lunedì 31 marzo 2014

Mozzarella in carrozza!


giovedì 27 marzo 2014

Di risotti, fiori e un frigorifero pieno di caramelle.


Penne alla casottina con pesto di zucchine

So che è un po' prestino per le zucchine...e avrei dovuto aspettare ma quando ti vengono regalate dalla suocera? Come fai a dire di no...
E allora ho pensato ad una ricetta che potesse dar loro il giusto gusto!
Un primo piatto con un formaggio cremosissimo...che adoro! la Casottina.
Pronti per la ricettina lampo?

Ingredienti: per 4 persone
300 gr di penne
1/4 di casottina
parmigiano reggiano
1/2 bicchere di latte
sale grosso
3 zucchine
basilico fresco
olio evo
sale e pepe

Mentre l'acqua della pasta raggiunge il bollore, lavate e tagliate a pezzetti le zucchine. Fatele rosolare in padella con basilico, sale e pepe. Aggiungete un bicchiere di acqua calda e fate cuocere fino a quando la zucchine si saranno intenerite. Trasferite il composto in un bicchiere alto di plastica (quello che utilizzate per il pesto o le creme) e con il mixer a immersione e un bicchiere di acqua calda create un'emulsione non troppo liquida, che sarà la base della pasta.
Nella stessa padella delle zucchine (che avrete tolto) create una fonduta leggere con la casottina a pezzetti e il latte. Aggiungete poi il parmigiano e fate emulsionare bene.
Cuocete la pasta per 7-8 minuti e poi mantecatela in padella con i formaggi.
Assemblate il piatto adagiando il pesto di zucchine e poi le penne con la casottina.
Un piatto semplice ma di grande gusto.


venerdì 21 marzo 2014

Stracci di ortica con gamberi e pomodorini

Con il mio piccolo aiuto-chef (da quando è iniziato Masterchef Junior, vuole sempre aiutarmi in cucina) e qualche foglia di ortica raccolta in campagna, abbiamo preparato l'impasto e tirato la sfoglia!
Quanto mi piace preparare la pasta fresca. Quanto mi piace tirare la sfoglia anche se non ho un tagliere e un mattarello professionale da sfoglina (prossimo regalo che mi farò!)
E quanto sapore, quanta soddisfazione nell'addentare una forchettata di pasta fatta con le proprie mani.
Mi direte che è difficile. No, credetemi, non lo è!
Venite con noi.

 Avendo preparato degli stracci, la sfoglia non l'ho tirata sottilissima come quando preparo le paste farcite. Ma deve rimanere ruvida e porosa per aderire bene al condimento.
Seguitemi negli ingredienti:

Per 4 persone:

2 uova per 200 gr di semola di grano duro
acqua q.b.
100 gr di ortica sbollentata
sale

1/2 kg di gamberi
10 pomodorini
1 spicchio d'aglio
olio evo
timo fresco
sale

Preparazione:
Su un tagliere preparate tutti gli ingredienti così da facilitarvi il lavoro. Disponete a fontana la semola di grano duro, fate al centro con le dita un foro dove inserirete le uova. Come sta facendo Matteo iniziate a lavorare l'impasto, aggiungete poi il sale e l'ortica precedentemente sbollentata e strizzata. Quando tutti gli ingredienti saranno amalgamati, iniziate ad impastare con le mani. Deve risultare un composto compatto, elastico. Fatelo riposare e iniziate a stenderlo su un tagliere abbastanza grande. Non deve essere troppo spessa la sfoglia ma neanche troppo sottile. Con una rotella o un coltello ricavate dei rettangoli irregolari. Sembreranno degli stracci di pasta. Disponetela in un  vassoio e spolveratela di semola.
Nel frattempo sgusciate i gamberi, eliminate la vescica e tagliateli a pezzettini. Fate dorare in una padella capiente uno spicchio d'aglio con l'olio evo e aggiungete i pomodorini tagliati in due.
Salate, aggiungete i gamberi e fate cuocere per qualche minuto a fuoco alto.
In una pentola portate l'acqua a bollore e immergete gli stacci di ortica. Aggiungete un cucchiaio d'olio. Quando verranno a galla saranno cotti. Uniteli al sughetto di gamberi e mantecate il tutto prima di servire.




