venerdì 29 giugno 2012

A Giugno, sorrisi.

Il caldo insopportabile dentro il mio appartamento centrocittà senza aria condizionata. I braccialetti comprati ai mercatini hippie di Ibiza. La maglietta di Marni con quell'animale non ben identificabile.
I primi sei giorni di ferie, l'amica a cui puoi raccontare tutto, la paella di pesce indimenticabile. 
La notizia lavorativa che mi cambierà la vita, da settembre, e il piumone colorato che è ormai il caso di togliere.



giovedì 28 giugno 2012

Con 40 gradi ... insalata!

Ok, lo ammetto. Sto mangiando fuori praticamente ogni giorno, ma nel mio appartamento milanese regna il caldo. Ci saranno 40 gradi e se ne percepiscono 60, credo. Non si dorme la notte, quindi immaginatevi l'idea di cucinare... accendere fuochi e fornelli. Aiuto.
Ora, mentre l'uomo del condizionatore da 4 ore sta provando a lavorare alla mia salvezza, io preparo un'insalatina banale ma fresca e ottima.
E vi dirò di più...a forza di insalate a pranzo e cene fuori la sera, sono riuscita a perdere una taglia :-)
E senza dieta. Dai che non tutto il male vien per nuocere.



mercoledì 27 giugno 2012

Orecchiette al profumo di mare

 A forza di mangiare insalate in questi giorni, avevo perso il gusto di un bel piatto di pasta. E così oggi me lo concedo. Faccio male?
Orecchiette pugliesi, carciofi, gamberi e polipetti. Un piatto saporito che profuma di mare.
E visto che il mare non l'ho ancora visto causa lavori in corso, mi consolo con questo piatto che me lo ricorda.
Buona giornata amici.

Lo so, lo so. Mi direte "dove trovo i carciofi?" Nel congelatore! Sapete che può diventare il vostro miglior alleato in cucina? Quando è stagione e quando sono nel pieno del gusto, li pulisco, li taglio a fettine e li sbollento appena. Li lascio raffreddare e li congelo in sacchetti così da averli sempre pronti anche quando la stagione è finita!



Ingredienti: per 4 persone
400 gr di orecchiette
15 gamberi freschi
4 carciofi
1 polipo
olio evo
prezzemolo
aglio
peperoncino (facoltativo)

Pulite e lavate bene il polipo e scottatelo in acqua salata per 15 minuti. Non deve lessare. Terminerà  poi la cottura in padella. Scolatelo e tagliatelo a pezzetti, deve rimanere galloso. Nel frattempo in una padella  fate un soffritto di olio e aglio. Aggiungete i carciofi tagliati a fettine e il polipo a pezzetti.Salate a piacere. Fate cuocere per 5 minuti  aggiungendo un po' di vino bianco. Per ultimo unite i gamberi che cuoceranno in pochi minuti. E il prezzemolo.
Quando le orecchiette saranno cotte scolatele nella padella e amalgamate bene tutti gli ingredienti.
Sentirete che sapore!






martedì 26 giugno 2012

Ibiza y Formentera. Qualche consiglio gastronomico e non solo.

C'è chi, come me, tra le due sceglie sempre Formentera. Per il mare meraviglioso, per il relax degli aperitivi sulla spiaggia, per le cenette in angoli meravigliosi vista mare.
Ma anche per la passeggiata tra le bancarelle di Es Pujols, l'aperitivo a St. Francesc, le foto e la vista spettacolare al Pilar de la Mola.
Eppure, quest'anno, ho riscoperto Ibiza e le sue calette.
Insomma Ibiza non è solo Amnesia, Pacha, DC10 e compagnia bella. Ibiza è tanto altro.
I ristorantini nascosti da scovare, una birra e qualche pezzo di pane e pomodoro a St. Gertrud, le spiagge meno turistiche e i mercatini hippie dove comprare braccialetti e mille ricordini.



lunedì 25 giugno 2012

Qualcosa di fresco!


Una di quelle ricette nate per caso ma subito capite e amate!
Situazione tipo: Amici  che si fermano a cena, creare qualcosa da stuzzicare assieme  alle bollicine, ingredienti nel mio frigo: 1 mela, 1 confezione da 100 gr di trota affumicata, 1 confezione di pesto che sta per finire, un sacchettino con qualche fogliolina di spinacini freschi.
Bene, questo è quello che ho creato. Che ne dite?
Voi cosa avreste fatto? Sono curiosa!



Ingredienti: per 4 persone
100 gr di trota affumicata
4 foglie di spinacino fresco
1/2 mela
olio evo, sale
pesto al basilico.

Sminuzzate la trota affumicata creando dei cilindretti che adagerete su una fogliolina di spinacino. Terminate con una sfoglietta sottile di mela e qualche goccia di pesto al basilico. Olio evo e sale.

Buona settimana a tutti.

giovedì 21 giugno 2012

Sud-cake

Vi piace come nome? Volevo far capire che era un plumcake dai sapori del sud, ero un rustico dall'accento meridionale, era una ricetta che aveva il colore e il sapore del sole, della terra. E allora Sud Cake.
Spero vi piacerà...è un ottima ricetta anche per il week-end: per un aperitivo, per una cena in giardino e perchè no, anche per un pic nic.
Ah, è facilissimo...oltre ad essere divino e tanto gustoso.






mercoledì 20 giugno 2012

Mimmo Alba. Un Siciliano a Napoli.

Succede che ricevo un invito in quel di Napoli.
A farmelo, Silvia Ranzi, per conto di uno chef siciliano, da poco approdato nella meravigliosa Napoli.
Il suo nome è Mimmo Alba. Qualcuno di voi lo conoscerà per la sua ricercata eppur semplicissima cucina. Qualcuno lo avrà solo sentito nominare. In entrambi i casi, voglio raccontarvi la sua storia. Una storia che ha dell'incredibile e che riesce a rendere incredibile ogni suo piatto.


Sapete come sono fatta. Mi appassiono alle persone. Mi ci affeziono con lo stesso entusiasmo che metto in quello che cucino e in quello che ho la fortuna di assaggiare. Mi piace sentire l'anima della gente e ancor di più l'anima che i cuochi devono saper trasmettere, per colpirmi.
E' sempre la solita storia della passione, u know. Che non passa mai di moda, ahimè.

E insomma, dicevamo di storie appassionanti. Eccone una.


martedì 19 giugno 2012

Tortelli di soia con spinaci, pinoli e uvetta


Uau, ma è pieno di un sacco di cose buone”. (esclamazione fatta da un amico di mio figlio, di 5 anni, alla vista del nostro frigorifero aperto). Ecco, il mio frigo è questo: un contenitore di cose buone. Rappresenta la mia cucina: prodotti freschi che vanno dal latte ai formaggi, dalla verdura alla frutta, dalle uova agli yogurt, dal pesce alla carne, dalle marmellate alle bevande. E quando parlo di bevande penso innanzitutto all’acqua che non deve mai mancare in questa calda stagione ma anche al vino bianco e alle birre. Mi piace sapere di avere una birra fresca in frigo, pronta per l’amico improvviso, per il marito assetato, per una grigliata in giardino e magari per creare qualche ricetta originale.
E da buona emiliana ho pensato per l'aperitivo di questa sera a tortelloni di farina di soia ripieni di spinaci, pinoli e uvetta. Un erbazzone rivisitato da abbinare ad una splendida Pils prodotta a bassa fermentazione, dal colore giallo paglierino, dal gusto secco con note di cereale e intenso aroma di luppolo. Una Theresianer Premium.









