anni con i loro ospiti, fedeli e fraterni.
E prima di loro, i nonni. Coloro da cui tutto prese vita.
Perchè mi piace chiamarla Casa? Perchè i padroni ti fanno sentire come a casa, ti coccolano, ti guidano in un percorso gustativo fatto di piatti di tradizione trevigiana, ingentiliti dalla mano di Antonella.
Antonella è la moglie di Edy, è una donna minuta, dai capelli ramati, dal sorriso appena accennato che prima di essere cuoca, è madre e nonna. E allora si capisce la qualità, l'accortezza, il lavoro che c'è dietro ogni piatto. "E' come se lo facessi per la mia famiglia".
Antonella ed Edy sono cresciuti insieme e mano nella mano hanno deciso di credere nella loro unione, nelle loro capacità, nella propria terra.
La loro cucina è rispetto per quelle che sono le materie prime del territorio, è un'attenta scelta a quelli che sono i prodotti della stagione, a quelli che sono i frutti del loro orto.
Il loro ristorante, semplice e casalingo, è una forte componente vinicola data dalla conoscenza e dalla sapienza di Edy.
Edy Furlan non ha bisogno di presentazioni. Pionere dell'Ais, Associazione Italiana Sommelier, presidente dal 1993 al 1999, primo sommelier d'Italia nel 1980, terzo classificato a miglior sommelier del mondo, nonchè enologo e patron della Panoramica.
Mentre scrivo questo post, ripenso alla prima intervista che ho fatto ad Edy. Era il 2005, il blog non esisteva ancora ed io stavo preparando la tesi di master sul mondo del Vino e parte della mia tesi parlava dell'Ais così mi sembrava doveroso parlare di colui che all'associazione  ha dato tanto, colui che ci credeva fortemente, colui che ama il vino come fonte viva e soprattutto colui che ha un profondo rispetto per la vite e per tutto quel processo che le permette di diventare un vino buono.
Ma torniamo a parlare del ristorante, da cui la famiglia Furlan non ha mai avuto delusioni. Un luogo che li ha tenuti uniti, che gli ha dato tanto perchè forti della loro unione, del loro lavoro e dei loro sacrifici.


Ogni stagione ha i suoi frutti, ogni piatto viene pensato, realizzato e presentato seguendo la stagionalità e il km 0.  Siamo sul Montello: le patate, i funghi, le erbe spontanee sono parte della tradizione gastronomica di questo piccolo fazzolettino di Veneto. Senza dimenticare il radicchio, la zucca, l'asparago bianco, gli animali da cortile.
Antonella con l'aiuto di Francesca e Giuliano pensa i piatti e insieme li realizzano.

Una tenera immagine di Giuliano e Francesca da bambini, a tavola.

Magari con un apporto fresco e femminile di Francesca che si dedica alla preparazioni di biscotti, torte e crostate (avendo anche due bimbi piccoli da accontentare).
E un apporto innovativo da parte di Giuliano che è l'anima creativa della famiglia. Colui che oltre a dividersi fra sala e cucina, si dedica al Pano Summer, il locale estivo. L'anima giovane e musicale del Montello oserei dire, dove, dal mercoledi alla domenica, dal mese di maggio al mese di ottobre si accendono le luci con menu a tema low cost, birra, calici di prosecco e musica dal vivo per brindare all'Amicizia.
Un sentimento, l'amicizia, a cui  si crede molto in questa famiglia. Un sentimento che ti permette di vivere serenamente.


Quello che vi propongo è un piccolo assaggio del loro menu autunnale.
Mea culpa, ho aspettato un po' a scrivere questo post...ma cosa ne pensate? Ne è valsa la pena?

Insalatina di radicchio, scaglie di formaggio ubriaco e zucca al forno.
Risotto ai chiodini del Montello
Petto d'oca con finferli marinati
Torta di mele selvatiche con gelato alla vaniglia


Un menu che cambia in base ai prodotti locali. E i clienti lo sanno. 
Sanno che in ogni piatto c'è il cambio di stagione, c'è la scoperta di un nuovo sapore che mai li deluderà.
Se vi va di trascorrere una giornata all'insegna del relax, del sapore e della genuinità, questa oasi in mezzo al verde del Montello, fa per voi.

