giovedì 28 marzo 2013

Quiche aux poireaux...ed è subito primavera

Quante ne ho mangiate con gli occhi (e non solo) quando abitavo in Francia.
Quel dolce profumo di burro e di porri stufati che fuoriusciva dalle boulangeries di Parigi mi riporta indietro nel tempo, per forza di cose. E' stata una bella parentesi della mia vita.
E così oggi ho voglia di condividere con voi la ricetta della quiche che ho amato di più e che rifaccio con piacere con i porri (e gli asparagi) colti questa mattina in campagna dalla mia pusher di verdure.
Dal coltivatore al consumatore: questo io lo chiamo km 0!
Pronti a seguirmi in cucina, per una dolce coccola parigina?




Ingredienti:
Per la farcia
 8 porri
4 asparagi verdi
50 g di burro
 2 uova
¼ di lt di creme fraiche (o in alternativa latte)
parmigiano o gruviera grattugiato
sale e pepe
timo fresco
Per la pasta brisée
500 gr di farina 00

250 gr di burro morbido
80 gr d'acqua fredda
sale q.b.

Lavorate in una coppa la farina e il burro freddo e aggiungete poco a poco l'acqua e il sale fino a creare un impasto liscio ed omogeneo.
Avvolgete l'impasto nella pellicola trasparente e lasciatelo riposare in frigorifero per 15 min prima di utilizzarlo.
Lavate e tagliate i porri in fettine sottili, scottateli per 5 minuti, in acqua bollente, poi passateli in una padella con il burro. Fate lo stesso per gli asparagi. Spalmate leggermente di burro una tortiera (o rivestitela di carta forno) e foderatela di pasta. Stendete sul fondo i porri e gli asparagi che nel frattempo si saranno raffreddati, versate sopra un composto preparato con uova sbattute, mescolate al latte, al parmigiano e condite con sale e pepe. Per ultimo un po' di gruviera grattugiato a listarelle. Mettere a cuocere in forno caldo a 180° per 30 miuti. Terminate con foglioline di timo fresco e servite.


mercoledì 27 marzo 2013

Oggi cucina ... Charis!


Plum cake al cacao vega, non triste!



Perfetto per la colazione e per la merenda, da inzuppare nel tè o da tagliare a metà e farcire con una confettura ai lamponi rigorosamente home made!
Il principio di questo dolce è quello semplicissimo che parte dal vasetto di yogurt come unità di misura di riferimento, e quindi:

Ingredienti:
1 vasetto di yogurt di soya bianco
2 vasetti di farina 00 (farina biologica "viviverde")
1 vasetto di cacao amaro (commercio Equo e Solidale)
2 vasetti di zucchero di canna grezzo
1/3 vasetto di olio di semi
il succo di un arancio
1 bustina di lievito

In una ciotola, unite gli ingredienti secchi setacciati e mescolate; in un'altra, unite gli ingredienti liquidi e amalgamate. Unite poi gli ingredienti secchi a quelli liquidi e mescolate con le fruste fino ad ottenere un composto omogeneo. Versare il composto in uno stampo da plum cake foderato di carta forno.
A piacere, insaporire con peperoncino, cannella, granella di noci o nocciole.

Informare a 180 per 40 minuti circa.

Perfetto compromesso tra gusto e sana alimentazione!


martedì 26 marzo 2013

L'ultimo Radicchio di Treviso: antipastino?

Ultimissimo radicchio. La sua stagione è ormai conclusa. E già mi manca.
Sto parlando del radicchio tardivo, quello allungato, dolce e che si presta a mille preparazioni differenti. Dagli antipasti ai dolci.
Treviso è la sua culla e quindi gioco in casa  anche oggi.
La mia è voglia di primavera (e credo lo si veda dalla mia tavola) ma con un pizzico di nostalgia dei sapori invernali. (Solo dei sapori. Il freddo non lo reggo più.)
E allora ho deciso di abbinare una cicoria invernale ad un prodotto del Mar Adriatico, il tutto condito con una tavola primaverile. Dite che ci sta?