Quanto piace la birra agli italiani e come gli piace berla d’estate con quello che hanno nel frigo?
La risposta ci viene dalla ricerca “Gli Italiani e la birra 2012”, realizzata da ISPO per AssoBirra - l’Associazione nazionale dei produttori della birra e del malto - che quest’anno fra l’altro ha “curiosato” in 1.200 frigoriferi di italiani.
 Per questo AssoBirra lancia l’iniziativa “Cosa c'è nel tuo frigo? Una birra e...”, che si sviluppa principalmente sul web.  E a cui partecipiamo anche noi con questa ricetta.

 Ingredienti:
Per la pasta briseè:
300 gr di farina 00
200 gr di farina di soia
250 gr di burro morbido
80 gr di acqua ghiacciata
sale q.b.
Per il ripieno:
400 gr spinaci già lessati
55 gr uvetta
50 gr pinoli
200 gr ricotta
sale q.b.
1 uovo
 Lavorare insieme le farine e il burro freddo e aggiungere poco a poco l'acqua e il sale fino a creare un impasto liscio ed omogeneo.
Avvolgere l'impasto nella pellicola trasparente e lasciarlo riposare in frigorifero per 15 min prima di utilizzarlo. Nel frattempo mescolate nel frullatore gli spinaci lessati con la ricotta, un uovo, parmigiano reggiano e sale. Aggiungete l'uvetta e i pinoli e mescolate con un cucchiaio affinchè non si rompino.
Stendete poi la sfoglia di brisèe e tagliate dei quadrati di 5 cm dove metterete un cucchiaino di ripieno di spinaci. Ripiegate a metà formando un triangolo. Fate aderire bene i bordi e congiungete le estremità ad anello avvolgendo il tortello al dito medio. Posizionateli su una teglia rivestita di carta forno e fate cuocere per 20 minuti a 180°.






http://www.birragustonaturale.it/










lunedì 18 giugno 2012

Casarecce di Gragnano al pesto di fave, bocconcini di salsiccia e mandorle

Quanti di voi aspettano la domenica per una grigliata in giardino con gli amici? Io sono una di quelle.
E così domenica mattina vado a fare la spesa al Panorama, mi dirigo al banco macelleria e scelgo tra le tante proposte invitanti. Costicine, pollo, filetti di manzo, spiedini con verdure di stagione e soprattutto lei: la salsiccia. In un barbeque che si rispetti non può mancare.
E dopo aver trascorso una splendida domenica in compagnia di tante cose buone e soprattutto degli amici più cari, c'è sempre qualcosina che avanza. O meglio, Angela non apre tutte le salsicce. Ne conserva due in frigorifero per il giorno dopo.
Insegnamenti della mamma, consigli della nonna, chiamateli come preferite. Sta di fatto che quelle due salsicce mi hanno salvato il pranzo.
Per dare un tocco di gusto in più al pesto di fave, la salsiccia rosolata è perfetta, non credete?
Un piatto di riciclo, un piatto invitante, delicato con le fave ma anche di carattere grazie alla salsiccia, direi.
E allora, seguite i miei consigli, quando preparate il barbeque, tenete qualcosa da parte per il giorno dopo. Vi saprà stupire.
Buona settimana a tutti.


sabato 16 giugno 2012

Griglie Roventi 2012...stanno arrivando!



Eh già. Per tutti quelli che lo scorso anno avrebbero voluto partecipare, per tutte quelle che avrebbero voluto vedere i propri mariti e fidanzati in finale, per tutti quelli che "Io sono il re della griglia", per tutti i curiosi e i golosi, beh il Campionato del Mondo di Barbeque sta per tornare per la 7° edizione!



 Due gli appuntamenti dell’edizione 2012: si parte sabato 23 giugno alle 21 a Rosolina Mare (Rosolina, RO) , con 50 griglie disposte nell’accesso al mare di via del Moro. La finale si terrà invece come da tradizione a Caorle, giovedì 26 luglio alle 21, con 130 griglie disposte sulla spiaggia di levante, dove migliaia di persone (oltre ventimila la scorsa edizione) si uniranno per godersi lo spettacolo.

Le novità di quest'anno? Si cucinerà sulle griglie a carbonella.
A differenza degli anni scorsi le griglie non saranno più alimentate a gas ma con le braci, per essere ancora più vicine alla tradizione del barbeque e creare una nuova difficoltà per concorrenti sempre più agguerriti, che dovranno dimostrare di cavarsela anche con una formula di cottura che rende la griglia meno omogenea.


E poi la quota d'iscrizione ridotta sarà in parte donata ai terremotati dell'Emilia Romagna. Quindi un motivo in più per partecipare. Divertendosi, aiutando. Cosa c'è di più bello? E voi sapete quanto per me sia importante poter far sentire agli amici emiliani che ci siamo.




Ma cos'è Griglie Roventi? Molti di voi non conoscono questo evento che ha rivoluzionato l'idea di griglia in Italia. Una sfida che ha segnato le ultime estati. Un fenomeno che nasce da un'idea, dall'incontro di persone, da un'intuizione diventata concretezza nella primavera del 2006.


Non una semplice gara culinaria, ma uno spettacolo fatto di colori, musica e un entusiasmo contagioso: coppie provenienti da tutto il mondo, dall'Italia all’Australia, al Brasile, dal Sudafrica all'Europa, si sono messe alla prova per conquistare i favori del pubblico e della giuria.

In cosa consiste la gara? Una formula molto semplice: le 180 coppie di cuochi si sfidano per la migliore grigliata. Il materiale fornito dall’organizzazione è uguale per tutti, a cominciare dalla griglia Ferraboli e dalla carne, rigorosamente carne veneta garantita da Coldiretti. Spetterà a ogni concorrente mettere in campo la propria abilità culinaria e, attraverso olii, spezie, contorni e ingredienti segreti, cercare di rendere unico il piatto.

Chi giudicherà i piatti? Una giuria composta da chef, operatori del settore e giornalisti enogastronomici avrà il compito di giudicare i partecipanti sulla base di quattro criteri: cottura della carne, gusto, presentazione del piatto e simpatia dei cuochi. E il presidente di giuria, quest'anno, per la prima volta, sarò io, la vostra Angela. Potevo forse perdermi una festa così? Vi assicuro che ci sarà da divertirsi.
Oltre alla sfida? Il pubblico potrà godersi, oltre alla gara, uno spettacolo esilarante fatto di musica e simpatia, condotto da Gianni Fantoni, direttamente da Zelig, accompagnato a Rosolina da Silvia Caravello, meteorina di Antennatre, e dal duo comico “le Bronse Querte”. A Caorle invece al fianco di Fantoni ci sarà Francesca Romana Barberini, volto noto del Gambero Rosso Channel e la musica dei “6 come sei”.