Ristorante La Panoramica
Strada panoramica del Montello, 1
Nervesa della Battaglia, Treviso
tel: 0422-885170

lunedì 16 gennaio 2012

Comfort food tutto italiano

Ultimamente si sente tanto parlare di comfort food.
Ma cosa si può definire cibo del conforto? Un sapore, una ricetta che ci fa star bene, ci coccola, ci scalda, ci ricorda un momento casalingo, dell'infanzia ma non solo.
Io amo i comfort food come direbbe Nigella. Amo le ricette semplici, autentiche, che scaldano il cuore. Soprattutto nei mesi freddi.
A cominciare dalla torta di mele. Il mio sweet comfort food per eccellenza. E lo sapete.
Ma se parliamo di un primo piatto, senza dubbio la pasta e fagioli.
E' un piatto che adoro, che mi riporta a casa, sempre.
Un piatto che ricorda la mia terra, la mia famiglia. Un piatto italiano. 
Nella nostra penisola, tutta, da nord a sud, con qualche variazione regionale, la pasta e fagioli rappresenta un piatto contadino, un piatto di tradizione, di ricordi.

Era il piatto preferito di mio nonno. E quando veniva a trovarci, ricordo che la mamma metteva i borlotti freschi in acqua la sera prima, per farli ammorbidire e renderli perfetti per il pranzo.
Era un piacere vederlo assaporare con un giro d'olio pugliese, come lui, questa zuppa di legumi fumanti.
Ed è stato proprio lui a trasmettermi l'amore per questo piatto così succulento, armonico, semplice e allo stesso tempo difficile da eseguire.
Oggi, per voi, ho pensato ad una variazione veloce pugliese con un ingrediente di raccolta che mio nonno amava e coltivava: le cicorie.
In Puglia è più facile assaggiare favenette e cicore, purè di fave secche con cicorie di campagna. (Altro piatto che adoro e che mi riporta indietro nel tempo). Ma oggi avendo fatto delle cicorie lesse, ho pensato di aggiungerle alla pasta e fagioli e creare così un piatto unico di tutto rispetto, che a mio nonno sarebbe piaciuto moltissimo.
Taccozzelle con cannellini e cicoria di campagna


mercoledì 11 gennaio 2012

Cipolline in agrodolce...in cocotte!

Scrivo questo post da Dubai, con una connessione assurda che si sconnette ogni istante, eppure ...
il blog non aspetta!
Quella di oggi è una ricetta tipica di casa Maci, ma di chissà quante altre case... mia madre le prepara sempre ed è proprio da lei che ho ereditato la ricetta.
Facile, anzi facilissima, ma in cocotte è ancora meglio.
Non mi soffermo a raccontarvi i miei giorni qui perchèci sarà tempo al mio ritorno...prima delle nuove puntate di Cuochi e Fiamme...
a proposito, partecipate?!




martedì 10 gennaio 2012

Ciambella all'arancia per ricordare


Questa è la ciambella che il 6 gennaio, grandi e piccini hanno divorato sulle mura di Treviso, in occasione dell'arrivo dei Magi.
Sarà per il suo profumo d'arancia.
Sarà per la presenza di qualche mela nell'impasto.
Sarà per la sua morbidezza.
Sarà perchè la ciambella rappresenta il classico dolce dell'infanzia e assaporare una ricetta dei ricordi ci fa rammentare di quello che siamo stati.
Sarà che mangiare qualcosa di autentico, ci fa sentire migliori.