E adesso godetevi la vostra pasta fresca alle ortiche con gamberi e pomodorini.

mercoledì 19 marzo 2014

Oggi cucina ... Ottavia!

Il plumcake sette vasetti al cacao è la rivisitazione della classica torta sette vasetti.
Ideale per la colazione o per la merenda il plumcake sette vasetti al cacao è davvero semplicissimo da preparare.


venerdì 14 marzo 2014

La fougasse!

Quando abitavo a Parigi, il momento che preferivo della giornata era uscire dall'università ed entrare in una boulangerie. Non ha un suono meraviglioso questa parola...Boulangerie, una parola che sa di buono come quello che contiene.
La panetteria francese è.
 E' profumo ma soprattutto varietà di forme, impasti, colori, consistenze.
Oh, quanto amavo scegliere ogni giorno un formato diverso da portare a casa. A cominciare dalla parisienne (la baguette piccola), pain aux noix (pane alle noci), fougasse aux amandes e thyme (la focaccia alle mandorle e timo, quella al prosciutto, quella all'uvetta e noci.)
Basta, mi fermo, seguitemi in cucina, oggi la prepariamo noi!



Ingredienti:
500 gr di farina 0
250 ml di acqua tiepida
10 gr di lievito di birra
timo fresco
sale
50 ml di olio evo
latte

Preparazione:
In una boule versate la farina, aggiungete il lievito sciolto in poca acqua tiepida e amalgamate. Unite l'acqua e il sale e impastate con le mani o con l'impastatrice per 1 minuto. Aggiungete l'olio e il timo e continuate ad impastare bene. Il composto dovrà essere liscio e compatto. Fate lievitare per 3 ore su una teglia rivestita di carta forno e coperta da un foglio di pellicola unta d'olio.
Spendete ora l'impasto che sarà gonfiato  e incidetelo al centro con un coltello e poi ai lati (formando tre fori per ogni lato). Avrete formato una foglia larga che è la tipica forma della Fougasse.
Spennellate con il latte e aggiungete qualche fogliolina di timo e sale grosso.  Infornate a 180° per 30 minuti.



Con i formaggi è meravigliosa!

giovedì 13 marzo 2014

Spinacino, radicchio, schiz e trito speciale!

Beh, ci sono insalate e insalate!
Quella che vi propongo oggi è una signora Insalata fatta con ingredienti di stagione e arricchita da un formaggio tipico della zona in cui vivo: lo schiz!





Lo “Schiz” formaggio tipico della provincia di Belluno, nato nelle malghe di montagna dalla cagliata del latte appena munto, costituiva con la polenta il piatto unico di una cucina povera ma sana e genuina. Il nome risale all’abitudine che i malgari avevano di recuperare i residui di cagliata che “schizzavano” fuori dalle fascere durante la fase di formatura o “schiacciatura”, in dialetto locale “schizar”; altri attribuiscono il nome allo “schizzare” delle goccioline di siero che escono dal formaggio durante la cottura. Si tratta di un cibo antico, riscoperto negli ultimi decenni e molto apprezzato per il gusto particolare che acquista con la semplice preparazione. La pasta è compatta, di colore bianco candido; ha un intenso profumo di latte e il sapore è delicato e dolce.

Lo schiz è un formaggio che si può mangiare a freddo per arricchire insalate o cous cous. Ma anche ottimo cotto in padella o al forno o con la polenta (piatto tipico dei rifugi di montagna).
La sua pecularità? E' leggero, ha pochissimi grassi e molto digeribile, quindi perfetto per le diete.
Naturalmente dovevo dare una parte croccante al mio piatto. Allora ho aggiunto un trito speciale fatto di semi di girasole, semi di zucca, semi di lino, noci, mandorle,  pistacchi, arachidi, sale.
Non vi fa venire fame? A me si...