E da bere? Il pubblico potrà conoscere e degustare i vini del Consorzio Vini Venezia, Consorzio Tutela Prosecco Doc, e Consorzio Tutela Vini del Montello e Colli Asolani Doc in una speciale “enoteca itinerante” che seguirà la manifestazione.




Tutti possono provare a diventare i Campioni del Mondo di BBQ. Voi cosa aspettate?
Se vi sentite dei maghi della griglia e volete mettervi alla prova, questa è l'occasione giusta!
Vi aspetto numerosissimi.



Per informazioni e iscrizioni: www.griglieroventi.it

venerdì 15 giugno 2012

Al mercato - Burger bar.

Sarò sincera. Come sempre, d'altronde.
Da quando vivo a Milano, la mia vita giàincasinata è diventata superincasinata. Manca il tempo per tutto ciò che non è lavoro, ci sono grandi novità in arrivo, ma alla scoperta dei ristoranti non rinuncio certo.
E allora, tralasciando Matias (Pont de Fer) dove vado sempre più spesso, ne ho scoperti tanti, tanti.
Beh, prezzi alti e qualità discreta, per tanti.
Prezzi alti e qualità scarsa, per molti.




Una buona scoperta è stato l'hamburger de "Al mercato".
Ci sono i posti che vanno di moda. Soprattutto qui a Milano. E per un periodo non si parla d'altro.
Questo è sicuramente uno di quelli.
Ma un'amante dell'hamburger come me, poteva non farci un passaggio?

Ho detto Ni a quello di Ham, ho detto Ni a quello di Mama Burger, Ni anche a quello del California Bakery. Mi manca Tizzy's e lo proverò.
A questo dico Si.
Io ho preso il basic, ma a scelta potete aggiungere confettura di cipolle rosse, salse speciali, foie gras, avocado.
E potete sgranocchiare anche sfizi come le cervella fritta con aioli, le patate fritte a bastoncino o a chips, le onion rings, le alici sott'olio. O buttarvi sullo street food dal mondo con nachos, yakitori di frattaglie di pollo e manzo, panino con lampredotto...

Insomma locale minuscolo con cucina a vista e buona qualità.

Da provare l'hamburger di tartare.

Lo chef è Beniamino Nespor, già allievo di Sadler, Martin Berasategui e chef del Don Carlos a Milano.
Con lui, Eugenio Roncoroni.

Nella stanza adiacente al Burger bar, il ristorante gastronomia. Appena lo provo, vi aggiorno!


Per info:
Al Mercato srl
Via Sant’Eufemia 16, 20129 Milano
tel 0287237167
fax 0287237265
mail. info@al-mercato.it

giovedì 14 giugno 2012

Quelle scosse che ti cambiano la vita!

Sono emiliana, nata e cresciuta per tanti anni a Bologna, la mia città dell’anima. Dei ricordi.
E tra i miei ricordi universitari c’è anche Mirabello, un piccolo paese in provincia di Ferrara che rappresentava per un gruppo di amici, l’evasione verso la genuinità.
Mirabello era Alessio, sua zia e i meravigliosi tortelli alla zucca, era la festa della birra, era il pranzo nel giardino della casa di suo padre, erano le risate, i progetti, i sogni di un gruppo di ragazzi di 20 anni. Erano le passeggiate per il paese e l’aperitivo al bar della piazza.
Era la spensieratezza, la gioia di Angela, Carla, Matteo, Alessandra, Sara, Antonia e Alessio e visto che Mirabello la porto nel cuore come tutti i miei ricordi più belli, vorrei poter condividere con voi la lettera che un amico mi ha scritto qualche giorno fa. Vorrei poter farvi sentire il dolore e la forza di un ragazzo che aveva, che ha e continuerà ad avere tanti sogni. Ma quei 20 secondi...gli hanno cambiato la vita.

 "Cara Angela,
non so nemmeno come iniziare questa mail, vista la mole di eventi allucinanti che sono successi in quest'ultimo periodo. 20 secondi ci hanno cambiato la vita... in questi 20 giorni circa, è ricambiata altre 100 volte.

Sabato 19 io e Giorgia siamo partiti alla mattina presto in direzione Toscana, per il matrimonio di amici.
Alle 4 di notte dopo i festeggiamenti,mentre dormivamo, ho sentito il cellulare in vibrazione sul mio comodino, ho risposto ancora incosciente e ho capito soltanto che al telefono era mia zia, che faceva degli urli disumani, ma non riuscivo assolutamente a capire cosa dicesse. 5 secondi di comunicazione e poi stop: non sono più riuscito a comunicare con casa... non sapevo cosa fosse successo. Nonostante ciò, io e Giorgia abbiamo deciso ugualmente di partire in piena notte, senza aspettare aggiornamenti, e mentre ci siamo messi in macchina e ci siamo avviati per l'autostrada, non riuscivamo ancora a comunicare con nessun numero dei miei parenti, per cui la preoccupazione aumentava. Dalla radio però non arrivavano notizie allarmanti. Dopo circa un'ora di viaggio, riesce a chiamarmi mio padre e mi dice (testuali parole): "Ale, dimmi dove hai le chiavi della porta dietro casa tua, perchè non riusciamo ad aprire la porta davanti, perchè si è 'spostata' casa tua"... allora sai, di fronte a una notizia del genere mi è anche venuta una domanda stupida e gli ho chiesto "ma solo casa mia o tutte?" (pensavo che magari la mia, essendo più vecchia, avesse avuto un cedimento strutturale"), e lì mio padre mi ha informato che c'era stato un forte terremoto e avevamo avuto tutti dei danni.. Black out mentale. Oltretutto Giorgia ed io non sapevamo nemmeno ancora se Gastone, Muttley e Mordicchio fossero sopravvissuti, e abbiamo dovuto aspettare una buona mezz'ora per essere rassicurati in tal senso.



