giovedì 31 gennaio 2013

Crumble. I love.

Crumble di mele. Un dolce che amo. Croccante fuori e cremoso all'interno, con le mele e la cannella che si fondono meravigliosamente.
Qui ve ne do una variante con mele e avena. (da provare)
Oggi invece vi propongo un crumble con mele e pere, due frutti di questa stagione.
E' davvero un dolce semplicissimo. L'idea era quella di fare la torta di mele e pere per i nonni in arrivo.
Ma non avendo uova in casa, credo di aver fatto la scelta più giusta. Mio padre, come me, l'adora.
E domani la ricetta della salsa di accompagnamento per invitare gli amici la sera a cena. O no?


Ingredienti:
200 gr di farina 00
120 gr di zucchero di canna (in alternatina zucchero semolato)
120 gr di burro + 1 cucchiaio per la farcia
cannella
4 mele
3 pere
succo di un limone
succo di un'arancia

Preparazione:
Tagliate le mele e le pere a pezzetti e mettetele a macerare in una coppa con il succo di limone e arancia. Per 10 minuti. Nel frattempo mescolate insieme la farina, la cannella e lo zucchero, unite il burro a cubetti e lavorate con le mani fino ad ottenere un composto bricioloso. In una padella fate sciogliere il cucchiaio di burro e unite mele e pere. Fate ammorbidire per pochi minuti e trasferite nella teglia rivestita di carta forno.
Coprite con il crumble di pasta e fate cuocere in forno per 30 minuti a 180°
Servite con salsa alla vaniglia o gelato alla crema.

mercoledì 30 gennaio 2013

Oggi cucina ... Arianna!

Kus Kus vegetariano e tartare di tonno con Franciacorta Pas Dosé


Ingredienti per 4 persone:
kus kus precotto
2 pomodori medi e molto sodi
mezza zucchina
1 peperone rosso
4 hg di filetto di tonno (ricordatevi che deve essere abbattuto)
1 cipolla rossa
olio EVO
sale, pepe e aneto per guarnire
Verdure miste per il brodo vegetale


Preparazione:
Lavare e fare a dadini piccolissimi il peperone, la zucchina, i pomodori (eliminando la parte interna con i semini), in una padella mettere un filo d'olio e far saltare il kus kus, aggiungere il brodo vegetale bollente, cuocere per cinque minuti fino a completo assorbimento del brodo, aggiungere le verdure. Continuare la cottura per altri due minuti (le verdurine devono assolutamente restare croccanti) aggiustando di sale e pepe.


Per la tartare tagliare al coltello il filetto di tonno, in dadi abbastanza piccoli, circa di 1 cm, tritare finemente una cipolla rossa, unire i due ingredienti aggiungendo sale e olio EVO.
Impiattare utilizzando un coppa pasta, aggiungere una abbondante macinata di pepe, olio e dell'aneto come guarnizione.
Un antipasto leggero ma molto sapido: la tartare con la cipolla rossa ha un gusto abbastanza forte che viene smorzato dal kus kus di verdure più dolce, piacevolmente croccante grazie alle verdure semi crude.
Il piatto è stato abbinato ad un Franciacorta Pas Dosé 2007, Chardonnay 100% che accompagna molto bene il tonno crudo, i due prodotti nature si esaltano a vicenda.

martedì 29 gennaio 2013

Torta mandarini e mele

Questa torta è il mio must di colazione da due settimane ormai. La preparo, la congelo e me la ritrovo sempre pronta per quando torno a casa il week end.
A vivere in giro per l'Italia ormai ci tocca abbattere e surgelare tutto :-)
Comunque facilissima, anche perchè frullo i mandarini interi con la pellicina, quindi velocissima da fare e rimane morbidissima.
La rifate subitissimo?



lunedì 28 gennaio 2013

Innocenti evasioni.

La mia prima volta da Innocenti evasioni è capitata la sera del mio compleanno. Conoscevo di nome questo ristorante ma ero da tempo curiosa di provarlo.
Devo essere sincera. La prima cosa che mi ha colpito sono stati i prezzi.
Dopo un'intera settimana di ristoranti, stellati e non, a pranzo e a cena, e dopo prezzi decisamente esagerati in alcuni casi, il menu di questo ristorante mi ha piacevolmente colpito.
Gli antipasti variano dai 13 ai 18 euro, i primi dai 13 ai 15 euro, i secondi dai 22 ai 24 euro.
Ragionevoli, considerando la stella Michelin e considerando la città di cui stiamo parlando, Milano.
Ma la cosa più carina di questo ristorante sono i "pacchetti" con la scelta di un menu degustazione a 68,00€, il menu a propria scelta con un antipasto, un primo, un secondo e un dolce a 51,00€ e un menu tematico (io ho trovato quello a tema carciofi a poco meno di 40 euro).



Le porzioni sono ovviamente contenute, ma un menu a propria scelta, dall'antipasto al dolce a 51 € non mi capitava da tempo, lo ammetto.

Ho assaggiato quindi diverse pietanze e ho trovato una delicatezza estrema in ogni piatto. Nessun accostamento troppo osato, alcuni addirittura un po' scontati, ma sempre armonico e piacevole.

Ottima l'idea anche del box per Natale e Capodanno con i piatti pronti da rigenerare a casa. E a quanto pare, parlando con lo chef, va molto bene.

Che dire, quindi. La via è piccolissima, ma la vista giardino ne vale la pena. I piatti anche. E il servizio, anche. Quindi, consigliato eccome.

Di seguito il menu che ho trovato io al ristorante e che trovate online sul sito.


GLI ANTIPASTI

Polipo

rosolato, pachino essicato, robiola, olive e capperi disidratati
€ 14,50

Pesce spada marinato

foglie di ostrica, alghe ishiki, rucola e acqua di mare all'extravergine
€ 14,50

Sella di cervo

insalata di cavolo cappuccio, pera al vino rosso, citronette al miele speziato
€ 13,50

Cardi al latte

mantecato di taleggio e patate, tuorlo d'uovo e polvere di castagne
€ 13,50

Crudo di gamberi rossi

del mediterraneo, le teste fritte, insalata di finocchi marinati
€ 18,00

I PRIMI

Gnocchetti di patate

mantecate con frutti di mare e piccadilly pelati
€ 15,50

Tortelli

ripieni di coda di bue, sugo di carne, julienne di sedano rapa e filetti di pomodoro
€ 13,50

Riso carnaroli Aquerello

mantecato con funghi porcini essicati e animelle di vitello al marsala
€ 13,50

Bigoli al torchio

di farina di grano arso, porri e mascarpone al pepe e tartufo nero
€ 12,50

Maltagliati di farina di castagne,

mantecati con broccoli, castagne, ricotta tiepida e pancetta affumicata
€ 13,00

I SECONDI

Rana pescatrice

piccole verdure in brodo di champagne allo zafferano
€ 24,00

Branzino

rosolato, verza brasata, ceci e sugo di crostacei
€ 24,00

Lombatina di coniglio

alle erbe, funghi rosolati, salsa al Grana Padano 24 mesi e polvere di olive
€ 23,00

