martedì 10 febbraio 2015

La mia Identità

Un solo giorno. La domenica.  Perché devo riuscire ad incastrare tutto nel modo giusto. Sempre.
Ma non potevo non esserci. Non potevo perdermi l'appuntamento più atteso dell'anno, l'evento di Alta gastronomia per eccellenza capace di monopolizzare l'attenzione del settore, individuarne le tendenze, analizzare il presente e il futuro della cucina italiana ed internazionale offrendo infiniti spunti di riflessione,  racconti ed emozioni.


Un solo giorno per andare a Milano e vivere a pieno ritmo il Congresso che riunisce i migliori cuochi, gli appassionati, i giornalisti, i blogger, i curiosi, i personaggi televisivi, attorno al Cibo. Di Qualità.
Identità Golose 2015. A Milano, da domenica 8 febbraio a martedì 10 febbraio.
Il tema di quest'anno "una sana intelligenza" e sono tantissimi i cuochi da tutto il mondo che hanno raccontato il loro punto di vista sul connubio gola e benessere.
 Identità vera, sincera, genuina, naturale, piccante, di montagna, di sala, di pane, di pasta.
La mia giornata al Mico, in via Gattamelata inizia alle ore 10. Insieme a Chiara.
Sorelle in Pentola, presenti come ogni anno.
Ad aprire il congresso, in Sala Auditorium, Pietro Leemann, cuoco svizzero adottato da Milano, vegetariano da oltre 30 anni, chef patron del ristorante Joia di Milano.
Una lezione "spirituale", un approccio alla materia prima, emozionale.
Quello che viene prima dell'atto di cucinare è una questione di rispetto degli uomini e della natura,  è una questione di riti e di preghiere.
Una visione unica, un modo di vivere la cucina  come una passeggiata leggera in un paesaggio fantastico. Metafisico, surrealista, iperrealista, concreto.
Ogni suo piatto si trasforma da materia in bellezza.  In Joia.
E guardandolo pregare, trasformare la materia prima, si capisce quanto per lui sia fondamentale oltre alla materia e all'intelletto, lo spirito.
E' stato un momento diverso di vivere la cucina. Un momento di mente, di spirito, di anima.




E da Leemann passo ad Alain Ducasse, il maestro. Monsieur Ducasse. Le grand Ducasse.
Non lo conoscevo personalmente. Ma lo seguo da anni e lo stimo come cuoco e imprenditore di un impero. Ho avuto il privilegio di poter assaggiare i suoi piatti al Jules Verne di Paris e devo dire che ne sono rimasta incantata per la cura, l'armonia, la ricerca che c'era in ogni piatto.
Oggi, dopo molti anni, riassaggio una sua proposta, frutto di una cucina corraggiosa per il Plaza Athenèe di Parigi. Una scelta naturale. Assieme a Romain Meder, suo "figlio professionale" ed executive chef, la scelta di un menù senza carne al Plaza Athenèe. E oggi, qui a Identità Golose, una proposta di terra, un piatto a base di quinoa, radici e tartufo nero. Esaltazione del gusto ai massimi livelli.
"Le produit  doit etre au centre de la cuisine. Il faut respecter la nature". Bisogna guardare a quello che succede intorno al mondo per fare esattamente il contrario. Il faut etre different et il faut exalter le pays d'origine et surtout le produit d'origine"
Una splendida lezione di cucina fatta da un grande maestro.



E dalla sala Auditorium mi sono spostata verso la sala Espositiva dove sono andata a trovare gli amici. Perché Identità Golose è anche questo. Amicizia.
Perché ognuno di noi segue durante l'anno eventi, lavori differenti ma poi a febbraio l'appuntamento è sempre qui, in Via Gattamelata a IG! E allora incontri quegli amici che non vedi da tanto, quei colleghi che abitano lontano da te, quegli espositori che adori, quei prodotti di cui non puoi fare a meno.
E allora immortali il momento con un selfie.

E il primo non poteva essere che con lei. La Giacoma.



 Con Chiara, di Alce Nero, azienda biologica top di Bologna.
 

E poi loro insieme. La Giacoma e il mio amato Giancarlo, super chef Morelli



 E con Francesco Fadda di Lieti Calici con cui è sempre un piacere chiaccherare  di cucina e di viaggi.


Ho dimenticato di fare una foto ricordo IG con tanti, tantissimi amici, ma eravamo insieme e questo è quello che conta.



Ma torniamo in Sala Blu per ascoltare Norbert Niederkofler con Identità di Montagna.
 La filosofia di Norbert è l'essenza di quel piccolo e meraviglioso pezzetto d'Italia da cui proviene: l'Alto Adige. Dalla Valle Aurina, valle di nascita e dopo moltissimi anni all'estero, approda al S. Hubertus a San Cassiano, il ristorante 2 stelle Michelin (da lui capitanato) dell'hotel Relais &Chateaux Rosa Alpina.


Natura+cuoco+tecnica: questa la filosofia di Norbert. Bisogna portare la natura nel piatto, bisogna cucinare solo i prodotti di quel determinato periodo dell'anno. Senza stravolgere la natura.
La sua è una cucina ricca di sapore, di delicatezza, di gentilezza. La sua è una cucina di montagna, che ha una grande tecnica di trasformazione.
"Vivere la natura, guardarla e poi trasportarla nel piatto" come il fiume d'inverno: tartare di lavarello, foglie di ostrica, rafano, olio di vinacciolo, patate ed erbe invernali. Un'esplosione delicata di gusto!


Sempre in sala Blu come ultimo chef prima di riprendere il treno e tornare a casa, un giovanissimo ampezzato, Riccardo Gaspari, chef de El Brite di Cortina d'Ampezzo.


Una bella faccia, pulita, genuina. Un sorriso buono. Una storia, la sua, che mi ha emozionata. Riccardo faceva il falegname e il maestro di sci come la maggior parte dei ragazzi di montagna. Conosce Ludovica, bolognese e si innamorano. Ludovica decide di regalargli un libro di cucina...e da quel momento in poi Riccardo ha scelto di cucinare. E di farlo bene. Ludovica e Riccardo si sono sposati, vivono a Cortina, gestiscono El Brite, il ristorante e il Piccolo Brite, il caseificio. Ascoltarli raccontare mano nella mano la loro vita quotidiana, la fatica, l'entusiasmo e l'amore che mettono per far crescere la loro famiglia, beh, non può che commuovere. E' una Cortina diversa quella di Riccardo e Ludovica. Identità di montagna si ma anche Identità di Famiglia.

Ore 18: dopo un'ultimissima intervista per Lieti Calici e un ultimo bacio alle amiche, si torna a casa.
Felici e con qualcosa in più.



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