 Ingredienti per 4 persone
2 caspi di radicchio tardivo
3 folpi di media dimensione o moscardini
prezzemolo
olio evo
sale
1 limone non trattato

Preparazione:
Per prima cosa pulite i folpi eviscerandoli e lavandoli sotto l'acqua. In una casseruola portate a bollore l'acqua dove li farete cuocere per 30 minuti. Spegnete la fiamma e lasciate in acqua a riposare fino al momento di preparare il piatto. Questo piccolo accorgimento renderà le carni più tenere.
Grattugiate la scorzetta del limone in un bicchiere, aggiungete il succo di mezzo limone, l'olio evo, il prezzemolo e il sale. Create una citronette. Lavate il radicchio e tagliatelo a pezzetti. Tagliate ora i folpi ( che sono una via di mezzo tra un polpo e un moscardino e sono tipici di queste zone) e preparate il piatto. Aggiungete la citronette e gustatevi il vostro antipastino invernale.


giovedì 21 marzo 2013

Risotto agli asparagi di Cimadolmo e tuma del trifulau

E' arrivata la primavera. Davvero? Hmmm, sul calendario si, 21 marzo primo giorno di primavera.
Eppure. Eppure l'aria è ancora fredda, in alcune città italiane continua a nevicare, a piovere ed io non ho ancora abbandonato il mio piumino blu.
In giardino si vede qualche fiore che ha voglia di sbocciare ma  con molta calma!
Vabbè, entriamo in cucina e vediamo la natura cosa ci offre oggi.
Asparagi verdi, bellissimi! Di queste zone, eh! Non del Cile e del Perù.
I primi asparagi di Cimadolmo, nella campagna trevigiana. Praticamente a due passi da casa.
E cosa vi propongo? Un piatto che amo. semplice, avvolgente, caldo, confort food.
Un risottino fatto con ingredienti di grande qualità. Cominciando proprio dal burro. E che burro!
Continuando con gli asparagi  appena nati e terminando con un formaggio che adoro e dona quella nota decisa al piatto, la tuma del trifulau.
(Il trifulau è il contadino di Langa che di notte si aggira con il suo cane nei boschi e sulle colline alla ricerca dei preziosi tartufi. Inventando questo formaggio, Beppino Occelli ha abbinato, per primo, alla tuma di Langa un tesoro della natura: il tartufo nero.)


Curiosi di seguirmi in cucina?  

Ingredienti: per 4 persone

250 gr di riso carnaroli
1 mazzo di asparagi verdi di Cimadolmo
1 cipolla bianca
brodo vegetale
1 bicchiere di vino bianco secco
50 gr di Tuma del trifulau Occelli
40 gr di burro Occelli
30 gr d'olio evo

In una casseruola fate imbiondire la cipolla tagliata a cubetti con il burro e l'olio.
Nel frattempo pulite gli asparagi dai filamenti, lavateli e tagliateli a pezzetti. Uniteli alla cipolla e fate rosolare bagnando con il brodo vegetale. Quando si saranno inteneriti, aggiungete il riso e mescolate, sfumando con il vino bianco. Lasciate sfumare e continuate la cottura a fuoco medio, bagnando con brodo vegetale fino a quando il riso non sarà cotto. A cottura ultimata unite la tuma del trifulau tagliata a pezzetti e mantecate energicamente. Potete unire una noce di burro (alla mantecatura).
Servite in tavola e gioite! Un piatto semplice, de campagne, con un gusto meraviglioso.



mercoledì 20 marzo 2013

Oggi cucina ... Barbara!


CROSTATA COCCO E RICOTTA
 


Ingredienti:

Farina 00 - 250 grammi
Burro ammorbidito - 125 grammi
Zucchero chiaro (io Italia Zuccheri) - 100 grammi
Vaniglia in polvere - 1/2 cucchiaino
Uova - 2
Ricotta - 200 grammi
Granella di cocco - 100 grammi
Zucchero scuro - 20 grammi


Preparazione:

Accendere il forno a 200°.
Porre il burro ammorbidito in una ciotola, aggiungere quindi lo zucchero, il sale, la farina e la vaniglia in polvere (se non l’avete usate la vanillina).
Lavorare con le mani per qualche istante, unire quindi l’uovo e amalgamare l’impasto.
Aggiungere quindi la farina, precedentemente setacciata, e impastare con le mani quel tanto che basta a rendere il composto omogeneo.
Può essere utile trasferire il tutto su un tagliere di legno ben pulito in modo tale che risulti più semplice impastare.
Se la pasta dovesse attaccarsi alle mani o al piano di lavoro spolverare con un po’ di farina e lavorarla delicatamente con il palmo della mano ma non con le dita (si corre il rischio di romperla).
Avvolgerla quindi nella pellicola trasparente e lasciarla in frigorifero almeno un’ora prima di usarla.
A questo punto si può stendere la pasta con l’aiuto di un mattarello, metterla in una tortiera (se avete lo stampo per crostate è l’ideale altrimenti mettete un foglio di carta da forno...vi aiuterà a toglierla una volta fredda), ritagliare la pasta che avanza dai bordi con l’aiuto del mattarello. Basterà passarlo sopra al bordo della tortiera stessa e vedrete che meraviglia!
In una ciotola preparate il cosiddetto ripieno della crostata mescolando la ricotta con il cocco, lo zucchero scuro e un uovo.
Una volta ottenuto un composto omogeneo versarlo all’interno della tortiera.
Dalla pasta avanzata ritagliare delle forme con dei taglia biscotti che verranno utilizzate per la decorazione. Sbizzarritevi!
Cuocere per 30 minuti.
Far raffreddare e  solo una volta fredda togliere dalla tortiera, se si cerca di farlo quando la torta è ancora calda si corre il rischio di romperla.


http://www.lacucinadibabe.it/crostata-cocco-e-ricotta/#.UUA0g9YXKSp

lunedì 18 marzo 2013

Breakfast cake! Con cocco e arance di Sicilia.





Questa torta trae ispirazione da una torta pubblicata anni fa da Ady, blogger di Diario di una Passione.
L'ho modificata nelle dosi e in alcuni ingredienti ma è rimasta ottima e soprattutto morbidissima.
Perfetta per chi, come me, aveva decine di arance in casa da consumare.
Ma soprattutto perfetta per colazione!


venerdì 15 marzo 2013

Rimedi naturali: Oggi parliamo di Aceto.

Continua la mia rubrica del venerdì, Living.
Vi ringrazio innanzitutto per l'entusiasmo che mi avete dimostrato per questo nuovo appuntamento. E' sempre bello e piacevole sapere di poter fare qualcosa che incuriosisce e interessa i lettori.
E oggi, dopo il bicarbonato (grande alleato in casa) parliamo di aceto. Di vino bianco e di mele.
Si perché io utilizzo entrambi per tantissimi rimedi naturali. E vi assicuro che funziona.
Curiosi? Leggete, perchè ci sono davvero tanti consigli e curiosità... e stampate.




L'aceto  è un ottimo sgrassante, anticalcare e  antibatterico.
Ecologico ed economico.

Per la casa

Un bicchiere di  aceto di vino bianco diluito semplicemente in un secchio d’acqua calda è perfetto per pulire i pavimenti.

Per togliere l'odore di fumo in casa, nebulizzare su tende e divani aceto di mele diluito ad acqua.

E per sgorgare le tubature? Evitate quei prodotti corrosivi e nocivi! Fate invece una soluzione di sale grosso e aceto e aggiungete acqua bollente. Oppure fate bollire l'aceto di vino e versatelo nello scarico.

Come anticalcare per la doccia? Prendete uno spruzzino vuoto e riempite con un terzo di acqua e due terzi di aceto di mele, agitate e spruzzatelo ogni volta che avete finito la doccia. Eviterete la formazione di calcare e le pareti del box doccia saranno brillanti senza fatica.

Per dare brillantezza alle vostre posate d’acciaio mettetele in una ciotola e bagnatele con aceto. Dopo qualche minuto asciugatele con uno strofinaccio. Lo stesso sistema è ottimo per le pentole.

Per le pentole di rame, una miscela di aceto e sale grosso passata con una spugnetta aiuterà a far brillare nuovamente le vostre pentole.

In particolare per la pentola che utilizzate per la cottura della pasta, una volta al mese rovesciate una bottiglia di aceto con un bicchiere d’acqua al suo interno e lasciatela riposare per tutta la notte. Al mattino troverete l'interno della pentola, come nuova. Lucida e priva di calcare.