Coppa di maialino

arrostita, cime di rapa leggermente piccanti, olive e salsa alle acciughe
€ 23,00

Padellata

di patate e funghi porcini
€ 22,00

I NOSTRI DOLCI

Carpaccio di pera,

cioccolatoso, polvere di pan di spezie, latte ridotto e cips di zucca
€ 11,00

Crostata,

gelè di mango, ganache di cioccolato e mandorlato croccante
€ 11,00

Cheese cake alla vaniglia

sorbetto di uva fragola al Porto rosso
€ 11,00

Cilindro croccante

farcito di crema al cardamomo, marroni glassati e sorbetto di cachi
€ 11,00

Semifreddo alla vaniglia

torta di banane e mascarpone alle fragole
€ 11,00

Composizione di gelati alla crema,

frutta secca e salsa inglese
€ 11,00

Sorbetto di clementine

mimosa di grano arso, ristretto al marsala e cremoso al cioccolato bianco
€ 11,00

Il Gran Galà di dolci

Il meglio della nostra pasticceria in un' unica composizione
€ 18,00

Selezione di formaggi

Degustazione di formaggi vaccini e caprini accompagnati dalle nostre confetture
€ 15,00

MENÙ DEGUSTAZIONE:

Carpaccio di astice carciofi, zabaione al dragoncello e cialda alle olive
Franciacorta Cellarius '07 Berlucchi
Foie gras d’ anatra in terrina, composta alle mele cotogne, pan brioche
Monbazillac '07 Ch. Belleve
Ravioli rosolatifarciti di salsiccia al tartufo nero, brodo ristretto e porri fritti
Barbera Sant'Andrea '09 Vigne Marina CoppiGuancia di vitellocrogiolata dolcemente nel suo sugo, polenta di storo e riduzione di cottura ai porcini essicati
No Name '08 Borgogno
Dessert un dolce a scelta dalla nostra lista
Il menù completo €. 68,00
oppure
Due piatti a scelta e il dessert €. 47,00

La degustazione di vini €. 23,00
La piccola degustazione di vini €. 15,00


 

PICCOLO MENÙ DEGUSTAZIONE:

Il piatto unico:
Gnocchetti di patate mantecati con frutti di mare e piccadilly pelati
Rana pescatrice con piccole verdure in brodo di
Champagne allo zafferano

oppure
Tortelli ripieni di coda di bue, brodo ristretto con le
sue verdure a julienne
Coppa di maialino arrostita, melacotogna guanciale rosolato, pan d'epice e aceto balsamico
Composizione di gelati alla crema con salsa alla vaniglia e frutta secca
€. 28,00

sabato 26 gennaio 2013

Il vino dei fratelli Sforzellini

LS SFORZELLINI WINES
"Un vino esclusivamente per tutti"

Oggi parliamo di una collaborazione, di un'amicizia che coivolge il vino e il cibo.
Parliamo di una nuova selezione di vini firmata dagli amici e chefs  Luigi e Luca Sforzellini assieme alla storica cantina trentina Monfort di Lorenzo Simoni.
I fratelli Sforzellini, che negli anni si sono sempre occupati di cucina, in modo professionale ma soprattutto appassionato, facendo esperienze in Italia e all'estero con grandi soddisfazioni e riconoscimenti, non hanno mai trascurato l'amore per il vino, da buoni trentini.
Hanno quindi deciso di comune accordo e con l'aiuto della storica cantina Monfort, di dare vita ad una Selezione di vini firmata da loro, al suo esordio sul mercato nazionale e internazionale. 
 Con la sua serietà ed esperienza, Lorenzo Simoni ha perfettamente interpretato i desideri e le convinzioni eno-culinarie dei celebri chefs nonchè fratelli Luigi e Luca Sforzellini dando concretezza alle loro innovative intuizioni rivolte al vino.



Ma parliamo del prodotto: La selezione è composta da sei vini: un TrentoDoc, un Pinot Grigio Ramato, un Gewurztraminer, un Teroldego Rotaliano, un Sauvignon Blanc e una cuvée bianca, Miniera AG 47 Cuvèe; un vino dedicato alle antiche miniere di argento del trentino, visto che i vigneti di produzione sono situati in tali zone, ovvero, dell’Argentario.



Tutte e sei le tipologie di vino sono state realizzate nella loro composizione enologica, legate ad una attenta espressività di pienezza e ad una capacità di accostarsi facilmente a varie situazioni gastronomiche; con libero spazio al personale accomunamento ai vari gusti, semplici o elaborati. La nuova selezione di vini LS Sforzellini racchiude un’interessante, attuale ed innovativa essenza enologica. Magica interpretazione del territorio trentino, volutamente rappresentata nella creazione della nuova linea dai tre ideatori.

 La selezione firmata LS Sforzellini è il frutto di più di un anno e mezzo di lavoro e molte interazioni mentali e tecniche. Formatesi nel convulso e misurato scambio di opinioni, pareri tecnici ed esperienze di produzione vinicola e ampie conoscenze di accostamenti gastronomici.

 Una proposta dedicata al settore della ristorazione e agli appassionati in una formula di promozione, il cui motto è “Esclusivamente per Tutti”. Una nuova era concettuale sui vini di territorio “esclusivamente per Tutti” è quindi iniziata.

www.ls.sforzelliniwines.com





venerdì 25 gennaio 2013

E con i ricciarelli? Io ci faccio la crostata.

Vi è capitato di trovare nelle ceste per Natale, prodotti che non consumate abitualmente?
A me capita spesso. Con diverse tipologie di prodotto. E quindi cerco attraverso questo blog, attraverso questo modo immediato di arrivare a voi, di darvi qualche consiglio per un diverso utilizzo degli alimenti.
La ricetta di oggi nasce proprio dalla curiosità di trasformare una scatola di ricciarelli Sapori di Siena, i biscottini senesi con le mandorle, li conoscete vero? E quanto sono buoni?
Beh, visto che  veniva a trovarmi per l'ora del tè, una cara amica che ama le crostate, ho pensato ad un uso diverso dei ricciarelli...proprio per evitare di farli diventare secchi. Ho pensato di preparare una crostata con una base di ricciarelli, le mele e la cannella.
Ditemi un po' voi...che ve ne sembra? Un azzardo, riuscito! Ci avevate mai pensato?
E con una tazza fumante di buon tè miscela Christmas (altro dono di Natale) è l'ideale.