Man mano che procedeva il nostro viaggio, cominciavano a dare per radio le prime notizie del terremoto, segnalando da prima una magnitudo lieve, poi pian piano a comunicare di crolli di campanili, capannoni, ed i primi morti... L'idea che la situazione fosse piuttosto grave cominciava ad insinuarsi nelle nostre teste, però allo stesso tempo il mio cervello mi diceva "siamo in Emilia Romagna: non può venire il terremoto da noi"... arriviamo a Bologna, attraversiamo la provincia e non c'è il minimo danno a strutture, nulla di crollato, non una piccola crepa che facesse pensare male. A pochi chilometri da Mirabello abbiamo cominciato a vedere vecchi fienili, mezzi crollati, o col tetto disagiato, e mi stavo facendo l'idea che solo le strutture più vecchie, e semi abbandonate, avessero ceduto. La situazione si è fatta molto più grave quando siamo arrivati a pochi metri da Mirabello, nella zona industriale: tutte le aziende che conoscevo, e nelle quali fino a pochi mesi fa avevo portato curriculum, erano crollate, letteralmente. Ho fatto gli ultimi 2 km con un senso di sgomento, ma ero ancora fiducioso: la gravità è aumentata quando ho trovato la strada principale di Mirabello chiusa al traffico e, dovendo passare per una strada su un argine, ho visto il terribile spettacolo della nostra chiesa completamente sventrata, lungo tutta la navata. In quel momento le speranze erano a zero, ma arrivando a casa nostra, ti devo dire che vedendo la facciata frontale, un pò mi ero fatto coraggio: c'erano solo un paio di crepine che partivano dalle finestre e andavano verso la porta, il cancello tutto imbarcato, e la pavimentazione esterna visibilmente irregolare, per rialzata e ribassata per una decina di centimetri. Il brutto dello spettacolo è stato vederla sul retro, con una crepa verticale nella cantina che faceva vedere l'interno della stessa cantina, e altre varie crepe molto gravi. Sono entrato soltanto io in casa, lasciando per un attimo Giorgia in compagnia dei nostri vicini, sconvolti: in quel momento mi è crollato il mondo addosso... era tutto per terra, vetro dappertutto, calcinacci, crepe... tutti i battiscopa, in pietra, si erano staccati dal muro, ed erano sparsi per casa, c'erano crepe sul volto della cucina, da una parte all'altra, dalla cucina al bagno. La scala non appoggiava più nella sua regolare sede, ed era pericolante. La parete frontale, vista dall'interno sembra dover cadere da un momento all'altro, essendo crepata su tutto il perimetro. I pavimenti tutti crepati, sia al piano superiore che al piano inferiore. L'apocalisse. A quel punto io mi ero fatto l'idea della gravità delle cose, ma con Giorgia ci siamo anche messi a ripulire casa, confortati anche dal parere di mio papà, che tutto fosse riparabile e superabile, senza particolari spese esose.

 Dopo un pò abbiamo visto le case di mia zia, di mio padre, e quelle dei nostri vicini: per altri aspetti, ma tutte sembravano decisamente lesionate, tranne forse quella di mio padre, che sembrava quella più facilmente recuperabile. Poi abbiamo pranzato, e nel primo pomeriggio, devastati, ci siamo messi un pò a letto, visto che alla notte non eravamo riusciti a riposare se non per 2 ore. Giusto il tempo di addormentarci (in casa di mia zia, perchè camera nostra già non sembrava agibile), ed è arrivata una nuova scossa, potentissima: non si può spiegare quanto si sia inermi ad un evento del genere

Tutto il mio quartiere è sfollato, a conti fatti saremo una ventina di famiglie senza casa (solo nel mio quartiere, mentre a Mirabello le case e attività inagibili sono più di 500!): alcuni si sono organizzati prima con roulottes, e poi affittando appartamenti nei dintorni. Tutto questo, soltanto sulla base della paura e della prima auto valutazione delle nostre case. Nel frattempo casa mia è peggiorata giorno dopo giorno, forse con le scosse di assestamento, e prima ha cominciato a piovere abbondantemente dal tetto (direttamente in camera da letto, sui mobili e sui nostri vestiti), poi anche il sottotetto ha cominciato a cedere, e si era imbarcato tutto il soffitto della nostra camera da letto: ora ho dei pilastri in ferro che in qualche modo sostengono il sottotetto, ma non posso certo evitare che piova dentro. Non rivedrò più la mia casina, o meglio non potrà più viverci dentro: tutta la fatica per ristrutturarla, e tutti i soldi che ci ho buttato, annientati da 20 secondi di sisma: tutto inutile; non ci resta che sperare che non crolli per intero, e in futuro di poter portar fuori i nostri ricordi,e qualche mobile, per poter iniziare dalle nostre radici, dalla nostra memoria di un passato felice.

 Nel giro di 10 giorni poi, tutti abbiamo avuto una o più visite dai Vigili del fuoco, che ci hanno intimato di lasciare le case, e ci hanno dato un’ora di tempo, aiutandoci a portare via le cose più strettamente necessarie: fra tutte le esperienze della mia vita, questa è stata certamente la più umiliante. Oltretutto ho dovuto prendere un po’ la situazione in mano perché mio padre non si aspettava che lo allontanassero definitivamente da casa, ed è rimasto sotto shock, incapace di prendere qualsiasi decisione, ne di iniziare a portar fuori casa le cose di prima necessità. Ora tutto il mio quartiere è transennato con il nastro bianco e rosso dei Vigili del Fuoco, e qua e là vari cartelli avvertono del rischio di crolli. Il silenzio è disarmante, e la mancanza di vita è surreale.

Dopo 3 o 4 giorni, era comunque evidente che in casa mia non ci fosse più nulla da fare, e non riuscivo più a passare le giornate seduto davanti a casa mia su una seggiola pieghevole, in attesa dei Vigili: così, vista la necessità urgente, ho deciso di darmi al volontariato, e quindi abbiamo costruito il tendone/struttura dove ora teniamo la messa, e le scuole medie; poi ho aiutato a portar fuori statue e quadri dalla chiesa, e vuotato l’archivio del Comune, tutti lavori piuttosto rischiosi: così, su consiglio di un mio superiore,ho deciso di iscrivermi alla Protezione Civile, continuando a rendermi utile per il mio paese, ma almeno in sicurezza, con un’assicurazione: un giorno mentre stavamo facendo un intervento vicino alla chiesa ne è crollata un’altra piccola parte, e anche se è successo a 20 metri da noi, posso assicurarti che i mattoni che cadono a terra fanno un suono veramente sinistro, e ti fanno pensare a quanti rischi si prendono, e che è tutta questione di momenti e casualità.

Dalla prima scossa, domenica 20 maggio, ci stavamo un po’ riprendendo: il paese cominciava a riorganizzarsi, la macchina dei soccorsi procedeva bene, e la gente cominciava a rincuorarsi un po’: ci ritenevamo quasi “fortunati” perché il sisma è stato alla 4 di notte; fosse stato alle 10 del mattino, sarebbero morte decine di bambini e centinaia di persone, perché in chiesa si sarebbero celebrate le cresime); si pensava che tutto fosse finito, e si potesse tornare pian piano alla vita normale: invece martedi mattina, il 29 maggio, una nuova fortissima scossa nelle nostre zone ha devastato paesi come Cento, e molti paesi e piccole cittadine nella provincia modenese: noi l’abbiamo sentita molto forte, ma non abbiamo avuto altri crolli. Purtroppo però era un giorno lavorativo, e molti operai sono rimasti sotto le macerie delle loro fabbriche. Tutto da rifare: i sopralluoghi per le agibilità sono ripartiti da zero; chi era rientrato con coraggio in casa propria, è tornato a dormire in tenda; gli sfollati che erano in calo (circa 60 persone la notte prima) sono tornati in poche ore pi di 500 (almeno quelli ufficiali in tendopoli, perché molti, stoicamente, dormono in macchina o si sono organizzati per conto proprio, da buoni emiliani che non “devono” chiedere aiuto a nessuno.