Si può utilizzare in lavastoviglie come brillantante.

Per eliminare gli odori in frigorifero.

Con una soluzione di acqua e aceto si può pulire con ottimi risultati la pattumiera.

Per il giardino:

Per pulire il terrazzo o il pavimento esterno soprattutto se è in zone ombreggiate e inizia a riempirsi di muschi nelle fughe, passate uno straccio con aceto e poi lavate con acqua.

Per eliminare le formiche, nebulizzare un po' di aceto sul loro sentiero, eviterà il loro ritorno. (da quando ho i bambini, ho trovato questo rimedio naturale che mi aiuta nei mesi caldi con l'arrivo delle formiche, evitando di utilizzare polveri e spray nocivi)

E per il nostro corpo.

Le funzioni dell'aceto sono antichissime e molteplici, si narra che gli antichi lo usassero come tonico e per combattere la cattiva digestione.

Tra queste anche la proprietà di disintossicare il fegato.

Ma anche un ottimo alleato contro la ritenzione idrica. (C'è chi sostiene che bruci le calorie e riduca l'appetito e c'è chi dice che accelleri il metabolismo.)

Bevuto diluito in acqua, elimina le tossine

Gli impacchi con l'aceto di mele aiutano in caso di gonfiori.

L'alto contenuto di calcio dell'aceto di mele agisce rafforzando il cuore e le difese immunitarie del corpo.


Regola il valore del pH del sangue, stimola gli organi escretori, disintossica e purifica il sangue

 L'aceto di mele contiene potassio, sodio, calcio, magnesio, beta-carotene, le vitamine A, B1, B2, B6, C ed E, acido acetico, altri acidi di frutta e la pectina. Tra tutti i principi attivi il potassio, il beta-carotene e la pectina sono particolarmente efficaci per il cuore, la pelle e nella digestione.

E adesso volete la ricetta, vero?
Mescolate 1-2 cucchiai d'aceto di mele in un bicchiere d'acqua (camomilla o tisana) e aggiungete del miele per un sapore più gradevole. Da bere due volte al giorno, mezz'ora prima dei pasti.
Disintossica, purifica, sgonfia e pare faccia anche dimagrire se associato ad una dieta sana e a movimento.
Proviamo assieme?

A venerdì prossimo.





giovedì 14 marzo 2013

Muffins gluten free, mandorle e pomodori secchi

Mi piace impastare, lo sapete, l'ho detto tante volte sul blog. Ma ho  quasi sempre utilizzato farine di grano, saraceno, kamut, integrale. Soprattutto per i lievitati.
Questi muffins sono un'esperimento (ben riuscito, altrimenti non sarebbero qui) con farina di mandorle e di riso. No, non sono diventata celiaca. Ma è un mondo che inizia ad incuriosirmi. E allora sto incominciando a fare un po' di esperimenti in cucina. Incominciando dalle farine che conosco e che utilizzo in pasticceria.
Siete curiosi? Prendete nota...caldi sono buonissimi.




Ingredienti per 15 muffins

150 gr di farina di mandorle
150 gr di farina di riso
100 gr di yogurt
3 uova
30 gr d'olio evo
70 gr di pomodori secchi
1 cucchiaino di bicarbonato
1/2 bustina di lievito secco
origano secco
sale
1 cipolla

Sbucciate una cipolla, tagliatela a fettine sottili e fatele appassire in una padella con un po' d'olio e un po' d'acqua a fuoco basso. Nel frattempo sbattete le uova in una ciotola o in un robot da cucina, incorporando lo yogurt, l'olio evo e le farine. Mescolate bene con il bicarbonato e il lievito  e unite  i pomodori secchi. (Io ho utilizzato il frullatore, quindi i pomodori si sono ridotti in purea e amalgamati all'impasto ma potete se preferite lasciarli a pezzetti.) Aggiungete l'origano, il sale. Preparate la teglia da muffins e riempitela con l'impasto. Non fino all'orlo.  Sull'estremità aggiungete un po' di cipolla stufata. Fateli cuocere per 25 minuti in forno caldo a 180°.




mercoledì 13 marzo 2013

Oggi cucina ... Federica!