Crostata ricciarelli e mele

Ingredienti: per 4 persone


250 gr farina 00
100 gr zucchero
125 gr burro
1 uovo intero
3 mele
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1 confezione di ricciarelli da 200 gr

Preparazione:
In una terrina lavorate il burro con lo zucchero. Aggiungete l’uovo. Mescolate con una forchetta. Versate poi le farina e il lievito. Impastate con le mani affinché in composto prenda una consistenza compatta e morbida. Potete stendere direttamente la frolla senza farla riposare in frigorifero. Stendete quindi la base sullo stampo piccolo da crostata , foderate con carta forno. Frullate ora i ricciarelli nel frullatore per ottenere una pasta che andrete a spalmare sulla base della frolla. Aggiungete ora le fette di mele che avrete sbucciato e tagliato. Chiudete ora con un disco di frolla, come la più classica delle crostate alle mele. Cuocete in forno a 180° per 30 minuti. Quando sarà tiepida cospargete la superficie di zucchero a velo e gustatevela.

giovedì 24 gennaio 2013

Ristorante Mediterraneo, a Badoere

Arrivare a Badoere di Morgano, nella Marca Trevigiana vuole dire fare una sosta in questo luogo della buona cucina.
Siamo nella piazza principale di Badoere, conosciuta meglio come "rotonda", costruita nel 1756 dalla famiglia Badoer  che trasformò questo luogo in un antico borgo fatto di un lungo sottoportico circolare dove si sono sviluppate abitazioni e botteghe, tra cui la locanda.
E qui, in quella che un tempo fu la Locanda, nasce il ristorante "Mediterraneo". Un luogo che riprende lo stile di un tempo.


Una cornice semplice ma curata. Un ambiente rustico, con travi a vista e mattoni ai muri. Una tavola essenziale, pulita che non confonde il cliente. Ma lo prepara al menu. Il vero protagonista.
Un menu alla carta, che cambia in base all'offerta stagionale. Una cucina molto attenta alla qualità dei prodotti e al giusto equilibrio dei sapori. Un menu di territorio ma personalizzato dalla creatività di Franco, chef patron e aggiungo splendido padrone di casa. 
Cucina di pesce e di carne. Qui ho mangiato uno dei migliori crudi di branzino. Ma anche la più succosa pancia di maiale.
Vorrei trovare l'aggettivo giusto per descrivere il Mediterraneo ma a distanza di mesi e di stagioni provo emozioni nuove. Sono stata la prima volta la scorsa estate dove ho gustato uno dei migliori crudi di pesce. E dei ravioli di seppia con crema di piselli che si scioglievano in bocca. E l'aggettivo allora è stato: equilibrato, raffinato, mai scontato.
Oggi vi sono tornata con un menu fuori dal comune.  E' difficile trovare in un buon ristorante pancia di maiale, trippa di manzo, bollito misto. Ma che piacevole viaggio tra gli antichi sapori di campagna, sapientemente legati ad ingredienti nuovi!
Per darvi un'idea:
Pancia di maiale alle fave di cacao, con cime di rapa e composta di cipolle rosse. (un antipasto che ho amato al primo assaggio. La cottura della pancia era perfetta. Si scioglieva in bocca. La composta di cipolle rosse dava un tocco dolce e delicato. La cima di rapa non copriva i sapori ma li esaltava permettendo ad ogni ingrediente di emergere.). Abbinato ad uno splendido Pinor Noir di un piccolo produttore dell'Alto Adige.
Zuppa di lenticchie di Caprafico e cappellacci ai cardi (un primo piatto molto delicato ed equilibrato, una zuppetta saporita con cappellacci fatti a mano ripieni di crema al cardo gobbo)
Bollito di carni, purè di patate, rafano e salsine (un insieme di manzo, lingua, testina, cotechino servito come tradizione vuole con purè di patate del Montello mantecate al burro e parmigiano, salsa verde e salsa al rafano, meglio conosciuto come cren).
Ma ancora  Farfalle all'uovo ripiene di zucca e mostarda, con radicchio tardivo e pecorino.
Bigoli di farina integrale al torchio al ragù d'anatra.
Guance di manzo brasate con caponata di verdure.
Ossibuchi di vitello allo zafferano con cipolle di Montoro glassate e radicchio marinato.
E poi i vini, grande amore di Franco che ha selezionato più di 1200 etichette italiane ed estere di piccoli e grandi produttori per soddisfare le richieste dei clienti più esigenti.
E poi i dolci. Mi è capitato più di una volta di essere appagata dall'intero menu ma con i dolci le mie valutazioni sono crollate. Beh, state tranquilli, non è il caso del Mediterraneo.
I dolci sono meravigliosi. Ricchi, legati ai frutti di stagione. Mai troppo dolci, mai stucchevoli.
Parfait di pistacchio in crosta di fondente con crumble di mandorle e caramello salato. Inutile dirvi che merita di essere mangiato, come il più classico dei dolci trevigiani: il tiramisù.
E l'aggettivo questa volta è stato: completo, equilibrato, tradizionale e innovativo. Nell'insieme armonico.

Non potevo quindi non parlarvi di quest'oasi del gusto, a Badoere.
Non posso che consigliarvi un viaggio in questo luogo dove ci si sente un po' a casa.

 Mediterraneo
Piazza Indipendenza, 31
Badoere, Treviso
tel: 0422/837276

mercoledì 23 gennaio 2013

Oggi cucina ... Annarita!

DELIZIA AL CAFFÈ ... esclusivamente per i professionisti dei peccati di gola!





INGREDIENTI:

5 fogli di colla di pesce
150gr di zucchero
3 tuorli d’uovo
300gr di latte intero
350gr di panna
1 tazzina di caffè espresso
1 tazzina di Nescafé
10 gherigli di noce
½ cubetto di cioccolato fondente per dolci
Topping al cioccolato Toschi


La crema: mettere a bagno la colla di pesce in una ciotola con dell’acqua fredda. In un tegame dal fondo spesso sbattere i tuorli con lo zucchero usando una frusta a mano. Far bollire il latte in un altro pentolino e versarlo un po’ alla volta sulla crema mescolando continuamente. Mettere la crema sul fuoco a fiamma bassa e, sempre mescolando, aspettare finché non accenna a bollire. Spegnere il fuoco, strizzare la colla di pesce ed unirla alla crema. Mescolare velocemente ed aggiungere i 2 tipi di caffè. Far raffreddare.


La panna: montare la panna ben ferma con lo sbattitore elettrico (tenere la panna in frigo almeno un paio di ore prima di usarla così monta meglio) e mescolarla con delicatezza alla crema ormai fredda.
Bagnare con dell’acqua fredda uno stampo da budino e versarvi la delizia. Lasciare 1 h nel freezer e almeno 2 h nel frigo.


Guarnire: rovesciare la delizia su un piatto da portata e decorare con il topping al cioccolato, con scaglie di cioccolato fondente e le noci spezzettate a mano.




martedì 22 gennaio 2013

Salmone e bufala. Beh.