In questa seconda forte scossa anche l’azienda in cui devo andare a lavorare (a Crevalcore) ha subito danni, specialmente nel capannone dove sono situati gli uffici; beffa su beffa, sono senza casa, ed anche senza lavoro: avrei dovuto iniziare la mia nuova esperienza lavorativa l’ultima settimana di Maggio, invece ora devo aspettare che rinforzino le strutture, che ottengano nuovamente l’agibilità, e poi forse la prossima settimana inizieremo, almeno l’attività degli uffici, all’interno di container e prefabbricati esterni: il rischio concreto è che i clienti storici vadano da altri fornitori, e non possano aspettare i tempi tecnici della burocrazia italiana post terremoto. Questo è il concreto rischio per tutta l’economia emiliana, e non solo, direi di tutto il nord Italia: tanto per farti un esempio, l’azienda dove lavora mia moglie è in difficoltà perché ha varie aziende in Emilia dove fanno delle sottolavorazioni ai loro prodotti: con le aziende crollate, anche la sua azienda nel veronese va in seria difficoltà.

L’ultima forte scossa di ieri mattina, con epicentro in Romagna, rischia di mandare gambe all’aria anche il turismo di una regione che invece avrebbe almeno bisogno di quel settore funzionante a pieno regime. Non ci resta che sperare che tutto smetta, e continuare a rimboccarci le maniche.

Questo è quanto cara Angela: avrei altre 500 mila cose da raccontarti, e da sfogarmi in una mail fiume, ma non voglio ammorbarti con altre storie, tutte dolorose, che purtroppo hanno come tema principale sempre il terremoto. Le banche che non ci stanno aiutando, e anzi ci ostacolano. Lo Stato che viene nei luoghi del terremoto a farsi pubblicità, ma poi non aiuta. La splendida risposta della gente “normale”, e tutti gli aiuti in generi di prima necessità che ci hanno fatto arrivare (sono spesso in contatto con 3 squadre di ragazzi di Lugo, che ci hanno portato di tutto: tende, brandine, acqua, cibo, e si sono prodigati in mille modi per aiutarci anche nel futuro, quando ci sarà da ricostruire una comunità ed un paese).

Tra poco parto e vado a prendere servizio anche oggi per la Protezione Civile: in giornata è atteso Napolitano nei nostri luoghi, ma come abbiamo disertato la parata del 2 Giugno e la visita del Prefetto a Mirabello, lo stesso faremo oggi, continuando a lavorare come gli altri giorni senza prestare attenzione ai chiacchieroni che vengono a prometterci la luna, e poi ci lasciano con le nostre macerie.

La realtà dei fatti è che non so cosa sarà di me, ne oggi nel concreto, e nemmeno del mio futuro, a breve e lungo termine. So solo che continuerò a fare il mio dovere, comportandomi come mi dice la mia coscienza, contro ogni difficoltà. Ho le energie sotto zero, i nervi a fior di pelle, e l’umore che non sempre mi sostiene a credere che ne verremo fuori. Cerco di darmi forza guardando la mia famiglia che è tutta salva, ripartendo da mia moglie, dai miei animali. Cerco di credere che qualcosa si muoverà, e mi attacco agli slogan: Forza Emilia! Teniamo botta!"


Ho voluto pubblicare questa lunga lettera di un amico, di un ragazzo, di un marito, di un figlio, di un fratello, di un cittadino italiano, un emiliano che ha perso la casa che aveva costruito con sua moglie, ha perso la casa di quand'era bambino, ha perso la chiesa dove andava la domenica, ha perso il suo lavoro, ha perso il suo paese.
Ma Alessio non ha voglia di perdere ancora. Alessio (e come lui tanti ferraresi, modenesi, emiliani) ha voglia di costruire, ha voglia di credere nell'aiuto della gente, nelle parole ma soprattutti nei gesti di chi non vuole nascondersi. Ma ha voglia di venir fuori.
Vi chiedo di aiutare i paesi di Mirabello, di San Felice sul Panaro, di Crevalcore, di Cento, di San Carlo, di Mirandola, di Cavezzo, di Finale Emilia e tutti quelli che ho dimenticato di citare.Vorrei che tutti potessere per un attimo immedesimarsi e sentire, vivere quello che persone come Alessio, Giorgia, Massimo, Greta, Stefano, Luca, Fernando stanno vivendo. Potrebbe succedere anche a noi, la terra continua a tremare, ci sono state scosse in Friuli, in Romagna, in Toscana.
Aiutiamoli a non sentirsi soli e abbandonati! Grazie per quello che riuscirete a fare. Grazie di cuore!

TERREMOTO IN EMILIA ROMAGNA

UN AIUTO CONCRETO ALLE POPOLAZIONI COLPITE DAL SISMA.
CONTO CORRENTE: finalmente è stato attivato il conto corrente per la raccolta fondi pro-terremoto, nello specifico per il Comune di Mirabello (FE).

Il conto corrente si appoggia alla Tesoreria del comune di Mirabello. Vi lascio qualche estremo:
Cassa di Risparmio di Cento:

IBAN: IT 56 S 06115 67290 000000 271623

CONTO CORRENTE POSTALE: N. 14941447

Intestato a Comune di Mirabello – Servizio Tesoreria

INDICARE SEMPRE LA CAUSALE: “CONTRIBUTO PRO-TERREMOTO COMUNE DI MIRABELLO”



(Immagini dal web)



mercoledì 13 giugno 2012

Plumcake facilissimo al triplo cioccolato

Ci sono giorni in cui la voglia di cioccolato si fa sentire maggiormente e allora perchè non festeggiarla con un dolce meraviglioso che piacerà a grandi e piccini?
Lo so che in pasticceria non si dovrebbe inventare più di tanto...ma seguire le dosi giuste.
 Vi assicuro che questo dolce è un esperimento inventato ben riuscito.
Non mi credete? provate a farlo anche voi e mi direte se non è meraviglioso...
Visto che domani aiuterò degli amici per un pranzo con dei ragazzi disabili, ho chiesto loro qual'era il dolce preferito dai ragazzi e mi hanno risposto: Con la torta al cioccolato li fai felici.
Eccovi accontentati, questo soffice plumcake è tutto per voi.
Lo preparo, lo sforno, lo fotografo e ve lo porto. Per una dolce giornata insieme.
Per vedervi felici e sporchi di cioccolato.


martedì 12 giugno 2012

Gaudeo. Il panino all'italiana.

Il cibo è gioia, è piacere, è passione, è amore, è benessere, è sorriso, è convivialità.




Comincia così la presentazione di Gaudeo. Il nuovo panino all'italiana.

Panino frutto della ricerca delle migliori produzioni regionali, declinate con una combinazione di ingredienti volta ad interpretare il territorio da cui derivano secondo un principio di eccellezza qualitativa, originalità, fantasia, gusto e tradizione. 






Da qui i nomi dei panini stessi che vi faranno sorridere, vi incuriosiranno e vi aiuteranno nella scelta del "vostro panino".

Pane appena sfornato,  ingredienti che si valorizzano a vicenda e si scoprono, senza mai coprirsi.