I muffin banana e nocciole sono una ricetta senza latte e burro ideata per riciclare delle banane troppo mature, e per avere un dolcino per spezzare la giornata, ottimi anche la per la colazione o per un dopocena. La banana è un ottimo sostituto del latte e del burro, rende l’impasto sofficissimo e delicatamente profumato, poi con l’aggiunta delle nocciole e delle gocce di cioccolato fondente sicuramente conquisterete tutti!


Muffin banana e nocciole di Paprika e Cannella


Ingredienti per 13 muffin:
160 g di farina 00
80 g di zucchero
50 g di olio di semi
1/2 bustina di lievito
1 pizzico di bicarbonato
1 pizzico di sale
1 uovo
1 bustina di vanillina
50 g di granella di nocciole (vanno bene anche le nocciole tritate)
200 g di polpa di banana (2 banane piccole)
gocce di cioccolato fondente q.b. per decorare
Preparazione:
In una terrina mescolate la farina con la vanillina, il lievito, il bicarbonato, il sale e la granella di nocciole, a parte in un’altra ciotola mescolate l’uovo con lo zucchero, poi aggiungete l’olio, e la polpa della banana ottenuta schiacciandola con una forchetta, a questo punto unite la farina mescolata con tutti gli altri ingredienti, otterete un impasto morbido e profumato.
Accendete il forno a 170° statico, mentre raggiunge la temperatura versate l’impasto nei pirottini, distribuendone circa 1 cucchiaio e 1/2 in ciascuno. Decorate con un pochino di gocce di cioccolato su ogni muffin e infornate a 160° per circa 20 minuti, fate la prova stecchino e sfornate.

martedì 12 marzo 2013

Tortilla!

Una ricetta semplicissima che sarà anche nel mio nuovo libro...ma non vi anticipo nulla!
In questa foto è particolarmente bella perchè ho usato le pentoline della collezione 1932 Eterna di Agnelli.
Inutile dire che sono le pentole che uso da sempre e quindi, per me, garanzia di qualità unica.
In più questa collezione mignon sembra fatta per noi food blogger.
Non sono meravigliose?
Le altre le trovate qui.


venerdì 8 marzo 2013

Parliamo oggi di rimedi naturali


La primavera si sta avvicinando e io ho voglia di cambiamenti. Che ne dite di una nuova rubrica?
Il venerdì diventerà il giorno dedicato alla casa. Vi piace l'idea?
Nasce così Living. Lo spazio mio e vostro per scambiarci consigli e curiosità legate al quotidiano. Quello sano, quello buono.
Le donne di casa mia, soprattutto le mie nonne mi hanno insegnato nel corso degli anni i classici rimedi naturali per conservare, salvare, pulire, smacchiare, cucinare. Sopravvivere. Altri li ho appresi sbagliando. Per esempio durante il periodo universitario, quando si vive da soli e si cerca di risparmiare un po' su tutto.
Da quando ho i bambini poi, ho imparato a contenere anche i prodotti chimici e a sostituirli con prodotti naturali che hanno un costo molto più basso e servono per tantissime cose. Anche per cucinare. Ovvio.
Incominciamo?



Incominciamo con il Bicarbonato.

Uno di quegli ingredienti che in casa mia non manca mai. Perché è perfetto per l’igiene di tutta la casa e non solo. Ma leggete un po' qui, a quante cose può servire.

Incominciando dai dolci. Un cucchiaino di bicarbonato aiuta la lievitazione ed è naturale.

Due cucchiai in fondo alla pattumiera aiutano l’eliminazione di odori sgradevoli e funziona!

Per pulire i ripiani della cucina, fonte di batteri e sporco, un po’ di bicarbonato diluito ad acqua tiepida aiuta ad igienizzarli e sgrassarli.

Per gli scarichi domestici non utilizzate prodotti chimici che contengono soda caustica. Preparate voi stessi un rimedio naturale a base di sale grosso e bicarbonato in parti uguali e infine acqua bollente. L’intasamento si scioglierà all’istante senza causare danni ai tubi e odori sgradevoli.

Per l’igiene del water sfrega le pareti con lo scopino e la polvere di bicarbonato a secco. Brilleranno. Fai la stessa cosa per il lavandino e la vasca.

Per evitare le incrostazione nella lavatrice, aggiungi un cucchiaino al normale lavaggio.