Salmone ripieno di mozzarella di bufala.
Che ve lo dico a fare ...
Semplice e godurioso. Basta incidere il filetto di salmone norvegese all'interno e riempirlo con la mozzarella a fettine sottilissime. Scegliete voi il ripieno. Aggiungete una foglia di basilico.
Poi con un filo di olio scottatelo in padella.
Poi ditemi com'è :-)



lunedì 21 gennaio 2013

Gnocchi alla romana con pesto e briciole di cialda di parmigiano

Che buoni gli gnocchi alla romana.
Così cremosi, nella loro semplicità.
In questo caso li ho conditi con burro, come sempre, ma anche pesto di basilico e briciole di cialda di parmigiano.
Beh, qualcosa di croccante e saporito qui ci sta benissimo.
Voi che dite?



sabato 19 gennaio 2013

Un'isola per 9 chef!

La passione per la cucina
si nutre del gusto del pensiero







Un libro che non può mancare a…
chi ama stare ai fornelli
chi si occupa di gastronomia per lavoro o per passione
chi è a caccia dei segreti antichi ma segue i maestri nuovi della cucina siciliana
i curiosi dei segreti e delle interpretazioni d’eccellenza della cucina tradizionale siciliana

Per saperne di più del libro
Scrivere di cucina non è semplice, ma quando grandi Chef siciliani – amati da critica e pubblico – si ritrovano tra le pagine di un libro, ecco venir fuori un prezioso strumento di consultazione. 
Questo libro intende dare una visione suggestiva e d’eccellenza della cucina dell’Isola, rivisitata in chiave contemporanea da nove Chef che operano sul territorio regionale, sette maestri di gastronomia che lavorano giorno per giorno con impegno, serietà e passione. Ogni Chef cura una sezione specifica, in cui presenta la propria filosofia gastronomica, la propria esperienza personale e propone dieci ricette, complete di fotografie e commenti, che coniugano tradizione, innovazione e personalità.

Per saperne di più degli Chef
Cristhian Busca, ristorante Il Giardino degli Ulivi del Grand Hotel San Pietro di Taormina, segnalato da: Michelin, L’Espresso, Le Soste di Ulisse; 
Nuccia, Pina, Nina e Pinucciaristorante Antica Filanda di Capri Leone, segnalato da: Michelin, Le Soste di Ulisse;
Sandro Cicero, ristorante Palazzaccio di Castelbuono, segnalato da: Michelin;
Pietro D’Agostino, ristorante La Capinera di Taormina, *Michelin, segnalato da: Le Soste di Ulisse; 
Alberto Rizzo, ristorante Osteria dei Vespri di Palermo, segnalato da: Michelin, L’Espresso, Le Soste di Ulisse, Gambero Rosso; 
Claudio Ruta, ristorante La Fenice dell’Hotel Villa Carlotta di Ragusa, *Michelin, segnalato da: L’Espresso, Gambero Rosso;
Andreas Zangerl, ristorante Bellevue dell’Hotel Metropole di Taormina, *Michelin.






venerdì 18 gennaio 2013

Zucca+cantucci? Che avrò preparato?

Un'idea, un consiglio per trasformare un risotto alla zucca in un Signor risotto! Con l'aggiunta di piccoli biscottini toscani.
Amo gli azzardi in cucina soprattutto quando riguardano  il mescolare dolce e salato. melohaattaccatomiamadre.
E poi non amo buttare nulla. Così riciclo, creo piatti nuovi e se soddisfano i miei primi commensali, li condivido con voi. E vi assicuro che questo piatto merita davvero.
Avevo già fatto per alcuni amici il risotto alla zucca con polvere di amaretti (in ricordo di Mantova), con cioccolato amaro (ricetta sul nostro libro).
Ho pensato che con i cantuccini al cioccolato sarebbe stata un'ottima idea per consumare gli ultimi due cantucci rimasti nel barattolo dei biscotti. Ma anche per il pranzo di domenica e perchè no...per omaggiare l'amata Toscana.
Spero davvero vi piaccia e soprattutto che possa essere un aiuto per le vostre cenette casalinghe...ma con quel qualcosa in più...

Risotto in crema di zucca con polvere di cantucci

Per 4 persone:
Per la crema di zucca:
1/2 zucca violina
2 patate
1 cipolla
olio extravergine
sale
pepe
50 gr di latte
300 gr d'acqua

Per il risotto:
250 gr di riso carnaroli ( o a vostra scelta)
300 ml di brodo vegetale
sale
3 cucchiai di parmigiano reggiano
1 cucchiaio di burro (per la mantecatura)
8 cantuccini con gocce di puro cioccolato Sapori di Siena

Preparazione:
Tagliate prima di tutto la zucca a pezzetti e dopo aver fatto soffriggere la cipolla nell'olio, aggiungete la zucca e le patate tagliate a pezzi. Aggiustate di sale e pepe e aggiungete il latte e l'acqua.
Fate cuocere per 30 minuti affinché la zucca e le patate si inteneriscano.
A questo punto con un mixer ad immersione emulsionate per 2 minuti per creare una crema densa e vellutata. Aggiungete ora il riso e fate insaporire. Continuate la cottura del riso bagnando con il brodo. A cottura ultimata mantecate con il burro e il parmigiano. Nel frattempo tritate in polvere i cantuccini. Versate il risotto in crema di zucca nelle fondine e guarnite con la polvere di cantuccini al cioccolato che a contatto del calore si fonderà in un abbraccio di sapori.



giovedì 17 gennaio 2013

I tanto attesi grissini...doppio gusto!

Eccoci, come vi avevo promesso su Facebook e Instagram, ci siamo.
La ricetta dei grissini di pane è vostra.
Nessuna lunga lievitazione. In poche mosse avrete degli splendidi grissini golosi e farciti da mangiare e offrire ai vostri ospiti.
Non male, che dite? E potete farcirli come più vi piace: pomodori secchi, olive, pancetta, verdurine, formaggi.
Allora, prendete nota che arriva la ricetta e chissà, magari la farete proprio questo week end.




Grissini al prosciutto crudo, salame ed emmental

Ingredienti:
450 gr di farina 0
1 bustina di lievito secco
1 cucchiaino e1/2 di sale
250 ml di acqua tiepida
4 fette di salame o prosciutto (avanzi del frigo)
2 fette di emmentaler o formaggio a vostra scelta
olio evo (da spennellare a fine lievitazione)

Potete utizzare l'impastatrice o lavorare il composto in una ciotola con la forchetta e poi impastare con le mani. A voi la scelta.
Versate la farina in una ciotola, aggiungete il lievito secco e mescolate unendo l'acqua poco alla volta e il sale. Lavorate il composto con le mani per 4 minuti o nel vostro robot da cucina con il gancio impastatore per due minuti. Aggiungete all'impasto i salumi e il formaggio tagliati a pezzettini e continuate ad amalgamare. Otterrete una pasta elastica e compatta.
Ricavate 12 palline a cui darete la forma di grissini lunghi e cicciotti.
Sistemate i grissini sulle placche del forno rivestite di carta forno. Fate lievitare coperte da un canovaccio pulito, per 50 minuti'. Dopo questo tempo saranno leggermente aumentati di volume. Spennellateli con olio evo e fateli cuocere per 20' in forno caldo a 180°.