Zibello, Bormio, Langhirano, Viadana, Paestum, Cabras, Spinea e tanti altri.
Voi che panino siete?




Scopritelo Giovedi 14 giugno in via del Boschetto 112, dalle 19 alle 22.30, quartiere Monti a Roma.

Io non potrò esserci, quindi fatemi sapere qual è il panino più buono!

Mi fido di voi!

lunedì 11 giugno 2012

Tartare di scottona in concia di capperi e pachino con melanzane tiepida al profumo di basilico



Quando la carne è buona, tenera, saporita di base come quella di scottona è un piacere gustarla cruda.
Soprattutto in questa stagione calda in cui si preferiscono piatti freschi, veloci e soprattutto lontano da fuochi e fiamme.
E allora ho creato questa tartare ricca e profumata con ingredienti di stagione come i pomodori, le melanzane e il basilico.
Ma a fare da regina è la scottona. Tenera, gustosa e che si abbina perfettamente a tutti gli ingredienti.
E sapete dove l'ho presa? Al Panorama. Eh già, un reparto macelleria che fa invidia per qualità, tipologie di carni e fantasia nel prepararle. E parlando proprio con lo specialista del reparto carni fresche, mi raccontava che nei supermercati Pam e Panorama utilizzano solo carni italiane. E mi ha dato qualche suggerimento per come preparare i tagli da me scelti.
E allora proprio per trasmettere anche a voi la freschezza di questa carne di scottona ho deciso di farla cruda.
Credetemi, era buonissima!



Ingredienti: per 4 persone
Difficoltà: facile
400 gr di carne di scottona del banco macelleria Panorama
2 melanzane
10 pomodorini pachino
Sale finissimo
Olio evo Riviera ligure dop (I tesori)
1 cucchiaio di Pesto genovese (I tesori)
100 gr di Capperi in aceto di vino
Basilico e menta freschi

Tagliate le melanzane a cubetti e passatele in padella con il basilico fresco, l’olio, il sale e un po’ d’acqua. Fate stufare con un coperchio fino a quando si saranno intenerite. Preparate poi la tartare che avrete già fatto tagliare al coltello dal macellaio. Conditela in una ciotola con i capperi dissalati, i pomodorini precedentemente lavati e tagliati e un cucchiaio di pesto genovese. Amalgamate gli ingredienti e lasciate riposare qualche minuto. Nel frattempo preparate il piatto mettendo al centro le melanzane tiepide con l’aiuto di un coppa pasta. Adagiate sopra la tartare di scottona. Condite con olio e sale. Decorate con origano secco e pesto al basilico. E una fogliolina di menta.



venerdì 8 giugno 2012

Avevo detto gli ultimi?

Eh, capita di sbagliarsi.
Pensavo fossero gli ultimi e invece ieri pomeriggio mio suocero è arrivato con un dono floreale per me.
No, non erano margherite e neanche ortensie. Erano asparagi!!!
Mi ha fatto la nuora più felice del mondo. Ma ha aggiunto: sono davvero gli ultimi di Cimadolmo.
E così non li ho cucinati tutti. Ne ho congelati una parte, da averli sempre disponibili.
E il resto? Ho preparato un fondo di cipolla e olio evo, ho aggiunto gli asparagi e ho bagnato con brodo vegetale...per fare un bel risottino. Semplice ma sempre buono. Si, per noi adulti.
Tommy non mangia il risotto e allora ho improvvisato una penna al kamut risottata. (Per lui al pomodoro)
Curiosi?Seguitemi in cucina e buon week end a tutti.





Penne al kamut risottate
Ingredienti: per 4 persone
400 gr di penne al Kamut Alce Nero
un mazzo di asparagi verdi
1 cipolla bianca
olio evo
1/2 lt di brodo vegetale
sale
formaggio grana

Pelate gli asparagi privandoli della parte finale più legnosa. Lavateli e tagliateli a tocchetti. Preparare un soffritto di cipolla e olio. Aggiungete gli asparagi e fate stufare con brodo vegetale.
In una pentola portate a bollore l'acqua della pasta. Calate le penne al kamut e fatele cuocere per 5 minuti. Scolatele ancora crude e terminate la cottura nel sughetto di asparagi allungando con brodo caldo.
Come se fosse un risotto. La pasta si fonderà con gli asparagi creando un piatto meravigliosamente cremoso.
Aggiungete formaggio grana e mantecate. Servite subito.


giovedì 7 giugno 2012

Ultimi asparagi della stagione? Seguitemi per la doppia ricetta

Sembrava ieri che si vedevano i primi asparagi sui banchi della verdura al mercato o nei supermercati.
Eppure sono già passati due mesi e ormai sono davvero gli ultimi della stagione.
Ma perchè disperare, noi abbiamo raccolto gli ultimi, li abbiamo curati, lavati e cucinati per una cena  leggera a base di asparagi.
Incomininciando da una crema di asparagi verdi e bianchi di Cimadolmo.
Continuando con bocconcini di pollo al limone di Sorrento con asparagi verdi croccanti.
Mi seguite in cucina per la doppia ricetta?



Crema di asparagi verdi e bianchi di Cimadolmo

Ingredienti:
per 4 persone
1 mazzo di asparagi verdi
1 mazzo di asparagi bianchi
1 cipolla
olio evo
sale e pepe
1 lt di brodo vegetale

Pelate gli asparagi e privateli della parte inferiore che sarà più legnosa. Lavateli e tagliateli a cubetti. In una casseruola fate imbiondire la cipolla con l'olio e aggiungete le due tipologie di asparagi. Sfumate con brodo vegetale e lasciate cuocere fino a quando gli asparagi saranno morbidi. A questo punto frullate con un mixer ad immersione per ottenere una crema. Condite con pepe e olio a crudo e servite con gli asparagi che avrete cotto in padella per la seconda ricetta.



Bocconcini di pollo ai limoni di Sorrento con asparagi verdi croccanti


Ingredienti: per 4 persone

costo: basso
difficoltà: facilissimo
1 mazzo di asparagi verdi
500 gr di petto di pollo
1/2 bicchiere di brodo vegetale
1 limone di Sorrento
50 gr di burro
2 cucchiai di farina
olio evo
sale q.b.