Ingredienti: per 4 persone
4 fette di schiz alla rucola
2 cespi di radicchio tardivo
8 funghi prataioli
valeriana
spinacino
trito speciale per insalate*
olio evo
sale

*Per il trito speciale occorre: frutta secca a vostra scelta. Io ho optato per pistacchi, mandorle, arachidi ma se preferite potrete aggiungere pinoli, anacardi, noci macadamia, uvetta, bacche di Goji, frutta disidratata. Tagliate grossolanamente e aggiungete sale, semi di lino, di sesamo, semi di zucca, di girasole. A voi la scelta. Mescolate bene il tutto e conservate in un sacchetto per alimenti o in un contenitore ermetico. Sempre pronto!
Lavate ora le insalate e preparatele in una ciotola. Tagliate i funghi in 4 parti e fateli dorare in padella con un filo d'olio. Poi aggiungeteli all'insalata e condite con olio evo e sale. Nella stessa ciotola cuocete le fette di schiz senza aggiungere grassi. Il formaggio fonderà leggermente formando una crosticina deliziosa.
Preparate i piatti da portata con l'insalata, il trito speciale e la fetta di schiz al centro.
Semplice, sano e buonissimo!

venerdì 7 marzo 2014

Due giorni a Venezia.




Venezia, la città che tutto il mondo ci invidia è così vicina eppure non ci vado mai abbastanza.
Era arrivato il momento di dedicare due interi giorni a lei, la città dei canali e delle gondole, del carnevale e dei bacari, degli alberghi meravigliosi e delle calli nascoste. La città dell'Amore e della buona cucina.
Un week end lento dedicato al gusto.
Un sabato mattina, con amici giornalisti, a spasso per il mercato di Rialto, tra i banchetti ricchi di meravigliosi pesci di ogni forma e provenienza. Tra i colorati e stagionali ortaggi, a scegliere quelli giusti per il nostro corso di cucina al Gritti Palace.


Un albergo da sogno, la casa veneziana di moltissimi attori, registi, cantanti, scrittori . Il ritrovo di tanti amici che hanno voglia di essere coccolati e di vivere, perché no, una vacanza da favola.


Foto, assaggi, sorrisi, passeggiate per le calli e gita a S.Erasmo (da sempre orto dei Dogi) a conoscere una realtà nuova e interessante fatta di intuizioni, lavoro, viti, grappoli e terroir. Abbiamo incontrato Michel Thoulouze , in questo piccolo ma fertile fazzoletto di Venezia, che ci ha raccontato la realizzazione del suo sogno in mezzo alla laguna. ( Ma dedicherò un post speciale a quest'uomo dalle mille risorse. Siate pazienti e vi parlerò del suo Orto).

Vorrei tornare alla cucina per oggi e raccontarvi un pomeriggio interamente dedicato ai prodotti della laguna, dalle castraure agli sciopet, dai bruscandoli al baccalà, dalle schie alle granceole.
 Un corso di cucina a tutto tondo, così come deve essere nelle migliori scuole. Dal mercato dove scegliere l'ingrediente, alla preparazione. Dalla pulitura del pesce alla realizzazione del piatto. Tutto questo al Gritti Epicurean school, la scuola di cucina Epicurea a Venezia, sul Canal Grande. Una scuola veneziana che permette di fare un viaggio gastronomico tra il gusto dei prodotti del territorio.




A capitanarci, lo chef Daniele Turco, trevigiano, trapiantato a Venezia, insomma un Veneto Doc capace di trasmettere ai "corsisti" la sua professionalità e la sua territorialità.
E' proprio sulla territorialità che ha voluto improntare il suo corso di cucina. Permettendo a colleghi giornalisti e blogger di altre località italiane di conoscere prodotti della laguna veneziana.
E' stato un pomeriggio intenso, faticoso ma anche molto interessante. Abbiamo sgusciato due cassette di schie (Si proprio loro, quei minuscoli gamberetti della sabbia che si trovano solo in questa zona d'Italia), pulito 5 kg di sciopeti o carletti (erbette spontanee), pulito le castraure (il frutto apicale della pianta di carciofo violetto di Sant'Erasmo), eviscerato i gamberi, svuotato le granseole, bollito il baccalà, sgusciato le telline, sfilettato le sogliole, tagliato la zucca in cubetti e iniziato le basi per i piatti. E ci siamo divertiti, imparando.