Grissini di segale integrali ai semi di girasole

Ingredienti:
300 gr di Farina integrale
200 gr di farina di segale
1 bustina di lievito secco
1 cucchiaino e 1/2 di sale
250 ml di acqua tiepida
50 gr di semi di girasole
olio evo (da spennellare a fine lievitazione)

Potete utizzare l'impastatrice o lavorare il composto in una ciotola con la forchetta e poi impastare con le mani. A voi la scelta.
Versate le farine in una ciotola, aggiungete il lievito secco e mescolate unendo l'acqua poco alla volta e il sale. Lavorate il composto con le mani per 4 minuti o nel vostro robot da cucina con il gancio impastatore per due minuti. Aggiungete all'impasto i semi di girasole e continuate ad amalgamare. Otterrete una pasta elastica e compatta.
Ricavate 12 palline a cui darete la forma di grissini lunghi e cicciotti.
Sistemate i grissini sulle placche del forno rivestite di carta forno. Fate lievitare coperte da un canovaccio pulito, per 50 minuti'. Dopo questo tempo saranno leggermente aumentati di volume. Spennellateli con olio evo e fateli cuocere per 20' in forno caldo a 180°.




mercoledì 16 gennaio 2013

Oggi cucina ... Giovanna!


Ciambella al cocco e cioccolato.

"Dessert o centrotavola? Per le prossime feste, se volessimo cambiare centrotavola ad ogni portata, potremmo realizzare centrotavola "mangerecci". Quest'anno sono molto di moda. Per il dessert è facile: basta una ciambella, una candela e... un po' di fantasia."





INGREDIENTI (per 8/10 persone)


– Impasto
Burro: 125 g
Zucchero superfino: 180 g
Scorza di 1 arancia grattugiata
Uova: 2
Farina di cocco: 75 g
Latticello: 210 g (oppure uno yogurt magro da 125 g unito a 85 ml di latte magro)
Farina 00: 195 g
Lievito per dolci: 1 bustina


– Copertura
Cioccolato fondente: 150 g
Latte magro: 10 cucchiai
Cannella in polvere: 1 cucchiaino
Farina di cocco, codette al cacao, palline di zucchero colorate, fiori di zucchero


PREPARAZIONE


Impasto
– Accendere il forno a 170°.
– In mancanza di zucchero superfino, frullare lo zucchero nel mixer per qualche minuto. Montare il burro (a temperatura ambiente) con lo zucchero.
– Aggiungere le uova sbattute e la scorza d'arancia. Amalgamare bene.
– Unire farina di cocco, lievito e, alternativamente, piccole quantità di farina setacciata elatticello.
– Ottenuto un impasto il più liscio possibile, versarlo in uno stampo a ciambella. Il mio stampo (in silicone) ha una diametro minimo di 16 cm circa e massimo di 18 cm; l'altezza è di 8 cm. L'altezza della ciambella è risultata di cm 7,5 circa. Ovviamente si può optare per una torta invece che per una ciambella. Se lo stampo non è antiaderente né in silicone, va imburrato e infarinato.
– Infornare a 170° per 60/70 minuti.


Copertura
– Quando la ciambella sarà diventata fredda, rovesciarla su una gratella messa sopra a una teglia, che raccoglierà le colature della copertura.
– Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente grattugiato. Fuori dal fuoco, unire lacannella in polvere e, uno per volta, i cucchiai di latte freddo, amalgamando e montando con un cucchiaio di legno.
– Versare la copertura sulla ciambella, in modo da ricoprirla completamente. Indispensabile una spatola in silicone per i punti rimasti eventualmente scoperti.
– Mescolare in un bicchiere la farina di cocco, le codette al cacao, le palline di zucchero colorate e, inclinando leggermente la gratella, cospargere con il miscuglio le pareti verticali della ciambella. Disporre invece sulla superficie superiore i fiori di zucchero.
– Far solidificare nel ripiano meno freddo del frigorifero.


Ed ecco qua l'interno della ciambella.





martedì 15 gennaio 2013

Paccheri olio e parmigiano. Si, avete sentito bene.

Perchè voi credete sia un piatto facile?
No. Esattamente come l'aglio, olio e peperoncino.
Uno di quei piatti che, se non sai fare (come nella maggior parte dei casi), sa di olio e di nient'altro.
Allora, complice un giorno decisamente difficile di nausea post serata al Plastic, e un unico pacco di paccheri di Gragnano in casa, ho "fatto per benino" un'ottimo piatto di pasta che mi riconciliasse con il mio stomaco.
Ci metterete un po' di più. ma fidatevi ... ne vale la pena.



lunedì 14 gennaio 2013

Il Fioraio Bianchi. Fiori e non solo.

La prima volta che mi parlarono del Fioraio Bianchi, rimasi estasiata.

Insomma, un fioraio con 40 anni di storia nel cuore della mia amata Brera, che si trasforma in un piccolo e curato bistrot per pranzo e cena?
Ho immaginato Parigi. E ho immaginato cucina francese.

E invece, grazie al cielo, cucina italiana. Oserei dire tradizionale, ma allo stesso tempo creativa.
Pochi piatti, un menu essenziale, che cambia ogni stagione, e buoni vini in abbinamento. Si può scegliere anche il bicchiere, se non si vuole esagerare con la bottiglia.

Un po' caro, ahimè. Anche se per gli standard milanesi, siamo in linea.
Il piatto più costoso è il Gran Fritto Misto del Fioraio (30€), una fritturina leggera di pesce e verdura contenuta in un cestino di patate croccanti. Non male l'idea, anzi. Gli altri piatti variano dai 9€ dei dolci  ai 26-28 per un secondo piatto.
Meravigliosa l'insalata di porcini con "branzi" al forno e peperoni del piquillo. Il filetto not bad, ma sicuramente lo batte in creatività La milanese di gamberi.
I dolci assolutamente sublimi. Provate La montblanc del Fioraio.


sabato 12 gennaio 2013

Idic: Giornata Internazionale delle Cucine Italiane.

17 GENNAIO 2013
VI GIORNATA MONDIALE DELLE CUCINE ITALIANE

CENTINAIA DI CUOCHI E RISTORANTI NELLA OLA GLOBALE DELL’AUTENTICO TIRAMISU’ PER PROTEGGERE IL MADE IN ITALY. 
A NEW YORK SI ASSEGNANO GLI OSCAR DELLA CUCINA ITALIANA ALL’ESTERO E LO CHEF GIANCARLO PERBELLINI SPIEGA I SEGRETI DEL DOLCE ITALIANO PIU’ AMATO NEL MONDO. ANTEPRIMA A MOSCA L’11 GENNAIO CON LO CHEF MARCO SACCO (PICCOLO LAGO) . EVENTI IN ITALIA.