Preparazione:
Pelate gli asparagi e tagliateli in lunghezza in 4 parti. Fateli rosolare in padella con un filo d'olio e un po' di sale per 5 minuti minuti. Devono restare croccanti.
Nel frattempo tagliate i petti di pollo in bocconcini, infarinateli e fateli rosolare in padella con il burro. Aggiungete il succo del limone, mezzo bicchiere di brodo vegetale (che vi sarà avanzato dalla crema di asparagi) e la buccia grattuggiata del limone di Sorrento. Fate cuocere. Il succo si addenserà grazie alla farina, creando una salsa delicatissima. A cottura ultimata ( 8 minuti circa) servite accanto agli asparagi croccanti.

mercoledì 6 giugno 2012

Strozzapreti al pesto di pistacchi e trota affumicata

La pasta più rapida del mondo?
Si, quando il tempo manca. Ma non puoi fare brutta figura con il tuo amico Carlo che alle 14 bussa alla tua porta. O meglio, che hai invitato a pranzo, ma non hai ancora cucinato nulla.
E allora, il frigorifero di mammaepapà aiuta, sempre.
Prosciutto di trota. Cus'è? Un pesto si fa al volo. E la pasta, beh, in questa casa non manca mai.
Risultato ottimo.
Il pesto con la sua tendenza dolce, la trota con l'affumicato e lo strozzaprete con quel nodino croccante che tanto mi piace.
La rifate anche voi?





martedì 5 giugno 2012

Seppie ripiene di cous-cous in agrodolce su brunoise di ortaggi estivi

Vi avevo promesso le seppie ed eccomi qui con la ricetta. Puntuale come sempre, alle 6,00 di mattina.
Perchè? Per darvi la possibilità di stampare la ricetta, andare al banco del pesce del Pam Panorama della vostra città, lasciarvi consigliare sul pescato del giorno per avere freschezza e bontà,  invitare un po' di amici, tornare a casa, mettere in fresco una bottiglia di bollicine e creare una bella ricettina estiva.
Seppie nere della Barca del Giorno Pam Panorama, con cous cous e verdurine colorate.
Non è un bel modo di aprire la cucina al mese di giugno?
Seguitemi, per la preparazione...
Ah dimenticavo, tempo di preparazione? 20 minuti...





Ingredienti per 4 persone
Difficoltà: facile
4 seppie nere di media grandezza della Barca del Giorno
2 bicchieri di cous-cous
1 limone biologico (I tesori)
50 gr di Uvetta sultanina
50 gr di pinoli
1 cipolla
1 peperone giallo
1 peperone rosso
2 carote
1 cucchiaino di zucchero semolato
Olio evo toscano igp ( I Tesori)
Sale e pepe

In una padella fate appassire la cipolla con l’olio evo. Aggiungete un cucchiaino di zucchero, l’uvetta e i pinoli. Fate caramellare. In una coppa versate un bicchiere di cous-cous precotto e aggiungete due bicchieri di acqua bollente salata. Coprite con un canovaccio e fate gonfiare per 5 minuti. Quando il cous-cous sarà raddoppiato conditelo con il succo e la scorzetta del limone e l’olio. Aggiungete poi il composto di cipolla, uvetta e pinoli. E farcite le seppie. Adagiate su una pirofila e passate in forno per 10 minuti. Nel frattempo tagliate le carote e i peperoni a dadini e saltateli in padella per pochi minuti. Preparate ora il piatto mettendo al centro la brunoise di ortaggi e adagiando sopra la seppia ripiena.



lunedì 4 giugno 2012

45500. Un sms per l'Emilia.

"Gentile Sig. Terremoto,
c’è una cosa che non hai capito della mia terra, ora te la racconto.
Per chiamarci non basta una parola sola: Emilia Romagna, Emiliano Romagnoli, ce ne vogliono almeno due; e anche un trattino per unirle, e poi non bastano neanche quelle. Perché siamo tante cose, tutte insieme e tutte diverse, un inverno continentale, con un freddo che ti ghiaccia il respiro, e una estate tropicale che ti scioglie la testa, e a volte tutto insieme come diceva Pierpaolo Pasolini, capaci di avere un inverno con il sole e la neve, pianure che si perdono piatte all’orizzonte, e montagne fra le più alte d’Italia, la terra e l’acqua che si fondono alle foci dei fiumi in un paesaggio che sembra di essere alla fine del mondo. Città d’arte e distretti industriali, le spiagge delle riviere che pulsano sia di giorno che di notte, e spesso soltanto una strada o una ferrovia a separare tutto questo; e noi le viviamo tutte queste cose, nello stesso momento, perché siamo gente che lavora a Modena, dorme a Bologna, e va a ballare a Rimini come diceva Pier Vittorio Tondelli, e tutto ci sembra comunque la stessa città che si chiama Emilia Romagna. Siamo tante cose, tutte diverse e tutte insieme, per esempio siamo una regione nel cuore dell’Italia, quasi al centro dell’Italia, eppure siamo una regione di frontiera, siamo anche noi un trattino, una cerniera fra il nord e il sud, e se dal nord al sud vuoi andare e viceversa devi passare per forza da qui, dall’Emilia Romagna, e come tutti i posti di frontiera, qualcosa da ma qualcosa prende a chi passa, e soprattutto a chi resta, ad esempio a chi è venuto qui per studiare a lavorare oppure a divertirsi e poi ha deciso di rimanerci tutta la vita… in questa terra che non è soltanto un luogo, un posto fisico dove stare, ma è soprattutto un modo di fare e vedere le cose. Perché ad esempio qui la terra prende forma e diventa vasi e piastrelle di ceramica, la campagna diventa prodotto, e anche la notte e il mare diventano divertimento, diventano industria, qui si va, veloci come le strade che attraversano la regione, così dritte che sembrano tirate con il righello.
E si fa per avere certo, anche per essere, ma si fa soprattutto per stare, per stare meglio, gli asili, le biblioteche, gli ospedali, le macchine e le moto più belle del mondo.
In nessun altro posto al mondo la gente parla così tanto a tavola di quello che mangia, lo racconta, ci litiga, l’aceto balsamico, il ripieno dei tortellini, la cottura dei gnocchini fritti e della piadina e mica solo questo, sono più di 4000 le ricette depositate in emilia romagna; ecco la gente lo studia quello che mangia, perché ogni cosa, anche la più terrena, anche il cibo, anche il maiale diventa filosofia, ma non resta lassù per aria, poi la si mangia. Se in tutti i posti del mondo i cervelli si incontrano e dialogano nei salotti, da noi invece lo si fa in cucina, perché siamo gente che parla, che discute, che litiga, gente che a stare zitta proprio non ci sa stare, allora ci mettiamo insieme per farci sentire, fondiamo associazioni, comitati, cooperative, consorzi, movimenti, per fare le cose insieme, spesso come un motore che batte a quattro tempi, con una testa che sogna cose fantastiche, però con le mani che davvero ci arrivano a fare quelle cose li, e quello che resta da fare va bene, diventa un altro sogno. A Volte ci riusciamo a volte no, perché tante cose spesso vogliono dire tante contraddizioni. Che spesso non si fondono per niente, al contrario non ci stanno proprio, però convivono sempre. Tante cose tutte diverse, tutte insieme, perché questa è una regione che per raccontarla un nome solo non basta.

Ora ti ho raccontato quello che siamo, non credere di farmi o farci paura con due giri di mazurca facendo ballare la nostra terra, io questa terra l’amo e come mi ha detto un infermiere di Mirandola qualche giorno fa… questa è la mia casa e io non l’abbandonerò mai."

Carlo Lucarelli



Permettetemi oggi pomeriggio di utilizzare il blog unicamente come strumento di diffusione di notizie importanti, per molti vitali.
Da Bolognese d'adozione, vi chiedo di inviare più sms potete al numero 45500.
Le scosse sono state forti ma sopratutto sembrano non smettere.
Tutti ne parlano, ma tutti possono fare qualcosa. Iniziando da un sms. Donerete 2 euro alle popolazioni colpite e farete un grande gesto di solidarietà.
In alternativa chiamate il numero 800.840.840 del Dipartimento della Protezione Civile che fornisce agli utenti le informazioni in base agli aggiornamenti dai campi situati sulle varie zone.