Ingredienti: Per una teglia da pizza
4 arance
350 gr di farina
300 gr di burro
300 gr di zucchero
8 uova
1 bustina di lievito per dolci
2 mele
1 limone

Preparazione:
Per prima cosa tagliate le arance e spremetele. Nel frattempo in una ciotola  montate le uova con lo zucchero. Nel microonde o a bagnomaria sciogliete il burro e aggiungetelo all'impasto. Versate la farina al composto di uova e zucchero e aggiungete la spremuta di arance.
Per finire, la bustina di lievito di lievito e la scorzetta di due arance e di un limone grattuggiata. Mescolate bene per amalgamare tutti gli ingredienti. Tagliate le due mele a pezzetti e uniteli al composto.
Riempite una teglia per pizza rivestita di carta forno e infornate per 30 minuti a 180°.
Da mangiare calda o anche a temperatura ambiente...a tutte le ore.

lunedì 9 gennaio 2012

Cake al caffè per un giorno speciale.

No, questa cake non fa parte del programma "ritorna in forma Macy!" (Ci sto ancora lavorando...)
Decisamente no.
Ma non toglietemi gli zuccheri di prima mattina, che divento pazza.
Questa è la mia prima torta al caffè e l'odore che sprigiona è incredibile.
La mattina appena sveglia il mio rituale è caffè amaro (Volluto :-)), latte freddo montato e, oggi ... torta al caffè.
E poi, oggi è un giorno speciale.
Per i 60 anni del nostro adorato papà ... potevo non preparare una torta super?




sabato 7 gennaio 2012

6 gennaio: L'arrivo dei Magi...a Treviso



Gesù nacque a Betlemme di Giudea al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la Sua stella, e siamo venuti per adorarLo».  Seguendo la luce trovarono il Salvatore e gli offrirono oro, che è il metallo più prezioso simbolo di regalità, incenso che è un profumo che si brucia in onore di Dio e mirra un balsamo simbolo della passione di Cristo che darà la vita per l’umanità … Matteo 2,1-12



Ieri pomeriggio, gli abitanti di un quartiere, di una città, di una Marca, quella Trevigiana si sono incontrati per condividere un momento di grande tradizione.
L'arrivo dei Re Magi alla capanna di Betlemme.

Un angelo, una stella cometa a guidare il loro cammino fino al Bambino Gesù.
Tutto questo, sulle mura della città medievale, una città che ha sempre creduto nelle feste tradizionali. Dall'arrivo della vecchia befana, ai panevin sparsi per l'intera marca, al cammino dei Magi contornati da un vero e proprio presepe vivente.
Un presepe fatto di figuranti in abiti contadini e più di mille visitatori felici di prendere parte per un giorno a qualcosa di bello, di coinvolgente, di semplice, di vero.
Una manifestazione alla sua terza edizione, un momento di fede e di convivialità.

"Una giornata diversa", diceva qualcuno.
"Un momento di grande tradizione" dicevano in tanti.

Leggere negli occhi degli anziani, la commozione e l'orgoglio.


Guardare i bambini felici per aver fatto un giretto sul cavallino.
E i piccolissimi entusiasti per aver visto la vecchia befana con tanto di scopa e scarpe rotte.
Brindare all'Amicizia con vin brulè caldo e profumato.
Assaggiare la pinza tradizionale trevigiana.
Essere avvolti da canti  di figuranti e suoni di cornamusa.
Sentire il sole caldo e l'atmosfera che scaldavano i cuori.
Vedere attorno a sè serenità, volti felici, allegri.



Ed è proprio questo lo spirito delle due associazioni che hanno voluto questo evento e del comune che ci ha creduto fortemente.
Far rivivere le tradizioni e soprattutto quelle locali.
Tradizioni profane come la vecchia befana che regalava calze piene di dolcetti e caramelle ai più piccini.
Tradizioni sacre, con la processione dei Magi guidati dalla Stella fino alla capanna.
Tradizioni gastronomiche con polenta cotta come nà volta, sul fuoco, nel paiolo di rame. Con la pinsa, un dolce di origine contadina a base di farina gialla e bianca e ricca di frutta secca. Con i formaggi del Piave e le soppresse. Con il Vin brulè fumante. Con il panettone, simbolo delle feste invernali. E le ciambelle al profumo d'arancia.