La sesta edizione della Giornata Internazionale delle Cucine Italiane (IDIC – International day of Italian Cuisines) si celebrerà in tutto il mondo il prossimo 17 gennaio 2013. Il Tiramisù ne sarà il protagonista. La popolarità del dolce italiano, il più conosciuto a livello mondiale, è infatti anche la ragione del suo diffuso taroccamento. Così, per un giorno, il Tiramisù diventa il simbolo della cucina italiana autentica e di qualità e dei prodotti agro-alimentari made in Italy che vanno protetti e promossi con campagne globali di educazione dei consumatori, come è appunto la IDIC. Centinaia di cuochi, ristoratori e food lover che aderiscono alla Giornata prepareranno tutti insieme, il 17 gennaio, questo delizioso piatto della tradizione italiana, secondo la ricetta autentica. Una gigantesca ola che correrà lungo i fusi orari di tutti i continenti.

La IDIC 20123 è promossa e coordinata da itchefs-gvci.com, voce di un network di oltre 2000 cuochi, ristoratori e culinary professional che lavorano in 70 paesi del mondo e che, quotidianamente, si ritrovano nel Forum del GVCI (Gruppo Virtuale Cuochi Italiani).  E’ una mobilitazione di base per dire no ai tarroccamenti ma è soprattutto una maniera per promuovere i cuochi, i ristoratori e le altre figure professonali dell’enogastronomia italiana che nel mondo si battono per la sua autenticitá. 

E’ fondamentale in tempi di crisi come questi mantenere la competitività dell’Italia sui mercati internazionali e questo si ottiene solo con eventi che irrobustiscono l’immagine e la cultura che accompagna i prodotti italiani, soprattutto quelli agroalimentari”, dice Rosario Scarpato, direttore della IDIC 2013 e co-fondatore del GVCI. 

L’appello ad aderire alla IDIC è rivolto a tutti: a qualunque cuoco o ristoratore di cucina italiana, a qualunque latitudine, o semplicemente a chiunque semplicemente ami il mangiare bene”, dice Mario Caramella, chef patron al ristorante InItaly di Singapore e Presidente del Forum GVCI.  Per aderire registrarsi a idic2012@itchefs-gvci.com
  
L’edizione 2013 della IDIC sarà lanciata a Mosca l’11 gennaio prossimo con una conferenza stampa al Ristorante Aromi organizzata in collaborazione con lo Chef Patron Pietro Rongoni. Alla conferenza seguirà una cena di Gala preparata dal Master Chef Marco Sacco, due stelle Michelin, del Ristorante Piccolo Lago di Verbania. Nel corso del Gala Dinner saranno annunciati i Grana Padano Italian Cuisine Worldwide Awards, gli oscar dell’enogastronomia italiana nel mondo che saranno conferiti a New York il 17 gennaio.

Nella Grande Mela infatti sarà organizzata la manifestazione centrale della IDIC 2013 con il coordinamento dello Chef Cesare Casella, leader di itchefs-GVCI negli USA e direttore degli Italian Studies all’International Culinary Center. Proprio in questa prestigiosa scuola di cucina si terrà una conferenza stampa e una classe magistrale sul Tiramisù tenuta dal Master Chef e pasticciere Giancarlo Perbellini, del Ristorante omonimo (Isola Rizza, Verona, 2 stelle Michelin). Nel corso della conferenza ci saranno collegamenti video in diretta con vari ristoranti e istituzioni nel mondo dove si sta celebrando la IDIC. Al Ratanà di Milano ci sarà Paolo Marchi, ideatore e curatore di Identità Golose, che celebrerà la “Giornata dell’orgoglio culinario italiano”, come lui stesso ha definito la IDIC, insieme a cuochi e giornalisti.  Altri collegamenti saranno effettuati con scuole di cucina in Olanda, Russia e Italia (Centro Galdus, Milano), in riconoscimento del ruolo vitale dei giovani professionali per la diffusione della cucina italiana autentica.

Promossi da itchefs/gvci.com, i Grana Padano Italian Cuisine Awards sono assegnati a personaggi che nel corso dell’anno trascorso o nella loro carriera si sono distinti per la promozione e la difesa della cultura enogastronomica italiana fuori dall’Italia. Sono nominati dagli oltre 200 cuochi del circuito ICMC – Italian Cuisine Master Chef e selezionati da una giuria quest’anno composta tra gli altri da competenti professionisti quali Davide Paolini (Il Gastronauta, Radio 24) e Luigi Cremona

Alla Ola del Tiramisù del 17 gennaio prenderanno parte anche centinaia di cuochi e ristoratori che lavorano in Italia, o semplici buongustai. Per comunicare la propria adesione: idic2013@itchefs-gvci.com Il programma completo degli eventi e la cartina della ola globale nel mondo, con i suoi protagonisti,  su www.itchefs-gvci.com

venerdì 11 gennaio 2013

Sandwich di pandoro...per l'aperitivo del sabato sera

Lo so che le feste sono finite, che si torna alla vita di tutti i giorni, che si inizia la dieta.
Ma questo non vuol dire che dobbiamo avere una vita triste e monotona. O no?
Alzi la mano chi non ha ancora un pandoro o un panettone in casa? Come immaginavo.
E come pensavate di utilizzarli? Mangiandoli a colazione o creando l'aperitivo "figo" per il sabato sera?
Se avete voglia di stupire i vostri ospiti, seguitemi e trasformeremo il tradizionale pandoro in un
Sandwich (salato) di pandoro con salmone, burro salato e maionese all'aneto.


250 g di Pandoro Sapori di Siena
120 g di salmone selvaggio affumicato
80 g di burro salato

Per la maionese:
1 uovo
1 tuorlo
Succo di mezzo limone
sale
Olio di semi
Aneto fresco
1 cucchiaino di senape

Tagliate il pandoro a fette orizzontali, da formare delle stelle e con l’aiuto di un mattarello rendetele sottili. Farcitele prima con il burro salato e poi con le fette di salmone. Chiudete con un’altra fetta di pandoro. Tagliate la stella di pandoro in tanti piccoli sandwich perfetti per l’aperitivo con gli amici. Preparate la maionese frullando insieme l’uovo, il tuorlo, il sale e il limone e aggiungendo a filo l’olio di semi, l’aneto fresco e un cucchiaino di senape.

giovedì 10 gennaio 2013

La Piccola Piedigrotta di Giovanni Mandara

 Non posso che scrivere questo post con il sorriso, con l'allegria. Quella stessa allegria che ho provato entrando nella pizzeria di Giovanni Mandara. Un uomo dallo sguardo simpatico, dall'occhio furbo, dall'allegria innata che ti travolge tra i sapori, i racconti e la sua campanilità.