Per togliere gli sgradevoli odori alla lavastoviglie , un cucchiaino nella vaschetta.

Per togliere gli odori sgradevoli dal frigo, una ciotolina di vetro con due cucchiai di bicarbonato da tenere sul ripiano del frigorifero.

Per pulire e ravvivare i colori dei tappeti, preparo una soluzione di acqua calda e bicarbonato e la passo con una spazzola di gomma sulla superficie da trattare.

Per lavare frutta e verdura, non solo durante la gravidanza ma ogni giorno aggiungo sempre un cucchiaino di bicarbonato.

Per un pediluvio rilassante il mio rimedio è due cucchiai di bicarbonato e qualche rametto di rosmarino o di lavanda. (funziona quando si hanno i piedi stanchi, credetemi)

Per rendere più tenera la carne per il bollito, un cucchiaino di bicarbonato nell’acqua è quello che ci vuole oltre alle 3 ore canoniche.

Per rendere più teneri i legumi, aggiungete i cucchiaio di bicarbonato nell'acqua.

Per sbiancare i vostri denti, strofinate un po' di bicarbonato mescolato ad acqua sui denti e lavate bene.

Per lavare biberon e giocattoli, acqua calda e bicarbonato sono perfetti per un pulito profondo.


Soddisfatti? Non diventerà anche il vostro miglior amico?
A venerdì prossimo con tante altre curiosità.
Buon week end.

giovedì 7 marzo 2013

La torta al cioccolato più buona che c'è, per me.

Ho sempre avuto la mania di ritagliare foglietti svolazzanti di ricette trovate qua e là.
E conservarle. Conservarle in scatole di latta.
Magari non le guarderò mai.
Ma mi piace sapere che sono lì.
E quando ho voglia, apro le vecchie scatole e prendo spunto per qualche ricetta nuova.
Ho incominciato questa collezione prima di quella dei libri e ricettari di cucina. Ero ancora una bimbetta ma che amava pasticciare con la mamma.
La ricetta di oggi l'avevo quasi dimenticata. Ma faceva parte del contenuto di quelle magiche scatole.
Il titolo della preparazione recitava semplicemente "torta al cioccolato".
Nella semplicità di quel nome era racchiusa la torta più buona che avessi mai assaggiato.
Ricca, compatta e cremosa all'interno ma non secca. Sapete che non amo quei dolci secchi che si sbriciolano in bocca. E restano in cucina per giorni, fino a quando non diventano dei sassi. No, grazie.
Non fa per noi. Noi preferiamo il gusto, la morbidezza, la scioglievolezza di un buon cioccolato. Da accompagnare al caffè al mattino ma anche ad una pallina di gelato alla crema dopo pranzo.
E' la torta giusta, fidatevi di Angela e delle sue scatole magiche.
Non vi preoccupate se si smonta al centro. E' successo anche a me, a casa di un'amica, con un forno diverso. Ma è talmente buona...che vado a mangiarne un pezzetto.
Ops...l'ho già fatto.




Ingredienti: per uno stampo tondo
250 gr di zucchero di canna
220 gr di burro Occelli
200 gr di farina
2 uova
150 gr di cioccolato fondente di ottima qualità
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
250 ml di acqua bollente

Glassa:
100 gr di cioccolato fondente
2 cucchai d'acqua
2 cucchiai di miele
75 gr di zucchero a velo

Lavorate il burro morbido con lo zucchero. Unite le uova e mescolate con uno sbattitore elettrico. Sciogliete il cioccolato al microonde o in un pentolino, fatelo raffreddare e incorporatelo al composto. Unite la farina mescolata al bicarbonato e l'acqua bollente fino ad ottenere un impasto omogeneo e piuttosto liquido. La consistenza sarà quella di una cioccolata in tazza densa! Non temete...state facendo un dolce!
Versate in uno stampo tondo  foderato di carta forno e cuocete per 40 minuti a 180°.
Il dolce all'interno risulterà piuttosto molle. Niente paura. Sfornate il dolce al cioccolato e fatelo raffreddare e compattare. Preparatelo il giorno prima, sarà più buono se fatto riposare.
Se volete, preparate la glassa, lo renderà ancora più buono.
In un pentolino fate sciogliere sul fuoco, il miele con il cioccolato e l'acqua. Create una salsa omogenea. Spegnete la fiamma e aggiungete lo zucchero a velo setacciato per ottenere una glassa da versare sulla torta.
Fate raffreddare e gustatevi la vostra torta guduriosa.

mercoledì 6 marzo 2013

Oggi cucina ... Alessia!