Fino ad arrivare al momento in cui, seduti ad una splendida tavola, abbiamo condiviso i piatti preparati.

Quello che vedete è il risultato di un pomeriggio in cucina.
La cucina non è solo il piatto finito. Dietro c'è molto di più. Ed è quella la filosofia di questa scuola di cucina: partire dall'origine del prodotto, conoscerlo, lavorarlo e poi confezionarlo.
E se avete voglia anche voi di provare un'esperienza unica, a Venezia, non vi resta che salire su una gondola e lasciarvi guidare in Campo Santa Maria del Giglio...


Continuate a seguirmi, vi racconterò presto di una star della tv francese che ha deciso di dedicarsi al vino...a Venezia! E poi vi parlerò di Irina, di Daniele e dello storico "Vecio Fritolin".
Abbiate pazienza ancora pochi giorni.

giovedì 6 marzo 2014

Semolini con pomodori secchi e feta

Questi morbidissimi panini li ho preparati con la semola di grano duro e chiamarli semolini mi sembrava il nome più idoneo. Voi che dite?
Dovete farli, sono buonissimi! Arrichiteli come preferite, con olive, prosciutto, frutta secca, formaggio. Io ho optato per pomodorini secchi e feta sbriciolata. Hmmmmm!
Ottimi per una cena, un brunch o per un pic-nic primaverile...Ormai ci siamo quasi!


Ingredienti:
600 gr di semola di grano duro rimacinata
10 gr di lievito di birra
60 gr di olio evo
sale
acqua tiepida q.b.
origano secco
1 confezione di formaggio greco feta
5 pomodori san marzano secchi

Sciogliete il lievito (10 gr sono meno della metà di un panetto) in poca acqua tiepida e unitelo alla semola (la trovate al supermercato, vicino alle farine). Aggiungete l'acqua e impastate a mano o con l'impastatrice. Unite poi l'olio, l'origano, i pomodori secchi tagliati a pezzetti e la feta sbriciolata.
Fate lievitate in una coppa dai bordi alti e coperta con la pellicola, per 2 ore. Trascorse le due ore, rimpastate e fate lievitare per un'altra ora. Formate dei piccoli panini e disponeteli su una teglia o anche in una teglia da muffins o da crostatine (leggermente unte) come ho fatto io. Fate cuocere in forno caldo a 180° per 20 -25 minuti.



martedì 4 marzo 2014

Crostata di zucca e ceci

Non un dolce ma una crostata salata di zucca, ceci e provola dolce.
Una ricetta nata all'ultimo minuto con un pezzo di zucca al forno, una porzione di ceci e tre fette di provola avanzate dalla cena. Un'ottima idea per riciclare degli ingredienti e creare un piatto sano, bello e felice!
E il pranzo con gli amici acquista un valore in più!



Ingredienti: per una crostata classica
1/2 zucca mantovana
1 barattolo di ceci precotti
1 e 1/2 confezione di pasta sfoglia
1 uovo
50 gr di parmigiano
50 gr di pangrattato
sale
timo fresco
3 fette di provola dolce



Tagliate la zucca e pezzi e infornatela per 30 minuti su una teglia rivestita di carta forno. Quando si sarà intenerita, privatela dei semi e della buccia e mettete la polpa in una terrina, aggiungete l'uovo, il parmigiano, il pangrattato, il timo e i ceci scolati dalla loro acqua e frullati. (Se preferite potrete anche mantenerli interi).
Amalgamate bene gli ingredienti. Foderate una teglia tonda con la pasta sfoglia, riempite con la farcia di zucca e ceci e adagiate le fette di provola dolce. Poi con l'aiuto di una rotellina zigrinata ricavate delle strisce con la restante sfoglia e rivestite la crostata. Infornate a 180° per 30 minuti.





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