Siamo nel cuore di Reggio Emilia. E mai avrei pensato di mangiare la pizza. E invece questa piacevole scoperta. Anzi, queste piaciavoli scoperte. Giovanni e la sua cucina fatta solo con ingredienti di prima qualità. Ingredienti che lui stesso seleziona e unisce per creare i suoi capolavori.
Pomodorino corbarino, Culatello di Zibello, Mortadella naturale, Gorgonzola Croce , Parigiano Reggiano delle Vacche Rosse, Uova di Paolo Parisi, Pasta di Gragnano, Acciughe di Aspra, Capperi di Pantelleria. Insomma avete capito che qui non si scherza? Qui con gli ingredienti si fa sul serio.
Mentre aspettavamo le pizze, vedevo uscire dalla cucina parmigiane di melanzane profumatissime, spaghettoni con le vongole veraci  e i clienti entusiasti. Mi sa che ci sono già stati...
E poi escono le sue creazioni, colorate, profumate, ricche di ingredienti, una diversa dall'altra per farci assaggiare ogni tipologia di pizza, sempre calda.
Dalla classica margherita con basilico fresco.

Un impasto leggero, soffice, che non mi ha appesantito.
Quelle per cui tornerei?
La Bona (mozzarella di bufala, gorgonzola Croce e mortadella al naturale),  1940 (mozzarella di bufala, scarola, pinoli, uva passa, olive di Gaeta, acciughe di Aspra.) e poi quella che ho preferito in assoluto è la Muu (pomodoro, pomodoro Pachino, stracciatella, Prosciutto di Parma stagionato 24 mesi.)

Ma anche la Selvaggia con mozzarella di bufala, ortica, ricotta e guanciale al mirto. Molto particolare.

Quando si dice che sono le persone a fare un luogo. Quando si dice che si ritorna in quel posto per l'anima. E l'anima della Piccola Piedigrotta è Giovanni. Che ti fa sentire a casa, che ti racconta dei singoli ingredienti, che ti accompagna nella degustazione, che ti sorprende con una scelta vastissima di birre artigianali, che ti sorride, che non ti trascura un attimo. A distanza di mesi, l'idea che ho di quest'uomo di origini amalfitane è quella di un vulcano in eruzione, un po' come il Vesuvio...per restare in Campania.
Dopo una serata passata a degustare quasi tutte le tipologie di pizze differenti e mai scontate, un caffè Passalacqua (verace) e un cadeau: una marmellatina di pomodorino corbarino.
Non l'ho ancora assaggiata ma ogni volta che apro la dispensa e la vedo, sorrido. E ricordo la  sua pizza!



Piccola Piedigrotta

di Mandara Giovanni
Piazza XXV Aprile, 1
42121 Reggio Emilia

mercoledì 9 gennaio 2013

Oggi cucina ... Barbara!


Muffin ai pomodori secchi!

"Quel vasetto stava nella mia dispensa da qualche mese e urlava a squarciagola implorando di essere usato.
Me lo aveva regalato così carinamente una mia carissima amica, Roberta, ed io non avevo ancora trovato l’occasione giusta per infilarlo tra questo e quello e tirarne fuori una ricetta come si deve.
Ecco poi una delle mie solite illuminazioni, semplici ma sempre molto efficaci.
I muffin! Santissimi muffin! Quelli salati ovviamente.
Vi pare poco? A me e a chi li ha divorati no…"



Ingredienti: 

- Farina 0: 150 grammi
- Latte: 50 millilitri
- Uova: 1
- Olio di semi: 50 millilitri
- Sale: 1 pizzico
- Lievito per torte salate: 1/2 bustina
- Pomodori secchi: 6
- Olive taggiasche: 10
- Semi di sesamo: a volontà
- Pepe: 1 grattugiata

Preparazione: 
Sbattere l’uovo e unirvi una presa di sale e una grattugiata di pepe.
Aggiungere il latte e l’olio, quindi la farina a cui avete unito il lievito in polvere.
Una volta ottenuto un impasto omogeneo unire i pomodori secchi e le olive taggiasche tagliati a pezzetti. Prendere quindi gli stampi per i muffin e mettervi i pirottini.
Versare il composto in ogni stampo, posizionare sulla sommità di ogni muffin dei semi di sesamo e mettere il tutto nel forno caldo a 180° per circa 30 minuti.


martedì 8 gennaio 2013

Crispy Chicken Salad

Oggi una ricetta con il pollo. Esattamente con le fettine di petto di pollo.
Una ricetta leggera, veloce ma soprattutta diversa dal solito. Perchè mi direte? Avete mai provato l'abbinamento pollo+ rice crispy? Si, si, proprio quelli che mettete nel latte al mattino?
Beh, provate questa ricetta, è geniale.
E poi dopo le feste...direi che stare un po' leggeri senza rinunciare al sapore, non guasta.
Mi seguite in cucina per gli ingredienti?


Ingredienti:
8 fettine di petto di pollo
80 gr di riso soffiato
100 ml di latte
sale
olio evo
insalata gentile
rucola
mais dolce
2 finocchi lessi

Fate marinare le fettine di pollo nel latte per 15 minuti. Poi passatele nei rice crispy schiacciando bene affinchè si riempiano di cereali. Sistematele sulla teglia rivestita di carta forno. Un po' d'olio e un po' di sale. Fate cuocere a 180° per 25 minuti.
Lavate l'insalata e la rucola. Affettata i finocchi che avrete già lessato. Preparate le verdure nel piatto da portata e aggiungete il mais sgocciolato. Togliete i petti di pollo dal forno. Saranno dorati e croccanti. Affettateli e adagiateli sull'insalata. Un piatto unico delizioso ma soprattutto diverso dal solito.
Croccante e gustosissimo. Provare per credere


lunedì 7 gennaio 2013

Antica Corte Pallavicina: un relais di campagna


"A volte mi sento più cuoco
a volte più masalén
a volte più agricoltore"

(Massimo Spigaroli)


Sono passati un po' di mesi dalla mia visita in questo luogo, lo ammetto.
Ma non potevo non parlarvi di questo angolo di paradiso. 
Quando si parla di Antica Corte Pallavicina non si parla solo di un Ristorante.
Ma di un Relais con 6 camere, una cantina con stagionatura di culatello e parmigiano reggiano,  un’azienda agricola dove si coltiva e si alleva, e un Ristorante stellato a Km 0, dove si assapora il gusto del territorio.  Uno spazio dove si sta bene e dove si fanno le cose per bene.
Ma soprattutto è il luogo dove Massimo Spigaroli è riuscito a recuperare, a mantenere quello che i genitori prima di lui hanno creato con grande lavoro e sacrificio. Un relais di campagna  che porta il nome di "Antica Corte Pallavicina" a ricordo e in onore dei suoi antichi proprietari.