"SANDWICH" MEDITERRANEI DI PESCE PERSICO DAL CUORE FILANTE. 





INGREDIENTI (per 2 persone)

8 filettini di pesce persico
50 g di grissini
30 g di pomodori secchi (preferibilmente non sottolio)
4 Fettine Classiche In.Al.Pi.
Origano qb
Sale qb
Olio Extra
Vergine di Oliva qb

PREPARAZIONE

Preparate la panatura passando al mixer i grissini (un po' grossolanamente), i pomodori secchi e l'origano.
Aggiustate di sale e cospargete con la panatura il lato di un filetto di pesce persico.
Adagiate il filetto dalla parte impanata su una teglia rivestita di carta forno, posizionatevi sopra una fettina classica In.Al.Pi, coprite con un altro filetto e cospargete il "sandwich" ottenuto con abbondante panatura. 
Proseguite così fino a ultimare i filettini (otterrete 2 "sandwich" a testa).
Versate sui filetti un filo di olio extra vergine d'oliva e infornate a 180 °C per 15' circa (forno statico).

Potete servire i filettini adagiati su una morbida crema di cavolfiori o di patate, o accompagnarli con  una semplice insalatina di stagione.

martedì 5 marzo 2013

Per alleggerirci un po'...

Oggi vi propongo una ricetta leggerissima. A base di scampi, merluzzo, finocchi e cavolo romanesco. Il tutto condito da una gustosa citronette al limone.
Per chi vuole mangiare leggero senza rinunciare al gusto, questo è il piatto giusto.

Ingredienti: per 4 persone
1/2 kg di scampetti
4 filetti di merluzzo
1 cavolo romanesco
1 limone non trattato
2 finocchi
olio evo
sale e pepe

Tagliate il cavolo in cimette e fatele lessare in acqua salata. Così farete anche per il finocchio tagliato a fettine.
In un'altro pentolino sbollentate gli scampetti e i filetti di merluzzo. Preparate ora la citronette con succo del limone, sale, pepe, olio e scorzetta. Emulsionate bene e assemblate il piatto.
Per ultimo condite con la citronette.




venerdì 1 marzo 2013

Identità Golose 2013

"Lascio agli altri la convinzione di essere i migliori e tengo per me la certezza che si può sempre migliorare.”



Quando mesi fa mi arrivò l'invito per il Congresso, fui colpita dal tema che si sarebbe trattato quest'anno. Un tema che tengo molto a cuore. Il rispetto.
Rispetto per la propria terra, per il cibo, per le persone, per gli ingredienti, per i clienti.
Il valore rivoluzionario del rispetto era Identità Golose 2013, a Milano, dal 10 al 12 febbraio.
E come ogni anno, il freddo e la neve non hanno impedito ad appassionati foodies di raggiungere la sede del gusto.
3 giorni di incontri, scambi, discussioni, show cooking di chef italiani ed esteri, tre giorni per incontrare amici, colleghi, chef stellati, maitres, giornalisti, bloggers, artigiani. Tre giorni per respirare il cibo come cultura, il cibo come consolazione, il cibo come necessità, il cibo come aggregazione e gioia, il cibo come ritorno. Tre giorni di foto, piatti, colori, sguardi, abbracci, sorrisi, risate. Tre giorni per imparare, apprendere, curiosare.
Tre giorni in cui gli chef si sono confrontati, aiutati, hanno creato uno splendido team affiatato per poter trasmettere a noi la loro idea di rispetto, la loro filosofia in cucina e in sala.
Le sorelle in pentola c'erano. Come sempre. Solo domenica purtroppo. 
E in un solo giorno abbiamo deciso di concentrare tutti gli interventi e di vivere al meglio la prima giornata.