Quel buon sapore ...


Avete visto il mio showcooking al Cibus, avete letto le mie ricette sul ricettario in palio con 4 prove d'acquisto Tigre e ora, potevo non farvi partecipare al primo contest Tigre
Eh si, perchè questa volta, i protagonisti siete voi! O meglio, il fortunato che vincerà questo concorso ... e che cucinerà in un evento esclusivissimo a Settembre, a Milano. Ovviamente, dopo aver ricevuto anche una bella fornitura di formaggini e fettine Tigre! Ma ancora non posso svelarvi niente...
Insomma, avete voglia di mettervi alla prova? 



E' tutto semplicissimo. Le regole le conoscete già. 
Quello che vi serve si chiama Creatività, Fantasia e Praticità
Quel buon sapore di ... toast? cheese cake? mozzarella in carrozza? Cosa cucinate con le fettine Tigre? Quindi, tutti ai fornelli. Preparate la ricetta, fotografatela e scrivetela sul vostro blog o al nostro indirizzo che trovate sotto. E, intanto, seguite le semplici regole:


1. Il contest terminerà il 30 luglio 2012
2. Le ricette dovranno essere ESTIVE, VELOCI e CREATIVE.
3. Possono partecipare ovviamente tutti, anche chi non ha un blog - OBBLIGATORIO inserire nella fotografia della ricetta il prodotto (fettine Tigre) o, in alternativa la citazione "Fettine Tigre".
4. Per chi ha un blog, valgono anche le ricette già pubblicate (con citazione).
5. I partecipanti dovranno esporre l'immagine dell'iniziativa sul loro blog, linkandola a questa pagina, e lasciare un commento e il link della ricetta in questo post.
6. Per chi non ha un blog, inviateci la ricetta corredata da una foto all’indirizzo mail: ufficiostampa@sorelleinpentola.it

Per qualunque dubbio, scriveteci.

Aspettiamo le vostre ricette e ... in bocca al lupo!


Ricette partecipanti:


1. La banda dei broccoli con Finta miniparmigianina di zucchine finger food
2. Lina con "Crespelle con asparagi bianchi"
3. Eleonora righetti con "SORPRESA DI PESCE TIGRE" - ricetta via mail
4. Picagia con "Montadito di patata, mini hamburger di maiale, Fettine Tigre e composta di ciliegie all'aceto balsamico di Modena" - ricetta via mail
5. Lina con "Ruote di carote"
6. Gessica con "Lasagne di pancarrè"
7. Nus in Cucina con "Bicchierini di Tigre"
8. Gessica con "Millefoglie di patate e prosciutto"
9. Francesca con "Nidi di pasta alle zucchine con rete di Tigre" - ricetta via mail
10. Lina con "Picnic con torta di patate"
11. Le spizzicate salentine con "Pizza fantasia del sud"
12. Alex con "Millefoglie di verdure" - ricetta via mail
13. Alex con "Cestino di gnocchetti e formaggio Tigre" - ricetta via mail
14. Elisina con "Hamburger di tacchino ripieno"
15. Alex con Mini Tigelle con Fettine Tigre - ricetta via mail
16. Kalì con "Hamburger sfizioso"
17. Alex con "Gnocchetti in fonduta di formaggio Tigre"- ricetta via mail
18. Alex con "Stella alle fette tigre al profumo di basilico" - ricetta via mail
19. Alex con "Ari-tigre" - ricetta via mail
20. Tennis a tavola con "Torta salata ai carciofi"
21. Alex con "Vulcano di farro con lava al Tigre" - ricetta via mail
22. Forchettina giramondo con "Croque monsieur"
23. Giovanna con "Torta salata di fiocchi di cereali con fettine Tigre"
24. Kalì con "rollè di tonno"
25. Cristian con "Sandwich in bella vista"
26. Alex con "Tortello cuor di tigre" - ricetta via mail
27. Giovanna con "Tramezzini al formaggio e bresaola"
28. Profumo di buono con "Bigne salati agli asparagi"
29. Zucchi con "Millefoglie di melanzane e formaggio"
30. Lory con la sua versione dell' "Insalata di riso" - ricetta via mail
31. Evelina con "Polpette di pane"
32. Una mamma in cucina con "Tigre contro pollo alla cinese"
33. Una mamma in cucina con "Bouquet tigrato"
34. Margherita con "Tra tonno e tigre" - ricetta via mail
35. Anforica con "Cannolo tigre con speck" - ricetta via mail
36. Giovanna con "Rose di sfoglia"
37. Marilena con "Semifreddo al Tigre"
38. Giovanna con "Uovo al tegamino in fiore"
39. Cucina con ME con "Parmigiana di piattoni"
40. Giovanna con "Bocconcini di sole"
41. Viviana con "Girandole farcite" - ricetta via mail
42. Viviana con "Fagottino di pollo con sorpresa" - ricetta via mail
43. Marilena con "I miei gnocchi golosi"

venerdì 1 giugno 2012

Casarecce con pesto di fave e tentacoli caramellati

Benvenuto giugno.
Con una pasta che non era in menu. Ma che è già diventata un must!
Ingredienti saltati fuori da altre ricette e poi abbinati e piaciuti!
La cucina è bella anche per questo, non credete? Piatti che nascono per caso dall'unione di elementi che altrimenti non avresti mescolato, non avresti osato.
E invece, è piaciuta a tutti, anche a quelli che "No, io l'agrodolce no, grazie"
E già, l'agrodolce dei tentacoli delle seppie....sfumati con del moscato per ottenere una deliziosa crostina caramellata.
Ah, dimenticavo, tempo della preparazione? 10 minuti!!!
Vi ho incuriosito? Seguitemi in cucina.
E buon week end a tutti.


Ingredienti: per 4 persone
difficoltà: facile
costo: basso
Tentacoli di 4 seppie nere
20 fave fresche
2 cucchiai di pesto al basilico
1 cucchiaio di vino Moscato dolce
400 gr di pasta formato casarecce
olio evo
formaggio grana

Sgranate le fave e privatele della pellicina esterna. In un bicchiere unite le fave pulite con il formaggio grana, l'olio e il pesto al basilico (se non avete il tempo di farlo al momento). Con un mixer ad immersione frullate il tutto. Aggiungete due cucchiai di acqua di cottura fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea.
Nel frattempo in una padella con un filo d'olio evo, saltate i tentacoli delle seppie (che avrete utilizzato per la ricetta di lunedi prossimo) e sfumate con vino moscato. Fate caramellare per pochi minuti affinchè si inteneriscano. Scolate la pasta e conditela con il pesto di fave e basilico. Completate con fave fresce e tentacoli caramellati.
Sentirete che gusto.
Volete sapere come ho preparato le seppie? Ripiene di tante cose buone...ma sappiate aspettare fino a lunedì per la ricetta.


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