 Tradizioni contadine con la riproduzione originale del Cortio trevisan: le casette in legno e il cortile con animali di ogni genere: galline, asini, pecore e cavalli, che i più piccoli hanno gradito moltissimo.
Tradizioni da imparare, con un maestro artigiano che lavorava il legno in modo sapiente.


Tradizioni, leggende, storie, momenti che le Associazioni (il "Quartiere" e "Amici del Cavallo della Marca trivigiana") vogliono conservare, tramandare, far conoscere, far assaporare anche solo per poche ore a chi ha voglia di ricordare con coinvolgimento e a chi ha voglia di viverle per la prima volta con entusiasmo.

venerdì 6 gennaio 2012

Ci piace credere nella befana

Sono le 6.00 di mattina.
I bimbi dormono ancora.
Le calze sono già appese sulle scale da 6 giorni...e questa notte, con la sua scopa e le sue scarpe rotte, la vecchia befana le ha riempite di caramelle, sorprese e qualche pezzetto di carbone.
Da 5 anni abbiamo il rito di appendere il calendario dell'Avvento dal 1° dicembre fino al 25 mattina e le calze dal 1° gennaio fino al 6.
Sono sempre le stesse.
Ognuno di noi ha la sua.
Quella mia e di Christian risalgono ai tempi dell'Università.
A noi piace chiamarla tradizione, affezione, da tramandare poi ai bambini.
A noi piace dipendere da una festività e non solo.
Da un rito.
Ci piace conservare, collezionare.
Ci piace avere delle tradizioni da condividere e da raccontare.
Ci piace immaginare.
Ci piace misurare la nostra crescita segnandola sul muro con un gessetto e capire che la vita aumenta e l'amore con lei.
E ci piace anche credere nella befana, come nelle favole, come in babbo natale, come nelle fate.
Perchè? Perchè ci fanno crescere restando bambini. E credetemi, non è poi così male.



Sento dei piccoli passi...vi devo salutare...ci sentiamo domani...con il racconto della giornata di oggi.
L'arrivo dei re Magi sulle mura di Treviso, oggi, alle ore 15.00 con calzine ricche di dolcetti golosi per i più piccini, vin brulè, polenta, torta di mele e pinza per i più grandi.
Un bel modo di celebrare e brindare insieme.
Un momento di grande condivisione.
Vi aspettiamo...

giovedì 5 gennaio 2012

Tra nuove lentiggini e vecchi rancori, Dubai. Ancora una volta.

"Dedicato a chi resta, perchè sceglie di restare.  Dedicato a chi torna, perché sceglie di tornare. Dedicato a chi iarda casa sua con la meraviglia del forestiero. Dedicato a chi, da lontano, non la perde di vista" 
-Pino Aprile -


Il mio status di Facebook recita "Iniziata depurazione da 1.Cibo 2.Cellulare 3. Persone inutili."
Raccolgo molti consensi quando parlo di persone inutili, moleste o comunque, ci siamo capiti, leggere. Troppo leggere. Ogni nuovo "mi piace" mi fa sentire meno sola e, in fondo, mi ricorda che alle volte, siamo tutti un po' nella merda. Oggi io, domani io? Eh no, eh.

Sono a Dubai mentre scrivo questo post. Accanto a me "Giù al sud. Perché i terroni salveranno l'Italia", mio compagno di questa settimana assolata.
Oggi primo giorno e sono già riuscita a comprare un paio di scarpe. Ma subito dopo sono andata al mercato del pesce e subito dopo ancora, con il mio amico taxista indiano, al mercato della frutta e della verdura.
Ho comprato banane baby che sanno di legno e carote giganti che hanno lo stesso sapore delle banane. Finte bietole che sanno di fregatura e zucchine bianche che ricordano lontanamente il legno delle carote.  E avreste dovuto vedermi entusiasta nel pagare solo 15 euro 4 sacchetti di frutta e verdura. Ecco, diciamo che l'entusiasmo e' durato poco.