Vi racconterò alcune delle belle realtà che abbiamo vissuto.
Aprendo le danze, in sala Auditorium con i grandi della cucina italiana. Ezio Santin e Fabio Barbaglini (Antica Osteria del Ponte, Cassinetta di Lugagnano (Mi), Massimiliano Alajmo ( Le Calandre, Rubano, Padova), Simone Padoan (I Tigli, San Bonifacio, Verona) e Franco Pepe (Pepe in grani, Caiazzo, Caserta). Rispetto per la materia prima, per il territorio di provenieza, per la natura. Attraverso video e musiche gli chef si sono raccontati. Un'idea di quest'anno che mi è piaciuta molto perchè coglie l'anima, il modus vivendi e la filosofia dei protagonisti di Identità Golose. (Che dire, ho scoperto che il ciclismo è uno sport comune fra gli chef!). 

Conoscevo Massimiliano Alajmo (sono stata a mangiare da lui per il mio 30° compleanno, mai regalo fu più gradito!) e Simone Padoan (grande scoperta emozionale fatta grazie al Molino Quaglia), che reputo due grandi artigiani del gusto, due grandi artisti di cucina oltre ad avere quella timidezza elegante che tanto amo.
Franco Pepe è stata una piacevole scoperta e quest'estate non posso non fare tappa a Caiazzo. Per conoscere la sua pizza a lunga lievitazione e impastata a braccio, da lui. Per conoscere un uomo che porta avanti il lavoro di famiglia con onestà e sacrificio, con amore e tradizione. Mi ha colpito il suo intervento, in modo timido ma deciso si è approcciato a noi, raccontandoci la sua esperienza e il suo modo di rispettare i prodotti campani in cucina e il cliente in sala. Anche venendogli incontro nel prezzo. (che non è poco)
Santin non ha bisogno di presentazioni. In quest'occasione ho provato un profondo senso di rispetto e di tenerezza per questo grande maestro, grande conoscitore di materia prima, che ha segnato la storia della cucina italiana.
E poi dopo i grandi nomi, ci siamo approcciati agli chef emergenti, per capire come un giovanissimo si avvicina alla cucina e qual'è la filosofia.
E così abbiamo conosciuto Lorenzo Cogo (El Coq- Marano Vicentino-Vicenza) e Christian Milone (La Gastronavicella, Pinerolo-Torino) che hanno presentato piatti semplici, minimalisti ma arricchiti da una profonda conoscenza della materia.
Lorenzo ci ha raccontato il suo piatto a base di torresano, un piccione tipico del vicentino, affumicato con gli odori del bosco, parlandoci del suo rispetto per il quotidiano, per il lavoro dei suoi artigiani, per i prodotti dimenticati e l'amore per la brace.

 Christian invece ci ha proposto dei piatti un po' azzardati ma interessanti, con un suo tocco piemontese.
"Reinventare il nuovo utilizzando prodotti conosciuti e a volte anche banali" come il prezzemolo (gnocchi al prezzemolo con arselle) o ancora l'erba grassa (Tagliatelle con erba grassa e salsa di geranei.)


E poi ci siamo addentrati nell'immaginario con Antony Genovese (Il pagliaccio, Roma).
Con la sua cadenza franco-calabra, con la sua sensibilità ci ha raccontato la sua cucina che è una fusione tra andata e ritorno. Immagini e musiche ci hanno fatto entrare nel suo mondo, nel suo viaggio di ritorno alle origini: l'Italia. E allora prima a Ravello e poi a Roma per esprimere la creatività coltivata negli anni con una logica, un senso. Quello di andare verso il futuro degli ingredienti, delle tecniche, dei concetti tornando però alla cucina dei nostri nonni, alla cucina antica, alla cucina del rispetto.
 Ogni sua creazione è saldamente legata al punto di partenza.

E poi Identità Golose è tante altre cose, e allora vi lascio un po' di foto e ci rivediamo a Milano l'anno prossimo. Non vedo l'ora.


Il vulcanico Davide Scabin

E il suo piatto


Alcuni degli artigiani del gusto presenti



Io, Chiara e Stefania

 

"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e per le nazioni, perchè la crisi porta progresso, la creatività nasce dall'angoscia,  come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che nasce l'inventiva, nascono le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce alla crisi i propri fallimenti e le proprie difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni "(A. Einstein)


Foto Credits: Identità Golose

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