Siamo a Polesine, nella Bassa parmense, una terra distesa lungo il Po, con la sua nebbia costante nei mesi freddi e con quella tranquillità che la rende un luogo affascinante.
Io ci sono arrivata in estate, con i campi di frumento, di erba medica, di granturco appena tagliati, con gli odori di stagionatura che provenivano dalle cantine e i rumori degli animali nel cortile, con il caldo afoso di giorno e la brezza del Po alla sera.
E ad accoglierci un giovane e brillante Giovanni Lucchi che con paziente maestria ci ha guidati nel meraviglioso mondo della Corte. Cominciando proprio dagli animali, un grande orgoglio di Massimo.
Oche, galline, anatre, tacchine tutte razze antiche, difficili da allevare ma con carni più saporite e quindi da far conoscere, da proporre agli ospiti, ai clienti dei due ristoranti gestiti dai fratelli  Luciano e Massimo Spigaroli: Il Cavallino Bianco e l’Antica Corte Pallavicina. Due ristoranti dove si utilizzano prodotti dell’azienda per dare identità e per tornare ai sapori antichi.
Qui si utilizzano solo materie prime dalla nascita. Come la Nera di Parma e di borghigiana, antica razza suina dalle carni molto grasse che si riteneva perduta. Qui c'è la voglia e l'interesse a recuperare un antico grande salume che stava scomparendo, difendendolo da chi lo voleva far diventare un prodotto industriale da fare ovunque in capannoni climatizzati. Sto parlando del culatello.
Qui c'è la voglia a riprendere la produzione della spalla cruda, un prodotto della salumeria della Bassa dall’incredibile armonia di aromi e sapore. Ed io che ho avuto il piacere di assaggiarla verso sera, al calar del sole, vi assicuro che è realmente un salume di cui parlare.


Ma soffermiamoci un momento sul Culatello.
Tutto parte dal culatello. Anche la storia di questi luoghi, conosciuti  un tempo solo per la nebbia e le zanzare. Poi ci fu la riscossa della Bassa (così ama definirla Massimo) , l'unione dei produttori, la nascita del consorzio, il legame con il territorio e l'arrivo dei turisti, degli appassionati, dei gastronomi, di tutte quelle persone che hanno voglia di scoprire un sapore e la sua storia.
E quindi vengono riscoperte le nebbie e le cantine umide che sono necessarie per fare un buon culatello.
Vengono tramandati i saperi antichi, quei saperi che la famiglia Spigaroli aveva e continua ad avere. Il sapere di qual è il momento giusto per raggiungere il perfetto bilanciamento fra dolcezza e aromaticità. L'importanza del  microclima. Senza di esso non avremo quell'esaltazione di profumi e di gusto dovuti alle muffe delle cantine, non avremo quella consistenza morbida e vellutata, quel sapore dolce che ricorda la rosa.


Quando si parla di Culatello in particolare si parla del taglio posteriore del prosciutto, si parla di bilanciamento di grasso e muscolo. Si parla di 8 comuni sul Po, che possono produrre la Dop Zibello. Si parla della classica forma a pera. Si parla di sale, pepe, vino e aglio. E non si parla di conservanti. Si parla di 8-10 mesi a stagionare in ambiente asciutto. Si parla anche di qualità e onestà, si parla di tramandare una tradizione rispettando i consigli e le tecniche antiche, attualizzandole senza stravolgerle.
Questa è la filosofia di casa Spigaroli. Questo è quello che potrete trovare venendo in quest'oasi felice a Km 0. Rilassandovi all'obra di un salice sorseggiando un bicchiere di Fontana del Taro, un vino autoctono a bacca rossa, frizzante che bene si sposa ai salumi della bassa. Passeggiando per i lunghi filari di uve, visitando le cantine di culatelli. O invece decidere di lasciarvi coinvolgere dalla cucina stellata di Massimo Spigaroli che vi guiderà in un percorso di assaggi che richiamano la sua Bassa, sapientemente trasformata in Haute Cuisine.



Nel 1300 questo luogo era una dogana del sale di Salsomaggiore (a 20 Km). I Marchesi Pallavicini controllavano il fiume facendo pagare una tassa. Nel 1800 la famiglia Spigaroli era già lì.  Da mezzadri ieri, a possidenti oggi. Con la consapevolezza e la voglia di valorizzare quello che il passato ha insegnato.
E tramandarlo senza mai dimenticare.


venerdì 4 gennaio 2013

Iniziare l'anno tra la neve e i sapori di una volta

La prima volta che sono venuta in Alto Adige avevo 2 anni. I miei genitori mi portarono ad Ortisei, in Val Gardena. C'è una foto che mi rappresenta mentre mangio un piatto di polpette in una stube locale (se la ritrovo, ve la posto! E' esplicativa...fin da piccolissima avevo le idee chiare in fatto di gusti alimentari: solo cose buone!).
Poi dopo alcuni inverni in Francia e in Piemonte, verso i 13 anni abbiamo incominciato ad andare a San Vigilio di Marebbe in Alta Badia e da allora ogni anno si tornava lì.
Le priorità da ragazzina erano lo sci, le piste del Plan de Corones e le serate a Les Morines in compagnia degli amici storici che venivano da varie località italiane (Verona, Roma, Latina, Cagliari, Bologna, Pordenone, Napoli, Catania)  ma che puntualmente ritrovavo lì. E per una settimana eravamo inseparabili, sulle piste, in pausa wurstel al Miara, in albergo a giocare a carte, al piano bar a cantare (non tutti si intende), in piscina, in sala giochi,  in discoteca, all'Iglu (pub locale di cui non ricordo il nome). E voi, che c'eravate, ve ne ricordate?
E poi i tempi cambiano, c'è chi si fidanza, chi cambia rotta, chi scegli altri lidi, magari esotici, magari decide di non tornare più. Eppure io me li ricordo ancora quei mitici anni spensierati e un po' incoscenti.
Crescendo, i gusti, le necessita sono cambiate. Da una decina d'anni torno qui per il piacere di respirare questi luoghi, di coglierne il particolare, l'ospitalità innata, la semplice eleganza, il dettaglio mai casuale, gli ingredienti locali, la cura nel trasformarli.

Sono una romanticona, ormai lo sapete. E l'Alto Adige a mio parere sa cogliere quel sano romanticismo dei dettagli. E quale ricorrenza migliore del Natale? Dove la Magia regna sovrana. Dove è così semplice creare il bello attorno ad un evento, ad una stanza, ad una strada, ad una porta.
E così ho deciso di trascorrere l'inizio del 2013 in una terra che amo, che sa farmi stare bene e che mi riporta alla mente solo bei ricordi.
Quale luogo migliore per incominciare il nuovo anno?
E allora eccovi le immagini dei miei primi giorni dell'anno itineranti...a LaVilla, a San Cassiano, a Brunico.
E a tutti voi, da queste vallate, auguro uno splendido 2013.
E che anche voi possiate trovare il vostro luogo del cuore.


E poi restare incantata davanti agli occhi di questa donna, su un manifesto, nel centro di Brunico.
Una vecchia signora che racconta il suo Natale di 60 anni fa al nipotino. E tramanda, con le mani segnate dal tempo, con gli occhi che hanno visto la fame e la guerra, con un filo di voce, tramanda  i sapori e i saperi di una volta.


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