Poi, d'improvviso, il mare. Nessuno viene a Dubai per il mare, lo so. Vengo qui da tre anni e ancora alle volte mi chiedo il perché. Ma il mare, beh, il mare. insomma, lo sapete.  Non c'e' neve che tenga.  Una maglietta, un pantaloncino di jeans, un pacchetto di Philips morris one e mi sono goduta due ore di pace.

Gente attorno che non ti guarda, esattamente come io non guardo loro. Nessuna voglia di osservare ma troppa voglia di pensare. La dieta, i chili presi in montagna, le persone sbagliate, quelle che ti cercano, quelle che cambiano, quelle che ridono con te, quelle che ridono di te, quelle che conosci appena eppure quando pensi a loro, sorridi. 

Sono a Dubai, mentre scrivo questo post e in questo primo giorno, tra nuove lentiggini e vecchi rancori, penso che sia necessario scrivere. Come piace a me, sapete. Alla passeggiata sulla spiaggia di oggi, alle chiacchiere costruttive, a tutti i "lascia perdere, non ne vale la pena", a tutti i "ma tu cosa vuoi davvero?", agli abbracci spontanei, alla gente che non ha bisogno di dimostrare niente, agli egocentrici, alle persone sincere, a quelle che non si prendono mai sul serio, a quelle che di una risata ne hanno fatto un modo di vivere.

Macy

Gnocchi di kamut in crema di zucca e mazzancolle croccanti

Mi capita spesso di ricevere un ospite inaspettato.
Un'amica, un collega di mio marito o mio fratello che abitando non lontano da noi, viene spesso a farci visita per vedere i suoi nipotini.
Ieri è proprio andata così, mi ha chiamato dicendomi che sarebbe venuto a pranzo.
A pranzo??? Erano le 11,30. Apro il frigorifero e nulla, a parte una porzione di crema di zucca (avanzata dalla sera prima) e un caspo di lattuga.
E allora l'amico congelatore è venuto in aiuto per il fratello dell'ultimo minuto!
Mazzancolle e gnocchi preparati e congelati la settimana scorsa.
E allora Angelina ha creato un menu perfetto per il fratellino e non solo.
Avendo scongelato mezzo chilo di mazzancolle, ho preparato anche un piccolo antipasto che Stefano adora. Sto parlando del cocktail di gamberi. Essendo lui un nostalgico amante di quei mitici piatti anni 80', il cockail con la salsa rosa e la lattuga è stata una buona idea.
E come piatto principale gnocchi di patate e kamut in crema di zucca (quel bicchiere che mi era rimasto in frigorifero) con mazzancolle spadellate al brandy.
E per concludere in dolcezza, una fetta della miglior torta al cioccolato casalinga mai assaggiata (la ricetta nei prossimi giorni) e una buona tazzina di caffè fumante.
Dite che ha gradito?


mercoledì 4 gennaio 2012

Cake al mais e semi di papavero

2 gennaio 2012.
E' ufficialmente iniziato un nuovo anno insieme a voi. E oggi lo festeggio con l'ennesima cake, ma fatta con la farina di mais e i semi di papavero.
La ricetta arriva direttamente dal libro Cake dolci e salati di Tommasi (io amo quella collana di libri, li ho comprati TUTTI!).
E mentre io sarò in montagna o chissà dove, voi godetevi questa cake.
E a tutti, un augurio di un anno meraviglioso.
Chissà che il vostro sogno non si realizzi ...



lunedì 2 gennaio 2012

Rustico ripieno. Decisamente troppo ripieno.

Quei rustici che mia madre prepara sempre e che regolarmente finiscono ancora prima di sederci a tavola. E dire che pensavo di mettermi un po' a dieta in questi giorni post natalizi.
Macchè. Impossibile.
Tra 20 giorni ricominciamo Cuochi e Fiamme e io a breve esploderò.
Mentre penso a cosa fare per rimettermi in forma (avete consigli?), voi gustatevi questa leggerissima brioche salata.
E variatela come preferite!



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